Taormina, Sentiero Madonna delle Grazie
il sentiero Madonna delle Grazie

Ci sono immagini che dicono tutto e non hanno bisogno di ulteriori commenti. E l’immagine delle condizioni in cui si trova l’ormai ex sentiero di via Madonna delle Grazie basta e avanza per evidenziare in modo impietoso degrado e l’abbandono totale in cui versa la vecchia mulattiera che collegava Taormina centro con Villagonia.

Superficialità. Il cemento dei privati e l’assenza di attenzione della politica taorminese si sono portati via praticamente un pezzo di storia della città, quel sentiero che veniva percorso ogni giorno da tanti residenti e molti turisti. Un tempo, la via Madonna delle Grazie veniva persino utilizzata dai giovani taorminesi che dovevano prendere il treno per andare a scuola in altri Comuni, come Giarre, e da li scendevano verso la stazione ferroviaria. Ed è lungo quel sentiero che i turisti stranieri spalancavano gli occhi per il panorama mozzafiato, la vista straordinaria che si affaccia sul mare lungo il sentiero. La cartolina di via Madonna delle Grazie sembra appartenere ad un passato che non tornerà, irrimediabilmente deturpata dalla mano dell’uomo e alla quale il “punto esclamativo” del disastro è stato poi scritto dalle frane che hanno riversato massi sugli scalini portandosi via quel poco di stradina che era rimasto.

Una storia fatta di ingiustificabile abbandono. Gli ultimi 20 anni, o forse anche qualcosa in più, hanno devastato la via Madonna delle Grazie, rimodellandone il tracciato, prima ristretto, poi divenuta pericolosa e infine travolta da frane e smottamenti vari e chiusa definitivamente a tutela della pubblica incolumità. In questi anni diversa gente ha provato, comunque, a percorrere ancora questa stradina rischiando grosso e soprattutto i turisti ignari del contesto ambientale pericoloso sono anche spesso rimasti bloccati e si è reso necessario soccorrere i malcapitati di turno. Via Madonna delle Grazie, in fondo, sembra un’immagine emblematica della differenza enorme tra la Taormina di un tempo, quella che splendeva sino agli Anni Ottanta ed inizio Anni Novanta, e quella degli Anni Duemila dove “la cartolina” della città è stata da più parti cancellata e sacrificata sull’altare dell’edilizia, e dove percorsi naturalistici sono per lo più impraticabili, chiusi al pubblico o ancora aperti tra insidie varie.

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