Vladimir Vladimirovič Putin, presidente della Russia succedendo
Vladimir Vladimirovič Putin, presidente della Russia succedendo

Il G7 potrebbe presto tornare G8 con la eventuale riammissione della Russia e non è ancora da escludere che l’allargamento del vertice delle potenze economiche possa addirittura avvenire già dall’appuntamento di Taormina del 2017. La clamorosa novità, di cui si vocifera già da giorni, viene rilanciata in queste ore dalla Germania e soprattutto se dovesse esserci un’accelerazione nel processo di riaggregazione di Mosca riguarderebbe da vicino proprio l’organizzazione del summit in Sicilia.

Riassetti organizzativi. L’eventualità di tenersi pronti anche a questo scenario, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe già stata pure prospettata da Roma al sindaco di Taormina, e probabile commissario del G7, Eligio Giardina, evidenziandogli che «non è ancora detto che si tratti di un G7 e che alla fine non diventi un G8». Se la Russia deciderà di “ammorbidire” la sua posizione politica sulla Crimea avrà la chance per tornare al tavolo dei grandi. Se poi il ritorno dovesse avvenire sin dall’edizione 2017 in agenda a Taormina cambierebbe il format che ripassarebbe da G7 a G8 e di conseguenza si determinerebbe pure una sensibile rivisitazione anche della macchina organizzativa in atto. In tal caso, insomma, Taormina dovrebbe insomma farsi trovare pronta ad accogliere anche la delegazione moscovita, con tutte le relative esigenze previste in queste circostanze dai protocolli sia per la logistica che per tutti gli aspetti legati all’ospitalità. Lo scenario è fluido ed in piena evoluzione, anche se l’ipotesi più realistica – tempi e dinamiche politiche internazionali alla mano – appare quella che almeno per adesso si rimanga ad un assetto G7 e che i sette grandi decidano poi al tavolo di Taormina se riaprire le porte alla Russia a partire dal 2018.

Conferme ed indiscrezioni. In ogni caso, la conferma che qualcosa potrebbe cambiare è arrivata dal ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier in un’intervista. Il ritorno al format G8 – ha sottolineato – dipende da Mosca. Il Gruppo dei G7 sarà pronto a discutere il ritorno della Russia al proprio interno, tornando di nuovo al format G8, se vi sarà un progresso significativo sui conflitti in Siria e in Ucraina. Steinmeier intervistato da RedaktionsNetzwerk Deutschland, ha spiegato che «I conflitti in Siria e in Ucraina dimostrano che non è nostro interesse, escludere la Russia da uno stretto format negoziale di tutte le più grandi economie del mondo. Se vi dovesse essere almeno un progresso sostanziale in Ucraina orientale o nei colloqui sul cessate il fuoco in Siria, i partner del G7 saranno pronti a discutere la questione con Mosca», ha detto Steinmeier. Il ritorno al format G8 — ha sottolineato il ministro degli Esteri tedesco — dipende da Mosca. Al G7 — di cui dal 2014 fanno parte Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti — la Russia si era unita nel 1998. Nel 2014, il gruppo aveva rifiutato di recarsi in Russia, a Sochi, che tradizionalmente ospitava il summit, motivando la decisione con le divergenze riguardo alla crisi ucraina. Da allora il vertice si è svolto in formato G7 e la Russia è stata esclusa. «Al momento non abbiamo avuto alcuna comunicazione circa la Russia o un allargamento del G7 a G8», ha sottolineato il presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina, Italo Mennella, che sta lavorando alacremente all’organizzazione delle ospitalità in sinergia con il Ministero degli Affari Esteri. Il G7 impegnerà tutte le strutture di lusso a cinque e quattro stelle di Taormina, per poi estendersi alle varie altre attività ricettive presenti nell’hinterland. In quei giorni gli alberghi di Taormina, ma anche quelli di Giardini Naxos e Letojanni, sino anche a S.Alessio Siculo saranno l’epicentro dell’ospitalità globale. Ad oggi tutto procede espressamente nei termini di quanto prevede il G7: se in extremis dovesse arrivare la decisione di riaggregare la Russia, i protocolli verranno adeguati di conseguenza. Difficile immaginare che i tempi, sempre più stretti, e la complessità di una decisione cosi rilevante, a 9 mesi ormai dal G7 possano portare ad un rapido o immediato mutamento dello scenario.

Il peso dell’America. La politica insegna però la regola maestra del “mai dire mai” e, a detta dei bene informati, sulla strada che porta a Taormina, l’ago della bilancia sara’ l’esito delle elezioni presidenziali americane di novembre. I sondaggi danno ampiamente favorita Hillary Clinton su Donald Trump: se il magnate dovesse riuscire nell’impresa (proibitiva?) di ribaltare i pronostici, allora il G7 potrebbe davvero avviarsi a cambiare pelle e tornare G8, forse già in Sicilia. «Ho sempre pensato che la Russia e gli Usa dovrebbe essere in grado di lavorare bene insieme per sconfiggere il terrorismo e portare la pace nel mondo, per non parlare del commercio e di tutti gli altri benefici derivanti dal rispetto reciproco», ha dichiarato Trump, ricambiato da Vladimir Putin: «Non sta a noi giudicare i meriti ma agli elettori statunitensi. Se Trump sostiene di voler far balzare a un altro livello le relazioni con la Russia come potremmo non vedere favorevolmente questa prospettiva?». Altra storia si prospetta in caso di arrivo alla Casa Bianca della Clinton: in tal caso il G7 rimarrà G7, per adesso e per un bel pò di tempo, vista la grande prudenza della Lady di Ferro su partnership e cooperazione con i vecchi vicini sovietici. Durante il colpo di stato di Maidan e il referendum per la riunificazione della Crimea alla Russia, lo scorso anno, la Clinton aveva persino paragonato Putin a Hitler, affermando che le azioni del leader russo nel crescente conflitto successivo al colpo di stato ucraino era simile a «ciò che Hitler aveva fatto negli anni ‘30». Difendendo ostinatamente il suo confronto tra Putin e Hitler, la Clinton ha etichettato il leader russo come «un ex agente del Kgb, freddo e calcolatore» ed inoltre «un bullo da cui gli Usa devono resistere, circondare e tentare di soffocarne la capacità di aggressione». L’ex Segretario di Stato ritiene, insomma, che l’agenda della leadership russa «minaccia gli interessi americani», convinta che un tentativo delle potenze europee di evitare l’ampliamento delle sanzioni contro la Russia «sarebbe uno sbaglio».

Prospettive future. La corsa alla Casa Bianca traccerà la strada politica verso Taormina, con la conferma degli attuali equilibri che al momento rimane la prospettiva assai più plausibile, quasi certa, e – con buona pace dei russi – gli Usa già pronti a prendersi in “pompa magna”, la scena politica e mediatica del vertice mondiale voluto dal premier Matteo Renzi a Taormina. Di certo c’è che G7 o G8 che sia, la Perla dello Ionio ora deve stringere i tempi e, dopo l’orgoglio della scelta è tempo di concentrarsi solo sull’esigenza di mettere tante cose apposto. C’è da lavorare sodo per farsi trovare pronti all’appuntamento con la storia.

© Riproduzione Riservata

Commenti