Bufalino insieme a Consolo e Sciascia che ridono in contrada Noce, a Racalmuto
Bufalino insieme a Consolo e Sciascia che ridono in contrada Noce, a Racalmuto

C’è il carrettiere di Donnalucata che richiama una poesia emblematica di Salvatore Quasimodo. Ci sono i marinai di Acitrezza, che cercano di domare le onde a bordo di piccole imbarcazioni, come i Malavoglia di Giovanni Verga. C’è la contrada di Agrigento soprannominata Caos, che ha dato i natali a Luigi Pirandello. Nella mostra fotografica di Giuseppe Leone “Sicilia tra luce e parola”, organizzata da Taobuk in collaborazione con Sheraton Catania, ci sono i luoghi e i personaggi resi immortali dalle pagine dei grandi scrittori siciliani. L’esposizione, allestita a Taormina nell’ex Chiesa del Carmine, verrà inaugurata giovedì 8 settembre alle 19. Durante il vernissage la scrittrice Silvana Grasso dialogherà con Giuseppe Leone per esplorare i legami tra paesaggio e scrittura, soffermandosi sulla Sicilia come terra-madre e fimmina, sensuale e archetipica. La mostra “Sicilia tra luce e parole”, curata da Carmelo Nicosia, fotografo e direttore della Scuola di fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Catania, resterà aperta al pubblico fino a venerdì 30 settembre.

Una mostra targata Taobuk. “Sicilia tra luce e parola” si pone come ideale compimento del trittico che il Festival internazionale del libro di Taormina ha dedicato ai grandi maestri della scuola fotografica siciliana e che ha visto succedersi, nelle passate edizioni, le personali di Ferdinando Scianna e Letizia Battaglia. L’inaugurazione della mostra fotografica vedrà la presenza di Silvana Grasso, autrice di prosa, poesia, teatro, i cui romanzi e racconti (ricordiamo tra gli altri Nebbie di ddraunàra, L’albero di Giuda, Disìo, Il cuor a destra) hanno ricevuto importanti riconoscimenti, come il Flaiano e il Grinzane Cavour. Sarà un incontro tra due ambasciatori di sicilianità nel mondo. Se Silvana Grasso è originaria di Macchia di Giarre, Giuseppe Leone vive e lavora a Ragusa. Osservatore al servizio della letteratura, con la mostra “Sicilia tra luce e parola” Giuseppe Leone delinea la geografia letteraria e umana di una Sicilia dalla singolare bellezza paesaggistica e architettonica. Ripercorrendo i diversi parchi culturali esistenti nell’isola, con i suoi scatti restituisce al visitatore l’essenza della narrazione.

Sicilia tra luce e parola. «Nelle fotografie di Leone non cercate la collera né la pietà civile né l’avvampo della metafora; bensì, istigato dall’eccellente mestiere, un colpo d’occhio avvezzo a cogliere le mimiche significanti del grande teatro umano» scriveva Gesualdo Bufalino. Da oltre cinquant’anni Leone racconta la Sicilia attraverso immagini quasi sempre in bianco e nero. Ha condiviso l’esperienza profonda della terra siciliana con figure di spicco che come lui ne hanno saputo cogliere bellezza e contraddizioni. A lui si devono scatti ormai celebri, come quello che coglie Bufalino insieme a Consolo e Sciascia che ridono in contrada Noce, a Racalmuto. Con la mostra “Sicilia tra luce e parola” il fotografo ibleo rende omaggio a una terra che con le sue atmosfere, i paesaggi, i paesi, le storie ha ispirato tanti autori e intellettuali nell’Ottocento e nel Novecento: da Giovanni Verga a Leonardo Sciascia, da Gesualdo Bufalino a Vincenzo Consolo, da Luigi Pirandello a Giuseppe Tomasi di Lampedusa, da Stefano D’Arrigo a Salvatore Quasimodo. Scatti d’autore in bianco e in nero per raccontare luoghi e volti della grande letteratura siciliana. Tra i ritratti proposti non solo scrittori, ma anche musicisti, pittori e personalità della vita culturale siciliana come l’antropologo Antonino Buttitta, il filosofo Rosario Assunto e il sociologo e poeta Danilo Dolci.

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