Acqua Torbida a Trappitello
A Trappitello l'acqua torna ad uscire torbida dai rubinetti

Torna il maltempo e con le prime piogge di fine estate si ripropone puntualmente anche la solita emergenza acqua a Trappitello. Da cinque anni ormai, come si sa, la popolosa frazione taorminese è alle prese col problema del prezioso liquido che diventa torbido ogni qualvolta piove e con il “rituale” dell’acqua stessa che viene tolta dal Comune per le infiltrazioni di fango che interessano i pozzi di contrada Santa Filomena.

Corsi e ricorsi storici. Da giovedì sino anche alla giornata di ieri si è ripetuto il copione dei rubinetti a secco. «Siamo alle solite – spiega Giuseppe Sterrantino, presidente del Comidi, Comitato Insieme per i Nostri Diritti, che da tempo lotta per arrivare a una svolta su questa problematica -. Stamattina (ieri, ndr) dalle ore 06.00 alle 07.30 Trappitello era senza acqua e poi alle 10 il servizio è stato riattivato. È un alternarsi di distacchi e di ritornino alla normalità, a seconda delle condizioni meteorologiche, che certamente non è accettabile». Il Comidi ha anche avviato nelle scorse settimane una petizione popolare, una raccolta firme per sollecitare chiarezza. E adesso, con l’estate che volge a conclusione, si riaffaccia il maltempo e con altrettanta immediatezza le difficoltà idriche a Trappitello, dove ancora adesso si cerca di capire quale sia la causa delle infiltrazioni ai pozzi dell’acquedotto. La casa municipale, di recente, ha stipulato un protocollo d’intesa con l’Università di Messina per provare a far luce su un mistero che continua. «Le problematiche inerenti il servizio idrico a Taormina, denunciate a più riprese dal Comidi in questi mesi – afferma Sterrantino – continuano a manifestarsi puntualmente e ad oggi le cause di tali disagi rimangono non risolte da parte dell’Amministrazione comunale. Siamo davvero curiosi di conoscere quale strano ed imprevisto “guasto” si sia verificato in queste ore ore per bloccare nuovamente l’erogazione idrica».

Appelli e richieste. Il Comidi ha chiesto all’Amministrazione comunale di «accertare le cause di contaminazione dell’acqua e della iperclorazione». La richiesta del Comitato cittadino è quella di avviare quanto occorre per «progettare e realizzare nuovi pozzi di acqua pulita-potabile». Asm aveva disposto, tra l’altro, la chiusura di uno dei due pozzi, quello vecchio del 1985 con camicia in metallo (l’altro venne realizzato nel 2012), ma tale procedura si è poi arenata anche perché occorre il pronunciamento in tal senso del Genio Civile. E alle porte dei mesi delle piogge si conferma soprattutto l’iniziativa del Comidi che sollecita un rimborso per i residenti. «Il Comune di Taormina – si legge nella petizione – stante la acclarata e ripetuta non potabilità dell’acqua, come per legge e sentenza della Giurisprudenza maggioritaria e consolidata, rifonda ai cittadini le somme corrispondenti alla quota parte dei canoni fissi e di consumo (il 50% per entrambe le fattispecie) a far data dalla prima interruzione del servizio avvenuta nel 2012, oltre al rimborso forfettario di euro 1500 ad utenza per gli oneri ulteriori sostenuti per l’acquisto di acqua in sostituzione di quella non potabile per uso alimentare erogata dal servizio idrico integrato».

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