Taormina, ex circolo del forestiero
Taormina, ex circolo del forestiero

Ancora una caduta di calcinacci dalla facciata dell’ex Circolo del Forestiero che si affaccia sulla centralissima via Roma. L’ennesimo momento di pericolo per l’utenza in transito veicolare lungo la via Roma, ma anche per i pedoni, si è verificato nella mattinata di domenica scorsa. Non è la prima volta, dunque, che mentre transitano regolarmente mezzi sulle due e quattro ruote, o la gente si trova a dover percorrere a piedi, la via Roma, “piovono” dall’ex Circolo del Forestiero pietre che solo per circostanze fortuite non colpiscono nessuno.

Situazione di pericolo. Anche stavolta non ci sono stati feriti e il fato è stato benevolo: ma si può andare avanti così? Per quanto altro tempo si potrà sfidare la sorte? Per quanto altro tempo la facciata dell’ex Circolo del Forestiero dovrà rimanere in quelle condizioni? E per quanto altro tempo la gente dovrà convivere col pericolo quando passa da via Roma? I cedimenti improvvisi sono diventati una costante ed è un pericolo che rimane sino a questo momento irrisolto, a fronte soltanto di qualche piccolo intervento tampone di volta in volta eseguito per scrostare alcuni pezzi di facciata quando si verificano questi episodi. Si tratta di un problema che andrebbe affrontato e che, di certo, non può e non deve essere sottovalutato. L’immobile comunale, come si sa, è in disuso ed in stato di abbandono da parecchi anni, da quando all’inizio degli Anni Novanta furono chiusi e spostati in altra sede gli uffici dell’allora pretura.

Soluzioni. Poi nel tempo si sono ipotizzate varie destinazioni e si era parlato di una riqualificazione tramite apposito finanziamento regionale ma sino a ora l’edificio è rimasto inutilizzato e rischia di cadere a pezzi. Nella precedente legislatura si era ipotizzato un protocollo d’intesa tra il Comune e una struttura ricettiva per la sistemazione della facciata ma il tutto non si è concretizzato. E adesso, ovviamente, anche per l’ex Circolo del Forestiero vale il tema (o il tormentone) di stretta attualità di questo periodo: perché non inserirlo nell’elenco delle opere ristrutturabili nell’ambito del G7? C’è una possibilità concreta di riportare questo immobile che di sicuro è tra quelli comunali di maggiori potenzialità?

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