Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale di Taormina
Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale di Taormina

Si prospettano nuovi tagli all’ospedale San Vincenzo di Taormina nell’ambito della rimodulazione della rete sanitaria e si fa subito rovente il clima a Palazzo dei Giurati dove il presidente del Consiglio comunale, Antonio D’Aveni annuncia «una dura protesta contro il Governo regionale». Il rischio che pare delinearsi, infatti, all’orizzonte sarebbe quello di una sostanziale trasformazione del nosocomio multispecialistico di contrada Sirina in uno dei 23 presidi ospedalieri di base previsti in Sicilia. A rischio sarebbe quindi l’assetto operativo di alcune unità complesse che potrebbero essere convertite in unità semplici: nella fattispecie sarebbe in discussione il futuro di Nefrologia, Otorino, Gastroenterologia, Rianimazione, Ematologia, Urologia e Oncologia.

La spada di Damocle. La rimodulazione, se dovesse concretizzarsi, lascerebbe sole 4 unità specialistiche a Taormina (Chirurgia, Ortopedia, Cardiologia e Medicina): il resto diventerebbero, appunto, unità semplici. «Siamo in presenza di una vera e propria “Waterloo” della sanità provinciale e regionale – afferma D’Aveni -. La legge Balduzzi non è il Vangelo, è una normativa ministeriale modificabile se davvero lo si vuole. Non vengano a dirci che bisogna semplicemente recepire le indicazioni della legge Balduzzi, si tratta piuttosto di una volta politica che penalizzerebbe ancora una volta il nostro territorio. Quando si pensa e si guarda soltanto ai numeri si perde di vista la reale efficienza dei servizi e le esigenze quotidiane della popolazione. Ben venga in certi casi il risparmio e la razionalizzazione della spesa ma non si può continuare a fare tutto ciò togliendo a questo territorio servizi essenziali e professionalità di assoluto livello e soprattutto non è pensabile che si decida di depotenziare reparti di eccellenza con scelte calate dall’alto».

«Una protesta eclatante contro questa inaccettabile “Waterloo” della sanità». Non si esclude che si possa prevedere nelle prossime settimane una seduta straordinaria di Civico consesso per fare il punto della situazione. «A questo punto – continua il presidente del Consiglio comunale di Taormina – urge anche una presa di posizione dei primari e delle professionalità che rischiano di essere vittime sacrificali di quanto dovrebbe verificarsi nei prossimi mesi. Per quanto mi riguarda intendo discutere la problematica con i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, puntando sulla coesione di intenti e la volontà condivisa di avere chiarezza sulle scelte che intende fare la Regione. Mi farò promotore di una protesta eclatante contro questa inaccettabile “Waterloo” della sanità nel nostro territorio. La politica deve muoversi e farlo sul serio, oltre le solite chiacchiere, compresa anche l’eventualità di mettere in discussione la presidenza della Regione. Non dimentico, ovviamente, le deputazioni che troppo spesso hanno soltanto fatto passerella senza aiutare realmente questo comprensorio e che, se davvero vogliono, hanno i mezzi per incidere sulle scelte miopi che si continuano a fare a livello regionale».

Il G7 consentirà di tamponare i problemi e rimandare gli eventuali tagli, essendo imprescindibile che il presidio taorminese si presenti all’appuntamento col vertice dei potenti al meglio delle proprie potenzialità, ma la vera priorità ora appare quella di iniziare subito la battaglia a difesa del “San Vincenzo”. La necessità è quella di muoversi in tempo per prevenire, sul nascere, ancora una volta, che si verifichino rimodulazioni “dimagranti” nei confronti del nosocomio taorminese e che venga ridotta l’encomiabile funzionalità quotidiana dei reparti.

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