Il vice-capogruppo di
Il vice-capogruppo di "ProgettiAmo Taormina", il consigliere Nunzio Corvaia

Il gruppo “ProgettiAmo Taormina” chiede ai vertici della casa municipale di «rinunciare all’indennità economico di amministratori invece di tassare ancora». La richiesta arriva, dunque, dai consiglieri Pinuccio Composto, Alessandra Caltabiano, Nunzio Corvaia e Liliana Tona, che ribadiscono il loro “no” all’aumento della tassa di soggiorno che dovrebbe riguardare dal 1 gennaio 2017 i b&b. La compagine di opposizione lancia nuove frecciate all’indirizzo dei vertici di Palazzo dei Giurati, «la cui politica – secondo “ProgettiAmo Taormina” è quella di mettere le mani in tasca ai turisti per far fronte ai bisogni dei cittadini, soprattutto a quei bisogni che con il turismo nulla ma proprio nulla hanno a che vedere».

Nuova tassazione. «La Giunta Giardina – continua “ProgettiAmo Taormina” – non ha i soldi, come spesso accade, per pagare gli stipendi? Bene, inizi a rinunciare a tutte le indennità mensili. Inizi il sindaco ed inizino gli assessori. Diano dimostrazione della volontà di far fronte alle necessità di bilancio, evitando di penalizzare ancora una volta un settore, quello turistico già di gran lunga gravato di difficoltà e pesi economici. Cosa cambieranno nei conti di questa amministrazione 200 mila euro in più all’anno, tanto è ciò che la Giunta pensa di incassare dall’aumento della tassa ai B&B? Nulla ma proprio nulla. O quanto meno, molto poco. Molto poco, per esempio, a fronte di quel 30% che da quest’anno non arriverà più dalla Regione per gli incassi registrati nei siti archeologici e al Teatro Greco».

L’attacco. «Questa miope amministrazione, che va avanti a furia di pezze e rattoppi – concludono i consiglieri di opposizione -, coinvolga la minoranza e faccia la voce grossa con Palermo. Perché più di 5 milioni persi (è l’equivalente di quel 30 per cento) per il bilancio di Taormina è una cifra da capogiro. Non compensabile certamente con quei 200 mila euro in più che Giardina, Cilona e gli altri vogliono incassare mettendo ancora una volta le mani nelle tasche dei turisti».

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