Taormina, Chiesa San Giuseppe - Foto Franco Motta © 2016
Taormina, Chiesa San Giuseppe - Foto Franco Motta © 2016

Si riaccende la speranza di poter arrivare ad una svolta sulla chiesa di San Giuseppe, inagibile e dunque chiusa al pubblico dal 4 ottobre 2015 a seguito del crollo di una parte del soffitto. L’Arciprete di Taormina, mons. Carmelo Lupò, sta provando a sbloccare la situazione di impasse dovuta anche all’importo non indifferente che occorre per sistemare il tetto. Servono 800 mila euro, soldi che al momento non ci sono e che bisognerà per forza di cose trovare: altrimenti la chiesa di San Giuseppe rimarrà indisponibile ancora per molto tempo.

La strada dell’8xmille. Ecco perché mons. Lupò ha predisposto tutti gli atti necessari a poter accedere alle opportunità di sostegno che la Curia consente nell’ambito dell’otto per mille. «E’ una possibilità, una strada che stiamo percorrendo ma che in ogni caso non consente il reperimento dell’intera cifra che occorre per ristrutturare il tetto della chiesa – spiega padre Lupò – In ogni caso stiamo predisponendo tutti gli atti per poter intercettare almeno una parte di quegli 800 mila euro complessivi. Il resto dovrà poi essere reperito probabilmente tramite un mutuo». Si tratterebbe, insomma, di una partecipazione alle spese in un contesto nel quale si dovrà poi trovare una soluzione per poter disporre del resto della somma complessiva. Quanto potrebbe arrivare attraverso l’Otto per mille? «Non possiamo fare cifre per il momento, anche perché stiamo ancora valutando la quantificazione esatta dell’importo da chiedere», afferma il parroco di Taormina. Padre Lupò vuole prima fare un’ultima riflessione attenta e poi stabilirà la cifra esatta che verrà richiesta alla Curia tramite l’Otto per mille. Da questo contesto potrebbero arrivare circa 200 mila euro.

Contributo del Comune e della Regione. «La priorità è certamente la sistemazione del tetto, per le altre problematiche si vedrà in seguito», aggiunge padre Lupò che ha fatto stimare in modo dettagliato i danni registratisi lo scorso anno e lo stato complessivo dell’edificio. La Curia e la Soprintendenza hanno eseguito i relativi sopralluoghi alla presenza del parroco e adesso si punta ad ottenere un primo contributo. Per il resto sarà però fondamentale anche l’apporto e l’aiuto concreto di altri, il Comune e la Regione in primis, al fine di trovare quella che sarà la parte economica mancante: l’Otto per mille da solo non potrà essere sufficiente a restituire ai fedeli e ai turisti una delle chiese più belle di Taormina e della Sicilia. Infine, altra vicenda che rimane in attesa di una svolta è quella della chiesa di San Pietro: anche in quel caso la chiesa attualmente è stata chiusa per problemi al tetto. Al momento è stata puntellata ma serviranno circa 50 mila euro per i lavori di consolidamento e quindi per la successiva riapertura.

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