Eligio Giardina e Tiziana Rocca
Eligio Giardina e Tiziana Rocca

«Per l’organizzazione del prossimo Festival del Cinema faremo senza alcun dubbio un bando. E’ già in preparazione. Valuteremo con attenzione le manifestazioni di interesse e poi trarremo le opportune conclusioni. Le decisioni verranno prese di comune accordo dal sottoscritto e dal sindaco di Messina, Renato Accorinti». Così il sindaco di Taormina e presidente di TaoArte, Eligio Giardina, annuncia ufficialmente la formalizzazione di una procedura pubblica per la selezione e individuazione di chi dovrà gestire e organizzare la prossima edizione – anzi le future due edizioni – del Taormina Film Festival. Il contratto con l’Associazione Agnus Dei di Tiziana Rocca è scaduto e adesso c’è da stabilire chi dovrà occuparsi della rassegna cinematografica internazionale di Taormina nel prossimo biennio.

Prospettive future. «Il bando e in fase di elaborazione. A strettissimo giro verrà pubblicato», conferma il segretario generale di Taormina Arte, l’avvocato Ninni Panzera. «Siamo perfettamente consapevoli che bisognerà fare in fretta – aggiunge Giardina -. La decisione sull’esito dei bando verrà presa in tempi stretti e per l’esattezza prima della Bit di Londra». L’appuntamento fieristico in terra britannica con il WTM World Travel Market è in agenda dal 3 al 5 Novembre e allora sarà quello il momento cruciale in cui arriverà il bivio il futuro del Taormina Film Fest. Non occorre la sfera di cristallo per prevedere che si riproporrà la candidatura della Agnus Dei di Tiziana Rocca ma, al contempo, stavolta si prospetta anche la controproposta di qualche società concorrente che punterà a prendere in mano il Festival e avviare una nuova stagione. Le cinque edizioni targate Agnus Dei hanno evidenziato luci e ombre: è stato un festival all’insegna di un indubbio impegno sul piano artistico con la presenza a Taormina di numerose personalità del jet-set e del glamour internazionale, col marchio di fabbrica della caparbietà della vulcanica pierre Rocca che non si è scoraggiata al cospetto delle mille difficoltà. Ma al contempo sono anche emerse le criticità di un evento che nel tempo ha cambiato identità, smarrendo il fascino del concorso e l’essenza de festival che vedeva protagonisti i film.

Un festival di luci ed ombre. Oltre lo show biz, le bollicine e i lustrini, da parecchio tempo a questa parte si avverte ormai il forte desiderio collettivo di una rassegna che, a maggiori ragione per quelle sue tante presenze di alto livello, torni ad essere una festa per la gente, più che un festival per addetti ai lavori. E un festival che sia anche prodotto turistico da programmare, promuovere e far conoscere con largo anticipo rispetto all’immediatezza delle date in cui poi si svolge. E allora, bando o non bando, in buona sostanza il bivio all’orizzonte non è sui nomi ma sul comprendere in che direzione si vorrà portare il festival. Non si può non riconoscere che in queste stagioni, nelle più recenti cinque edizioni, sono state tantissime, le star sbarcate a Taormina, eppure è direttamente proporzionale la consapevolezza che, nonostante sia stato profuso questo enorme sforzo, manca ancora parecchio per potersi confrontare con l’odierno appeal di altre rinomate rassegne: questione innegabile di differenze nelle risorse economiche, altrove evidentemente superiori, ma anche la sensazione che la futura gestione del festival, a chiunque spetterà il compito, dovrà andare oltre i buoni rapporti con le star, alzare l’asticella e misurarsi con una sfida più impegnativa: mettere in campo strumenti ormai imprescindibili come un piano marketing per lo sviluppo internazionale su vasta scala del festival e un salto di qualità nella promozione del brand TaoFilm Fest.

Verso una proroga? Con l’annuncio ufficiale che verrà effettuato un bando viene meno, intanto, sul piano prettamente formale lo scenario, che da più parti si prospettava, di una proroga ad “Agnus Dei”. Passeranno quindi dalla selezione tramite bando le chance di riconferma di Tiziana Rocca che, ricordiamo, gestisce il Festival di Taormina dall’edizione 2012, quando prese in mano la rassegna dopo il quinquennio (2007-2011) diretto da Deborah Young. Dopo le stagioni 2012-13-14 il Comitato Taormina Arte e l’Agnus Dei stipularono una convenzione che prevedeva poi l’affidamento dell’evento anche per le edizioni 2015 e 2016: opzione che venne, infatti, esercitata. La medesima convenzione ha anche previsto la possibilità per “Agnus Dei” di «sottoporre al Comitato di Taormina Arte progetto dettagliato sia per la parte artistica che per quella relativa alla copertura finanziaria, per Taormina Film Fest 2017-2018 entro il 30 luglio 2016, per consentire al Comitato la valutazione del rinnovo dell’incarico per l’organizzazione della manifestazione per gli anni 2017-2018».

Trasparenza. «Faremo il bando e sceglieremo tra le proposte che perverranno valutandole tutte attentamente», evidenzia Giardina lasciando intendere che la competizione è aperta. Il bando non sarebbe una soluzione procedurale mirata ad ovviare alla difficoltà tecnica di riconfermare in via diretta “Agnus Dei” mediante un secondo rinnovo. Dopo le 5 edizioni targate “Agnus Dei”, un secondo rinnovo contrattuale per altri 2 anni avrebbe determinato un ancor più lungo percorso gestionale per 7 edizioni col medesimo general contractor, gran parte dei quali senza passare da un bando. Le prossime settimane delineeranno lo scenario e non soltanto sulla scelta del soggetto organizzatore della rassegna ma anche sulle condizioni contrattuali specifiche che intenderà porre Taormina Arte per i prossimi anni e le linee strategiche della rassegna, tenendo anche conto che al tramonto dell’era trentennale del Comitato si va verso la costituenda Fondazione, e sullo sfondo c’è la Regione che punta ad avere un suo peso specifico superiore al passato. La Taormina Arte depotenziata e indebitata degli anni recenti ha lasciato il pallino in mano alla società che gestiva il festival, affidandole il compito di reperire gli sponsor ma anche di curare i rapporti con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali subentrando poi al Comitato per le opportunità di sovvenzioni inerenti attività di promozione cinematografica a partire dall’edizione 2015. Il debito da circa 5 milioni ha paralizzato l’attività di Taormina Arte impossibilitata anche sul piano finanziario e contributivo (Durc) ad accedere, ad esempio, ai fondi del “Mibac”.

E la Fondazione? Altra storia dovrebbe prospettarsi in presenza di una Fondazione, che dovrebbe mettersi alle spalle quei patimenti economici e strutturali. Il bando in preparazione dovrebbe confermare, a quanto pare, che vadano a carico dell’associazione organizzatrice – come sinora è stato – i costi per staff, viaggi, transfer, ospitalità e rappresentanza, movimento copie proiezioni e sottotitolaggio, stampa materiali promozionali. Da vedere se Taormina Arte, con la costituenda Fondazione alle porte, deciderà di gestire invece in via diretta la vendita dei biglietti o la delegherà al general contractor come avvenuto nelle più recenti edizioni a seguito di integrazione alla convenzione del dicembre 2014 nella quale si disponeva che «le parti convengono che l’associazione Agnus Dei avanza istanza alla Siae di Taormina per l’ottenimento del nulla osta e conseguentemente è destinataria degli incassi derivanti dalla vendita dei biglietti». I prossimi giorni saranno quelli del bando e l’augurio è che chiunque verrà scelto da Giardina e Accorinti, riesca a dare sempre più lustro al Festival di Taormina, una grande storia che il prossimo anno arriverà alla 63esima edizione. Una storia che merita di brillare ancora a lungo nel firmamento internazionale della cinematografia.

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