Giancarlo Caselli, ex magistrato, presidente dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare
Giancarlo Caselli, ex magistrato, presidente dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare

Con un focus sulle agromafie e sui provvedimenti in campo agroalimentare a tutela dei consumatori, Taobuk- Taormina International Book Festival ideato da Antonella Ferrara, con la direzione artistica di Franco Di Mare, ha aperto il ciclo di incontri Food Factor, sezione dedicata alla cultura enogastronomica e curata dai critici Clara e Gigi Padovani. La sesta edizione del Festival internazionale del libro di Taormina, dedicata a Gli Altri, chiama al confronto scrittori, giornalisti, filosofi, studiosi, artisti, esponenti della società civile e politica, sia italiani sia internazionali, per sollecitare riflessioni su un tema fortemente attuale. In particolare, Food Factor racconta “La tavola degli altri”, con esperti del settore agroalimentare, scrittori e chef.

Food Factor. Al primo incontro sulle agromafie e il nuovo codice penale agricolo contro il caporalato e altri reati in campo agroalimentare hanno partecipato: Giancarlo Caselli, ex magistrato, presidente dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare; il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo; il presidente di Coop Italia, Marco Pedroni. «Il volume d’affari complessivo annuale dell’agromafia – afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – è salito 16 miliardi di euro, in controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paese, perché la criminalità organizzata trova terreno fertile nel tessuto economico indebolito dalla crisi».

Le mani della criminalità sul nostro cibo. Il procuratore Giancarlo Caselli, che dopo 49 anni di magistratura si è impegnato nel comitato istituito da Coldiretti e presiede la Commissione istituita dal ministro di Giustizia Orlando per la riforma dei reati in materia agroalimentare, ha sottolineato che la lotta al caporalato e alla criminalità che sfrutta la filiera del cibo non può essere considerato un problema emergenziale, ma strutturale. «Un alimento – ha spiegato – non deve essere soltanto buono, ma anche sano e giusto: questo perché il cibo deve essere considerato un bene comune e non una merce. Dunque si deve badare alla sua distintività, qualità e sicurezza e non soltanto alla quantità e al profitto». Ha ricordato che da ottobre dell’anno scorso la Commissione che presiede ha terminato la redazione di un disegno di legge che riordina e inasprisce le pene per i reati in materia agroalimentare. L’auspicio è che ora rapidamente il ddl sia presentato dal ministro Andrea Orlando in Consiglio dei ministri per un varo da parte del Governo e l’esame da parte del Parlamento.

Tutelare il cibo made in Italy. Durante il dibattito si è ricordato il fenomeno preoccupante dell’italian sounding: con la nuova legge si potrà impedire che vengano venduti prodotti con la bandiera italiana sulla confezione che però non hanno ingredienti autentici del Made in Italy. E il presidente di Coop Italia, Marco Pedroni, ha citato la campagna condotta con i prodotti a marchio Coop, che evidenzia i frutti della legalità, perché «il lavoro nero dà solo pessimi frutti. Offrendo trasparenza e informazione si svolge un ruolo anche educativo verso i consumatori, consentendo loro di scegliere».

Lotta alle frodi agroalimentari. «Per raggiungere l’obiettivo criminale – ha sottolineato Moncalvo – i clan ricorrono a tutte le tipologie di reato tradizionali: usura, ma anche a furti di attrezzature e mezzi agricoli, abigeato, macellazioni clandestine o danneggiamento delle colture con il taglio di intere piantagioni, ma con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione impongono anche la vendita di determinate marche e determinati prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della crisi economica, arrivano a rilevare direttamente. Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto messa in atto dalla Magistratura e da tutte le forze dell’ordine impegnate vanno accompagnati con un impegni per stringere le maglie troppo larghe della legislazione. L’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali come il commercio elettronico rendono ancora più diffuse le frodi agroalimentari che per questo vanno perseguite con un sistema punitivo più adeguato».

Gli appuntamenti di Taobuk. Alle ore 18 a Palazzo Corvaja si inaugura Siti e miti di Sicilia, la mostra di gioielli ispirata ai luoghi e alla mitologia della Sicilia, visitabile fino a lunedì 19 settembre, organizzata dall’atelier orafo Le Colonne-Alvaro e Correnti che ha realizzato i riconoscimenti Taobuk Award 2016. Alle 19, nella Terrazza dell’Archivio storico l’israeliana Dorit Rabinyan e l’artista della pace e dell’integrazione, Moni Ovadia, nel dialogo a due su “Israele e Palestina nello stato libero della letteratura” esplorano e mettono al centro delle relazioni umane il sentimento dell’amore quale forza in grado di superare le differenze e i contrasti sociali, politici e culturali tra uomini e donne appartenenti a popoli nemici, come Israele e Palestina. All’incontro “Il viaggio rovesciato: l’immigrazione e il confronto con l’altro” l’antropologo francese Marc Augé e il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini riflettono sui concetti di diversità e identità, in relazione ai processi di migrazione, e sulle troppe frontiere odierne (ore 20 – Piazza IX Aprile). Moni Ovadia, alle 21 in Piazza IX Aprile, propone uno sguardo sul presente con “Il coniglio Hitler e il cilindro del demagogo”, un pamphlet di forte impegno civile sulle menzogne del nostro tempo, in cui si rincorrono storie che suscitano indignazione, e sulla memoria come uno dei principali deterrenti contro le dittature.

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