Vertice interlocutorio a Palazzo dei Giurati nella prima riunione dei sindaci
Vertice interlocutorio a Palazzo dei Giurati nella prima riunione dei sindaci

«Non esiste nessuna preclusione da parte mia alla candidatura di Orlando Russo alla presidenza dell’Ato Idrico. È un collega e un amico. Decideremo tutti insieme quale sarà la scelta definitiva da fare, sarà importante essere compatti nell’interesse di questo comprensorio». Lo afferma il sindaco di Antillo, Davide Paratore che interviene per fare chiarezza nella discussione avviata lunedì scorso a Taormina dai sindaci dell’hinterland jonico-alcantarino per le future scelte sulle nomine nell’ambito dell’Area Metropolitana ed in particolare sull’Ato Idrico.

Paratore chiarisce la sua posizione. «Ritengo opportuno, anzi doveroso precisare – affama Paratore – che non esiste nessun problema da parte mia sulla possibile candidatura del sindaco di Castelmola, Orlando Russo, alla presidenza dell’Ato Idrico. C’è stato tutto un malinteso sul senso del mio intervento. Se il comprensorio fa un’indicazione per quella posizione, Antillo e gli altri saremo uniti nel sostenere quel nominativo così che possa rappresentare tutti noi. Ho semplicemente detto nel corso del mio intervento in aula consiliare a Taormina che in precedenza c’era stato un impegno morale da me preso con il sindaco di Mistretta e ho appreso poi la notizia della candidatura di Orlando (Russo, ndr) soltanto la sera prima della riunione. È chiaro che queste situazioni vanno discusse e condivise per tempo, quindi mi aveva fatto arrabbiare l’aver saputo solo in extremis questa candidatura ma non ho mai avuto nessun problema con il collega di Castelmola. Niente contro Russo, che ritengo anzi persona degna e idonea per rappresentarci alla presidenza dell’Ato Idrico. Se si prenderanno decisioni in maniera unanime, avremo il dovere di essere tutti di parola». Paratore lancia un messaggio ai colleghi nell’ottica di un Patto dei sindaci e li invita ad essere in sintonia nelle scelte strategiche dell’Area Metropolitana: «da soli non possiamo andare da nessuna parte. La nostra forza si chiama Taormina e se ci stringiamo attorno a loro possiamo contare in un contesto di vasta area, al cospetto del versante tirrenico-messinese. Bisogna mettere da parte qualsiasi personalismo e fare squadra».

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