Graziella Longo, consigliere comunale del Pd
Graziella Longo, consigliere comunale del Pd

«Abbiamo letto la notizia dell’aumento della tassa di soggiorno dalla stampa ma queste sono decisioni che vanno prese in Consiglio comunale. Noi siamo contrari». Lo ha dichiarato il consigliere comunale del Partito Democratico, Graziella Longo, che preannuncia una posizione critica del Pd a Palazzo dei Giurati sulla modifica che la Giunta intende attuare dal 1 gennaio 2017 per l’imposta di soggiorno e che dovrebbe stavolta riguardare la categoria dei B&B. Dal 1 gennaio 2016 è in vigore la modifica determinata per quanto riguarda le strutture alberghiere, adesso si va verso l’aumento del balzello per i bed and breakfast, passando dall’attuale quota di 1 euro a 2 euro. Un aumento sul quale si sono subito detti contrari i rappresentanti di categoria dell’Associazione B&B e Case d’Epoca e che, come detto, vede analoghe perplessità pure in sede politica da parte del Pd.

Il Pd chiede chiarezza. «Non si può continuare a parlare ad aumenti in un settore – spiega il consigliere Longo – mentre in questa città rimangono irrisolte ben altre problematiche e un esempio significativo è quello del ticket non riscosso da Asm alla “Madonnina”. L’Amministrazione, anziché parlare sempre di aumenti, deve chiarire come stanno le cose e deve venire in Consiglio comunale a dare delle risposte chiare e sulla base di atti concreti». «Noi non siamo per un raddoppio che porti da un euro a due l’imposta comunale sui pernottamenti soltanto perché c’è da far quadrare il bilancio comunale», fa eco alle parole della Longo anche il consigliere comunale del Pd, Piero Benigni. «Si potrebbe pensare ad un aumento di 50 centesimi al massimo – continua Benigni – Ma, a mio avviso, si deve avere chiarezza una volta per tutte su come siano spesi questi soldi in città. Da quando è stata istituita la tassa non si sa dove va a finire. La città non ne ha avuto, per nulla, un giovamento in termini di turismo e promozione. Adesso è il momento di avviare una programmazione seria ed efficace che sappia venire incontro alle reali esigenze della città anche grazie a questa tassa. Vogliamo essere finalmente edotti di come viene impiegata davvero una tassa che incide in modo significativo sulle tasche dei clienti degli alberghi».

Gli introiti della tassa di soggiorno. La tassa di soggiorno che già nelle prime annualità, 2013, 2014 e 2015 aveva portato nelle casse di Palazzo dei Giurati circa Un milione e mezzo di euro l’anno, stavolta (in virtù dell’aumento posto in vigore dal 1 gennaio 2016 per le categorie alberghiere più alte) potrebbe far registrare un’entrata nel forziere comunale di circa 2 milioni di euro. Somme che sino a questo momento sono finite nel calderone del bilancio, anziché per un impiego di carattere turistico, ed al cui proposito si sono perciò scatenate roventi polemiche che rimangono d’attualità. Stando ai conteggi del Comune, ad oggi l’ente locale introita circa 170 mila dal settore dei B&B e la Giunta ritiene che, se verrà attuata questa modifica, il Comune potrebbe averne un beneficio di 350 mila euro, tenendo conto non soltanto dell’euro in più ma anche del “sommerso” che si sta provando a recuperare.

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