Il viaggio è la massima espressione di libertà e di conoscenza, ma può essere anche una necessità, una condanna, una maledizione. L’antropologo francese Marc Augé, noto per aver introdotto il neologismo ‘non luogo’, e il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, simbolo della cultura dell’accoglienza e dell’integrazione fra popoli, hanno affrontato i concetti di identità e diversità, in relazione ai processi di migrazione. La terza giornata continua di Taobuk – Taormina International Book Festival continua, attraverso la letteratura e le arti, il cammino verso la conoscenza, la comprensione, il rispetto e l’accettazione degli Altri.

Lampedusa isola dell’accoglienza. «Penso che i migranti – ha affermato l’antropologo francese Marc Augé -siano gli eroi dell’epoca moderna perché devono staccarsi forzatamente dai luoghi di appartenenza». Non solo il viaggio, le nuove rotte del Mediterraneo, le tante frontiere del nostro presente, l’incontro “Il viaggio rovesciato: l’immigrazione e il confronto con l’altro”, moderato da Elvira Terranova, ha affrontato il rema dell’accoglienza. Giusi Nicolini, che da anni si batte per i diritti degli immigrati, ha parlato della sua esperienza come sindaco di Lampedusa, isola di accoglienza e generosità. «Lampedusa è scomoda per l’Europa perché è la prova che di accoglienza non si muore – ha dichiarato Giusi Nicolini -Per anni siamo stati soli e abbandonati, ma tutte le 300 mila persone che sono passate da noi sono nuovi lampedusani». Sono i piccoli territori a fare la differenza tra umanità e disumanità.

Siti e Miti di Sicilia. La terza giornata di Taobuk ha visto anche l’inaugurazione a Palazzo Corvaja della mostra di gioielli “Siti e miti di Sicilia”, organizzata dall’atelier orafo Le Colonne di Alvaro e Correnti che ha realizzato i riconoscimenti Taobuk Award 2016. L’esposizione, visitabile fino a lunedì 19 settembre, è ispirata ai luoghi e alla mitologia della Sicilia. Ogni creazione, interamente realizzata a mano nei laboratori di Messina e Taormina, racconta la storia dell’isola, le sue bellezze e i suoi colori. «Il desiderio di realizzare dei gioielli dedicati ai miti ed alle bellezze della nostra isola nasce – spiegano Sanny Alvaro e Leila Correnti- da un nuovo innamoramento verso luoghi che ci appartengono naturalmente e che conosciamo da sempre. Nasce dall’incanto che leggiamo nello sguardo degli stranieri che popolano la nostra bella Taormina. Questo nuovo amore per nostra isola, nonostante le sue innumerevoli contraddizioni, trae nutrimento dall’incanto che la Sicilia a chi la visita, a chi la scopre e a chi la adotta». Questa mostra, dunque, l’accento su quello che la Sicilia è negli occhi di chi la ama.

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