Trappitello Caso acqua possibile svolta

La nuova “coda” di polemiche che in questo inizio di settembre ha subito accompagnato le piogge di fine estate, con il botta e risposta tra Comidi e Amministrazione comunale, ha riportato in primo piano il caso acqua torbida a Trappitello.

Soluzioni. Ora si guarda con attenzione, ed apprensione, ai prossimi mesi e tra le soluzioni che la casa municipale per risolvere in via definitiva il caso c’è anche quella di puntare sul gettito maggiore che si otterrà dall’ampliamento della condotta Chicchirichi-Cuculunazzo e quindi procedere alla chiusura definitiva di entrambi i pozzi di Trappitello, ora ubicati in contrada Santa Filomena. Una soluzione a sorpresa, per adesso forse un’ipotesi e nulla più, magari destinata a rimanere tale: ma la possibilità esiste. Com’è noto, la situazione viene studiata al momento dai docenti dell’Università di Messina, che stanno analizzando il fenomeno registratosi da cinque anni a questa parte puntualmente ogni qualvolta arriva il maltempo e sono alla ricerca della verità sinora vanamente attesa dall’intera cittadinanza.

Possibile ampliamento della condotta. A cambiare completamente lo scenario, rispetto all’attuale assetto dell’acquedotto taorminese, potrebbero essere i lavori di ampliamento della conduttura per 2 km 800 metri dalla zona “Chicchirichi” a “Cuculunazzo”, che il Comune di Taormina sta concordando con Siciliacque. Con queste opere, nei prossimi mesi, a quanto pare si dovrebbero avviare lavori in grado di far passare da 45 litri di acqua al secondo a 100 litri la portata d’acqua di quell’impianto che servirebbe il centro storico ma che – ed è questa la novità – avrebbe la capacità anche di servire Trappitello. «Si tratta di lavori che non avranno alcun costo per il Comune”, fanno sapere i vertici di Palazzo dei Giurati, dove il sindaco Eligio Giardina ha anche aggiunto di “non voler prevedere lavori a tentoni che non siano in grado di risolvere il problema o che servano soltanto a tamponarlo in via provvisoria».

La chiusura dei pozzi. Si continua, insomma, da un lato la ricerca della “misteriosa” fonte di inquinamento dei pozzi, e al contempo si inizia a guardare a quella che potrebbe essere una soluzione. La chiusura cioè dei due attuali pozzi di contrada Santa Filomena, o perlomeno in ogni caso di quello vecchio che risale al 1985 ed ha camicia in metallo. Maggiore sorpresa desterebbe, semmai, una eventuale chiusura pure del pozzo che venne realizzato nel 2012. Si parla, ad ogni modo, anche di un eventuale spostamento degli impianti più a monte, in una zona dove non vi sia il rischio di infiltrazioni di fango. Le prossime settimane, o forse già i giorni che verranno, saranno già indicativi e a breve dovrebbe essere completata la relazione che stanno scrivendo gli esperti dell’Università di Messina incaricati dal Comune.

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