Taormina, via dei Cappuccini
Taormina, via dei Cappuccini

Inizia un nuovo anno scolastico e a Taormina si ripropone puntualmente il solito problema dell’imbuto “infernale” in via Cappuccini, con la paralisi della viabilità tra le 8 e le 8.30 (e poi analogamente all’orario di uscita) quando i genitori degli studenti della scuola media e quelli delle elementari si dirigono tutti verso lo stesso plesso della “Ugo Foscolo”. Il copione si è subito ripetuto nella mattinata di lunedì, alla ripartenza delle lezioni e si va avanti, ancora una volta, all’insegna dell’irrisolto “serpentone” di auto e scooter che rendono un calvario il percorso di chi va ad accompagnare il proprio figlio a scuola. E alla sinfonia dei clacson non c’è in agenda al momento un rimedio, una risposta e una soluzione strategica realmente adeguata. Taormina preferisce navigare a vista e tamponare, magari cercando di impiegare semplicemente un vigile negli orari di punta, anziché puntare su una strada alternativa al tracciato esistente come si sarebbe dovuto fare da almeno 15-20 anni a questa parte.

«Indubbiamente ci troviamo a dover fare fronte alla difficoltà di una strada dove non ci sono altre alternative e che è, dunque, l’unica percorribile per la nostra scuola», spiega la dirigente dell’Istituto Comprensivo 1 di Taormina, Carla Santoro. «Il 14 settembre partirà il servizio pulmini e il Comune ci ha rassicurati in tal senso. Ci hanno detto che a parte gli alunni delle prime classe, gli altri avranno il servizio scuolabus da giorno 14. Per la scuola media il Comune ha fatto sapere che il servizio è attivo tramite Asm. Noi ci siamo dovuti organizzare, come d’altronde negli anni precedenti, suddividendo l’orario di ingresso degli studenti: quelli della scuola media entrano alle ore 8; mentre le classi terze, quarte e quinte delle elementari alle ore 8.15, e la prima e la seconda elementare alle ore 8.30. Più volte, da parecchi anni a questa parte, abbiamo evidenziato che la presenza di una sola strada non può sopportare quel traffico veicolare e che urgerebbe una via di fuga, ma al momento non c’è alcuna novità e dobbiamo adattarci a questo innegabile problema. Lunedì mattina sono stati inaugurati i plessi scolastici di Castelmola e Letojanni, lo stesso abbiamo fatto a Trappitello nei mesi scorsi, mi piacerebbe che lo stesso avvenga per le scuole del centro, dove c’è da adeguare e mettere a norma la “Ugo Foscolo” e dove c’è da ristrutturare la ex elementare “Vittorino da Feltre. Mi piacerebbe che ci fossero plessi in condizioni ottimali e facilmente raggiungibili».

Mancanza di una via di fuga. Per impedire le code veicolari che da sempre si verificano in quella zona basterebbe una via di fuga, come d’altronde si è ipotizzato a più riprese in passato (senza sviluppi concreti) e che interesserebbe le limitrofe aree di via Fontana Vecchia e contrada Lumbi. Ma nella Taormina, dove troppo spesso ci si affaccenda in altre discussioni, meno importanti, la strada bypass, in alternativa alla via Cappuccini, è rimasta utopia. Ed è un immobilismo che fa preoccupare, perché sinora tutto per fortuna è andato sempre bene sia per la viabilità che per l’incubo sismico, ma a via di sfidare il fato si finisce per rischiare grosso. La questione della necessità di una via di fuga, presto o tardi, dovrà essere considerata, anche perché la Santoro evidenzia che, a suo dire, «non esistono al momento plessi pronti ed alternativi a quello dove ci si trova attualmente».

Basta soluzioni tampone. «Alla Ugo Foscolo – afferma la Santoro – abbiamo anche riaperto dopo tanti anni una piscina e sono stati fatti, insomma, degli investimenti da portare avanti. Certamente questo plesso va messo in sicurezza e necessita di interventi strutturali che dovevano essere effettuati già questa estate, e ribadisco che bisogna assolutamente prevedere una via di fuga o un eventuale piano di evacuazione. Alla luce dei fatti accaduti nel Centro Italia, non si può non tenere conto di aspetti come la sicurezza degli edifici e la funzionalità delle strategie per le eventuali attività di evacuazione della zona. Si tratta di interventi che vanno subito messi in cantiere: io non vedo altre soluzioni all’orizzonte, dove poter pensare ad un trasferimento, anche tenendo conto del fatto che la Vittorino da Feltre desta ancora più incertezze e non sappiamo quando potranno essere eseguite le opere di ristrutturazione. Al contempo credo pure che la somma per sistemare il Capalc sarebbe superiore a quella che si impiegherà, con fondi regionali, per ottimizzare le condizioni della scuola Ugo Foscolo. Il mio sogno è una bella scuola a norma – conclude la dirigente scolastica- non quella delle emergenze degli ultimi 10 anni. Vanno individuati e reperiti spazi adeguati, le soluzioni tampone non possono più bastare». Il sindaco, intanto, aggiunge la preside Santoro, «ha preso formale impegno per il servizio di vigilanza pre e post scuola. La mensa dovrebbe iniziare il 3 ottobre intanto con un affidamento diretto, così pare si sia orientato il Comune sperando poi si faccia al più presto l’apposita gara».

La proposta dei genitori. I genitori sono da anni in pressing affinché si faccia una riflessione sulla situazione attuale di caos viario che si registra troppo spesso in via Cappuccini. «Il caos viario di via Cappuccini – spiega Luisa Greco- è ormai la solita storia che ci troviamo ad affrontare ad ogni anno scolastico. La scuola deve spostarsi da lì. In termini di sicurezza, di accoglienza e di viabilità non vi è dubbio che la soluzione ideale è quella di spostare tutto al Capalc di contrada S.Antonio. L’area interna dell’ex scuola convitto albergo è chiaramente da ristrutturare ma una soluzione si può e si deve trovare. Al momento siamo in presenza di due scuole site in pieno centro che potevano andare bene negli anni Settanta, quando c’erano pochi mezzi veicolari, certamente oggi le cose sono completamente cambiate. Il caos del primo giorno di scuola è una situazione destinata a ripetersi chissà quante altre volte, soprattutto quando si verificheranno delle giornate di maltempo. E’ una condizione che deve far riflettere. Esiste un problema di sicurezza ed è un dato di fatto. Anche nella passata legislatura si svolse un sopralluogo per verificare la fattibilità di allocare proprio al Capalc la cucina della mensa. Nel 2016 una scuola media ed elementare posizionata sotto una montagna e con un’unica strada, la via Cappuccini, è una cosa che non va. Nell’eventualità di un’emergenza il rischio concreto è che possa scapparci il morto. Il Capalc, lo ribadisco, può essere la risposta definitiva e più funzionale per risolvere la questione».

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