On. Giovanni Ardizzone, presidente della Fondazione Federico II
On. Giovanni Ardizzone, presidente della Fondazione Federico II

E’ l’altra faccia della Sicilia, quella virtuosa che con le sue iniziative da Taormina a Palermo, passando per tutti gli angoli più suggestivi dell’isola, sa essere protagonista nella vita culturale siciliana e rappresenta a pieno titolo un modello di assoluta qualità in ambito nazionale. Stiamo parlando della Fondazione Federico II, sodalizio nato nel lontano 1981 “al fine di garantire la più ampia conoscenza e la diffusione dell’attività degli organi istituzionali della Regione Siciliana e dell’Assemblea Regionale Siciliana in particolare, e dei valori e del patrimonio culturale della Sicilia”. Trentacinque anni dopo, quella fondazione poi istituita con legge della Regione Siciliana n. 44 del 1996 e riconosciuta nell’agosto 1997 con un decreto della Presidenza della Regione, è riuscita a mettersi alle spalle anche i momenti difficili e sotto l’attuale presidenza dell’on. Giovanni Ardizzone sta decollando, con un percorso programmatico sospinto dalla bontà delle iniziative e ulteriormente corroborato dalla positività dei numeri.

«Risanare i conti e migliorare la qualità dei servizi offerti». Per la prima volta da quando esiste, la Fondazione Federico II, ha chiuso infatti nel 2015 il proprio bilancio in attivo. Lo aveva promesso Ardizzone e l’impegno è stato mantenuto, esaltando al meglio il senso operativo e le potenzialità di una realtà che si sta mettendo sempre più “in mostra” in tutte i contesti più rinominati della Sicilia. «In tre anni – ha evidenziato il presidente Ardizzone – siamo riusciti a risanare i conti, a migliorare la qualità dei servizi offerti rafforzando il nuovo profilo culturale e istituzionale della Fondazione. Il risultato ottenuto è ancora più importante considerata l’assenza di contributi regionali. Si tratta di un successo culturale ed economico, che premia le scelte fatte da questa presidenza e dalla direzione affidata a Francesco Forgione, che oggi fa della Fondazione l’avanguardia dell’offerta turistico-culturale siciliana e polo d’eccellenza del sistema nazionale dei beni culturali».

On. Francesco Forgione, direttore della Fondazione Federico II (Foto ANSA/Massimo Percossi)
On. Francesco Forgione, direttore della Fondazione Federico II (Foto ANSA/Massimo Percossi)

La Fondazione Federico II a Taormina. Nella capitale del turismo siciliano, la Fondazione Federico II si è già fatta apprezzare, ad esempio, nel 2014 in occasione della mostra “C’era una volta in Sicilia. I 50 anni del Gattopardo”, a Palazzo Corvaja, nell’ex sede del Parlamento siciliano. L’esposizione ispirata al film il Gattopardo, tratto dal romanzo omonimo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, ha rappresentato in un’ambientazione di incomparabile fascino come Taormina, un momento di forte valorizzazione di un’icona di sicilianità e di quella cultura meridionale piena di tradizione e disincanto. Proprio quella esposizione coincisa con la 60ma edizione del Taormina Film Fest è rimasta nel cuore dei taorminesi, con un viaggio multimediale alla scoperta di quel film che nel 1963 divenne uno dei maggiori trionfi internazionali del cinema italiano e lanciò una delle immagini più forti e influenti della Sicilia e dell’Italia nel mondo. Quella mostra, curata da Caterina D’Amico, venne ideata e realizzata dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia in collaborazione con la Fondazione Federico II e il contributo del programma Sensi Contemporanei e vide la presenza della splendida Claudia Cardinale. L’esposizione nella “Perla” è stata concepita come un ideale “cine-racconto” della genesi e del processo creativo dell’opera di Luchino Visconti. Dopo una prima parte dedicata al romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, da cui è tratto il film, il percorso si è sviluppato tra i luoghi e momenti della narrazione. Da Villa Salina (Villa Boscogrande) con la presentazione dei personaggi per passare poi alla battaglia di Palermo, al viaggio e alla sosta a Donnafugata (Ciminnà) e quindi al lungo ballo finale e all’epilogo all’alba. In mostra gli scatti realizzati dal fotografo di scena Giovan Battista Poletto e da Nicola Scafidi, fotoreporter dell’Ora autorizzato dal regista a scattare foto nel backstage palermitano, si sono accompagnati a documenti, lettere, bozzetti, gli ingombranti costumi, mentre i monitor alle pareti trasmettevano brani di interviste in gran parte inedite a più di trenta testimoni, tra i quali il produttore Goffredo Lombardo, i protagonisti Burt Lancaster e Claudia Cardinale, la sceneggiatrice Suso Cecchi d’Amico, il direttore della fotografia Giuseppe Rotunno e il costumista Piero Tosi. L’evento venne realizzato con la collaborazione della prestigiosa Titanus e della Fondazione Tirelli Trappetti che celebrò i 50 anni di lavoro della Sartoria Tirelli e inoltre della Fondazione Istituto Gramsci – Archivio Luchino Visconti e della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede Sicilia.

C'era una volta in Sicilia. I 50 anni del Gattopardo
Palazzo Corvaja (Taormina) – La mostra “C’era una volta in Sicilia. I 50 anni del Gattopardo” – ©2014 BlogTaormina

Sulle orme di Federico. Altrettanto lungimirante è stata l’idea, due anni fa, della Fondazione di proporre la seconda edizione dell’itinerario culturale che attraversava la Sicilia dell’imperatore svevo Federico II. Un viaggio in Sicilia alla ricerca delle tracce che ci ha lasciato Federico II, al di là del mito e della leggenda. Un itinerario di sette siti (Palermo, Castelvetrano (TP), Enna, Messina, Siracusa, Augusta (SR), Catania), che è andato alla ricerca delle tracce storico-artistiche che ci ha lasciato Federico II di Svevia. Ciascun luogo possiede d’altronde un castello, direttamente correlato all’imperatore che ha dato lustro alla Sicilia. Visite guidate e convegni si alternano, per far conoscere, vivendo il territorio, il patrimonio storico-architettonico lasciato da Federico II. Lo scopo del progetto “Sulle orme di Federico” è stato quello di far conoscere, vivendo il territorio, il patrimonio storico-architettonico che Federico II ci ha lasciato, contribuendo, contemporaneamente, attraverso un tour dei luoghi a compiere un’opera di verità e informazione sui luoghi stessi e sui siti che l’imperatore svevo, su sue precise indicazioni, ha fatto costruire di sana pianta o su quelli che ha ritenuto di trasformare o di rafforzare intervenendo su strutture preesistenti.

L'assessore al Turismo, Sport e Spettacolo Anthony Barbagallo, componente del Cda della Fondazione Federico II
L’assessore al Turismo, Sport e Spettacolo Anthony Barbagallo, componente del Cda della Fondazione Federico II

Valorizzazione della sicilianità. Dagli eventi a Taormina passando per quelli di Palermo e in ogni altra location siciliana l’idea che convince è quella di fare dell’isola una meta continuativa di eventi, attraverso l’organizzazione di mostre, convegni, visite guidate, escursioni, per svelarne la storia e la bellezza architettonica. I risultati di questi anni recenti e di questi giorni, ai quali sta contribuendo col suo impegno anche l’assessore al Turismo Anthony Barbagallo, componente del Cda, sono perfettamente in linea con i principi che hanno dato origine alla Fondazione Federico II e ne hanno inteso caratterizzare l’operato: valorizzare la tradizione politica e culturale della Sicilia promuovendo iniziative finalizzate alla più ampia conoscenza del retaggio storico del Parlamento regionale e delle istituzioni giuridiche siciliane, dando una puntuale informazione sull’attività degli organi istituzionali della Regione. La missione sta trovando costante e pregevole linfa attraverso le varie iniziative poste in agenda, dedite alla valorizzazione del patrimonio culturale della Sicilia e delle opere di artisti siciliani. Dopo lo straordinario successo della mostra “Via Crucis, La Pasión de Cristo” di Fernando Botero, nella sala Duca di Montalto del Palazzo Reale di Palermo, è in corso un’importante esposizione monografica dedicata ad Antonio Ligabue, avviata lo scorso marzo e che proseguirà sino al 18 settembre.

Antonio Ligabue, Aratura, s.d. (1944-1945), olio su cartone riportato su tela, 33,5 x 47,5 cm, collezione privata
Antonio Ligabue, Aratura, s.d. (1944-1945), olio su cartone riportato su tela, 33,5 x 47,5 cm, collezione privata

“Tormenti e incanti” di Antonio Ligabue. L’esposizione, promossa dalla Fondazione Federico II di Palermo e dalla Fondazione Museo Antonio Ligabue di Gualtieri, è curata dal prof. Sandro Parmiggiani, già direttore di Palazzo Magnani e direttore della Fondazione Museo Antonio Ligabue di Gualtieri e a cura di Sergio Negri, presidente del comitato scientifico della medesima Fondazione, con l’organizzazione generale di C.O.R. (Creare-organizzare-realizzare). L’esposizione proposta nel capoluogo siciliano propone, attraverso oltre ottanta opere, un excursus storico e critico sull’attualità dell’opera di Ligabue che rappresenta ancora oggi una delle punte più interessanti dell’arte del Novecento. “Tormenti e incanti” sta riscuotendo un importante successo di pubblico, riuscendo nell’intento di far conoscere i diversi esiti dell’opera dell’artista, nel corso della sua attività (dagli anni Venti al 1962), declinati nelle diverse tecniche attraverso le quali Ligabue si è espresso. La mostra sostenuta dalla Fondazione Federico II di Palermo, anche attraverso le scelte di allestimento, sta consentendo al pubblico di approfondire e scavare nei nuclei tematici fondamentali dell’artista, per vedere sia come variano nel tempo i suoi centri di interesse sia come si evolve un particolare motivo, e i reciproci transiti dall’uno all’altro. Gli straordinari autoritratti dell’artista, tra l’altro, rappresentano un’esplicita, orgogliosa dichiarazione del suo valore d’artista e della sua identità di persona umana, spesso dileggiata e irrisa, laddove si può invece affermare che Ligabue visse come “straniero in terra straniera”, e l’impietosa descrizione dei tratti del suo volto, segnati da sentimenti di solitudine e disagio esistenziale, e dal costante presagio dell’esito finale.

Ottimi risultati nell’ultimo anno. Il 2015 è stato un anno di forte crescita per la qualità dell’attività svolta e per il consolidamento dell’orientamento di politica culturale e aziendale definiti di concerto dalla presidenza Ardizzone con la direzione generale sovrintesa dall’on. Francesco Forgione. Le intuizioni e gli indirizzi contenuti già in sede di relazione al bilancio di previsione 2015, come evidenziato dallo stesso Ardizzone, «si sono concretizzati in iniziative culturali e mostre che hanno rafforzato il nuovo profilo culturale e istituzionale della Fondazione». Anche e soprattutto considerata l’assenza di contributi regionali per la Fondazione, il 2015 ed allo stesso modo i primi mesi dell’anno in corso, hanno rappresentato la fase di maggiore successo, con il riscontro sia culturale che economico alla sperimentazione di una nuova idea di promozione e produzione turistico-culturale, come previsto dalla missione assegnata dalla sopracitata legge istitutiva nel lontano 1996. Il successo di pubblico, di critica, d’impatto promozionale e gli incassi della mostra di Botero ne sono la testimonianza più significativa e rendono in modo del tutto chiaro l’idea sul lavoro fatto dalla Fondazione e sulla bontà dell’impegno, dinamicamente messo in campo e realizzato da questo sodalizio. Nel caso specifico si è avuta un’ulteriore qualificazione della fruizione del Palazzo Reale e della Cappella Palatina, che oggi fa della Fondazione Federico II l’avanguardia dell’offerta turistico-culturale siciliana e polo d’eccellenza del sistema nazionale dei beni culturali. Il riconoscimento da parte dell’Unesco dell’Itinerario arabo-normanno e le Cattedrali di Cefalù e Monreale come patrimonio dell’Umanità, proclamato poi la scorsa estate, da ragione alla scommessa proposta dalla Fondazione, nell’averci creduto sin dal primo momento e nell’aver operato per qualificare al più alto livello degli standard internazionali la fruizione del Palazzo Reale e della Cappella Palatina, come momento simbolo di valorizzazione della cultura “made in Sicilia”. In questo contesto la Fondazione Federico II si è anche mossa nell’ottica della riqualificazione di Piazza del Parlamento e per la nuova entrata turistica dal portone centrale con la valorizzazione dei nuovi ritrovamenti archeologici.

Crescita del turismo. Analizzando i dati del 2015, con 374.489 visitatori rispetto ai 366.739 dell’anno precedente, si è determinato un incremento di 7.750 presenze. Numeri che si aggiungono ad un incremento costante registrato sin dal 2012 e che continuano ad indicare una tendenza positiva dei flussi turistici verso la Sicilia. «E’ evidente – ha spiegato l’on. Ardizzone – che il clima creato dagli attentati terroristici nel cuore dell’Europa ha inciso anche sulla mobilità turistica verso l’Isola, neutralizzando in parte le potenzialità oggettive prodotte dalle crisi nell’area Mediterranea. Grazie alle scelte compiute dal Consiglio d’Amministrazione nella primavera del 2014, con la decisione di far pagare il biglietto di 1 euro alle scolaresche, abbiamo registrato una significativa riduzione dei biglietti omaggio, con 39.633 visitatori paganti provenienti da scuole di ogni ordine e grado, ai quali si aggiungono gli studenti universitari di materie storico-artistiche o di accademie di belle arti che visitano il sito gratuitamente. Nel complesso, oltre 50.000 studenti visitano annualmente il Palazzo Reale e la Cappella Palatina. Con un incasso di 2.107.377,00 euro rispetto ai 2.050.208,00 euro del 2014, abbiamo registrato un incremento di biglietteria di 57.169,00 euro rispetto al 2014, pari al 2,79% in più».

Fare della cultura il cuore pulsante dell’isola. La Fondazione Federico II si è distinta, tra i vari aspetti che la rendono un modello virtuoso, anche perché non ha mai smesso investire sulla qualità dell’offerta relativa ai servizi aggiuntivi, considerandola una scelta strategica vincente. L’idea di una brochure distribuita gratuitamente ai turisti è, ad oggi, tradotta in otto lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, arabo, russo e giapponese) rappresenta il marchio distintivo e il segno caratterizzante, del tutto apprezzabile, di uno dei pochi siti turistico-museali a livello nazionale ad offrire questo servizio. Lo stesso avviene per le video-guide. Anche la qualità e la pulizia dei servizi igienici per i turisti è diffusamente apprezzata. Un esempio – repetita iuvant – in ambito siciliano ma anche nella dimensione nazionale.  Laddove spesso, troppo spesso, si registra un’impietosa valutazione sulla gestione dei musei e dei beni culturali, con la stampa che evidenzia le inadeguatezze gestionali dei siti siciliani, la Fondazione Federico II e il Complesso monumentale di Palazzo Reale, rappresentano un’eccezione di tangibile eccellenza nel panorama siciliano e nazionale. L’analisi delle attività istituzionali e delle mostre promuove a pieno titolo la Fondazione Federico II. La mostra “Via Crucis. La Pasion de Cristo” di Fernando Botero, esposta nelle Sale Duca di Montalto da marzo a settembre del 2015, ha rappresentato uno spartiacque nella vita della Fondazione. Con circa 200.000 visitatori e un incasso di quasi 580.000 euro, ha raggiunto un primato nelle esperienze sin qui realizzate nella città di Palermo e in Sicilia. Grandi mostre e di alta qualità sono state ospitate anche nelle Sale Duca di Montalto. Ma nel caso specifico si è determinato un risultato ottenuto anche con l’apporto dell’Ars, e con l’impegno dell’intero Ufficio di Presidenza. Un lavoro di squadra che ha dimostrato come si possa, e si debba, fare della cultura il cuore pulsante della Sicilia che guarda al futuro. Il biglietto unico Palazzo-mostra, in linea con l’offerta culturale contemporanea, si è dimostrato una scelta strategica e vincente, scelta che potrebbe rivelarsi “pilota” anche per altri siti siciliani.

I segreti del successo per il presidente dell’Ars. «Due le ragioni principali del successo che indicano anche per il futuro la strada da seguire: il valore nazionale e internazionale dell’artista e la qualità della mostra e, di conseguenza, la possibilità di motivare l’aumento obbligatorio del biglietto d’ingresso al Palazzo che, soprattutto nei mesi di maggiore afflusso turistico – ha sottolineato l’on. Ardizzone -, assicura un’entrata finanziaria tale da costituire –in assenza di contributi pubblici- il vero valore aggiunto per l’autonomia di bilancio della Fondazione. In questo quadro va sottolineata l’importanza di tenere aperta la mostra nei fine settimana e in tutti i giorni festivi fino alle ore 21.00, cosa “eccezionale” nella nostra Isola, ma in linea con la normale offerta espositiva e culturale nazionale e internazionale».Va, inoltre, evidenziato il riscontro d’immagine che l’attività espositiva ha portato alla Fondazione, con articoli e critica sui principali quotidiani e media nazionali e una diffusa amplificazione sulla Rete, alla quale ha anche contribuito nell’anno trascorso la visita del Maestro Botero che ne ha rafforzato l’importanza e il prestigio. Di altra natura, ma di significativo valore culturale per la Sicilia, è stata la realizzazione della mostra per il 50° anniversario della nascita del “Gruppo di Scicli” che, anch’essa, ha registrato ottime critiche e una significativa presenza di pubblico, considerando che l’esposizione ha avuto luogo nei mesi invernali e quindi nel periodo più difficile per le presenze turistiche al Complesso Monumentale.

Mostra sull’architettura siculo-aragonese. La Fondazione guarda con crescente attenzione ed interesse alla volontà di proseguire sul cammino della propria attività di promozione e produzione culturale. Da ricordare, ad esempio, anche la mostra “Un alma comun”, sull’architettura siculo-aragonese, promossa assieme al Governo di Aragona, che da Palazzo Steri di Palermo si è trasferita a Siracusa, dove contemporaneamente sono stati organizzati dibattiti, convegni e trekking culturali con una straordinaria partecipazione di pubblico. Successivamente la mostra è stata allestita a Messina e Roma, con la presenza alle due inaugurazioni dell’Ambasciatore di Spagna in Italia e di esponenti del governo di Aragona e del municipio di Saragozza. La Fondazione Federico II è diventata protagonista anche all’estero, con appuntamenti di prestigio come a Bonn per la proclamazione di Patrimonio dell’Unesco dell’Itinerario Arabo-Normanno e le Cattedrali di Cefalù e Monreale, ha rappresentato un’ulteriore tappa del riconoscimento del ruolo attivo che in questi anni la Fondazione ha assunto tra le più alte istituzioni culturali. A Messina l’ente ha contribuito alla realizzazione della manifestazione per la rievocazione del 444° anniversario della partenza delle navi per la storica Battaglia di Lepanto alla presenza di rappresentanti istituzionali e culturali di diversi paesi, dalla Grecia alla Spagna. Anche grazie all’avvenuta adesione e alla partecipazione attiva della Fondazione, la “Rotta Europea dell’Imperatore Carlo V” è stata riconosciuta come Itinerario culturale dal Consiglio d’Europa, e oggi la Fondazione Federico II è rappresentata nel suo comitato esecutivo. Come contributo a questo progetto sono stati stampati gli atti del seminario internazionale di studi su Carlo V, organizzato a Palermo nel 2014 in collaborazione con l’Istituto Cervantes ed il Ministero della Cultura Spagnola. Di particolare valore culturale e scientifico è la pubblicazione, tra le edizioni della Fondazione, del libro “Il cammino della passione”, la prima guida turistico-religiosa alla Settimana Santa in Sicilia.

I progetti con le scuole e l’università. L’operatività della Fondazione Federico II va oltre le consuete dinamiche della stagionalità e si esprime in un impegno “12 mesi l’anno”. Nei mesi invernali si è verificato il sostegno ai progetti “Angeli del turismo”, con i ragazzi delle scuole palermitane su iniziativa della Provincia Regionale, e “Le Vie dei Tesori”, promosso dall’Università di Palermo, per i quali è stata resa visitabile la chiesa dei Santi Elena e Costantino, e l’attività della Fondazione alla Città si è estesa ai giovani e agli studenti. Altro concetto di cui spesso si parla ma che poche realtà sono riuscite a rendere concreto e funzionale nell’isola e più in generale al Sud è quello del bookshop, ed anche qui la “Federico II” continua a consolidare il suo trend positivo.

Itinerari europei. Con un’entrata di 251.194,00 euro a fronte di uscite per 266.804,00 euro ed un incremento sull’anno precedente di oltre 11.000,00 euro, si è quasi raggiunto il pareggio. Bisogna però considerare che nella voce costi è compreso il costo del lavoro e gli accantonamenti del TFR di quattro dipendenti. Ciò a riprova che le statistiche sarebbero potute essere ancor più vicine al segno “più”. Basti pensare che nel 2013 le entrate erano di 148.203,00 euro e in costante perdita, e in meno di tre anni si è riusciti a registrare un incremento di quasi 100.000,00 euro, con la prospettiva solida e del tutto realistica di un bilancio decisamente in attivo nel 2016. La Fondazione “Federico II” è attivamente impegnata nell’ambito dei Progetti del Fondo sociale europeo e, dopo le positive esperienze conclusesi nel 2014 dei due progetti finanziati dal programma operativo POSDRU Rumeno, con il supporto della prof.ssa Germana Di Falco, esperta della Commissione Europea su diversi programmi operativi, nei mesi scorsi è stata riconosciuta come partner di un nuovo progetto denominato “Hector” per la formazione e la fruizione di itinerari culturali. Il progetto, del quale è già stata realizzata una prima parte, si colloca nella linea impostata dalla direzione generale che vede impegnata la Fondazione nella progettazione e realizzazione di itinerari turistico -culturali (itinerario arabo-normanno, itinerario federiciano, rotta di Carlo V) sia in Sicilia che a livello euromediterraneo.

Cronache parlamentari siciliane. Sul piano delle attività editoriale inerenti le attività parlamentari è giunta, intanto, a regime la riorganizzazione di Cronache Parlamentari Siciliane, un utile strumento on line di informazione quotidiana sull’attività istituzionale, i lavori parlamentari, le iniziative politiche espressione dei gruppi presenti all’Ars. «Per questo lavoro – ha detto l’on. Ardizzone -voglio ringraziare i due giornalisti che, oltre alla fattura quotidiana di Cronache Parlamentari, contribuiscono anche alla promozione dell’attività istituzionale e culturale della Fondazione, come avvenuto in modo eccellente in occasione della mostra di Botero, con l’informazione sugli eventi ad essa collegati e la gestione dell’apposito sito».

Il 2015 si è chiuso con il segno più. Non può che essere valutata, insomma, con il pollice verso l’alto una realtà come la “Federico II” che presenta, allo stato attuale, al 31 dicembre 2015 un avanzo di gestione, prima delle imposte, di Euro 43.543,00, tenendo pure conto che nel 2015 venne rilevata una perdita di Euro 133.784,97 relativa a crediti pregressi nei confronti dell’Ars e ciò ha ridotto ulteriormente il risultato di un bilancio che, a maggior ragione in tal caso, se rapportato a tante altre realtà culturali nazionali, può far invidia. La Fondazione Federico II è una realtà culturale limpida e dinamica, che produce cultura e mette anche in mostra un bilancio in ordine, senza artifici finanziari e senza equilibrismi precari, con una programmazione chiara e trasparente ed una visione operativa vincente nel presente e ancor più credibile in ottica futura. «Il merito è di tutti – per il presidente Ardizzone -, e quindi dei Componenti del Comitato Direttivo, del Consiglio di Amministrazione e il Direttore Generale che hanno profuso senza risparmio le loro energie per il successo di tutte le iniziative della Fondazione e, attraverso il Direttore, manifesto il mio apprezzamento a tutto il personale della Fondazione. Ma un grazie va anche ai componenti del Collegio dei Revisori, il cui egregio lavoro non si è limitato soltanto al necessario controllo amministrativo, ma ha contribuito, pur nel rispetto dei ruoli, alla risoluzione di alcune importanti problematiche gestionali. Sono grato infine al segretario Generale e agli Uffici di Presidenza dell’Ars che hanno costantemente sostenuto la Fondazione. Sono certo – ha promesso il presidente dell’Ars – che tutti insieme sapremo raggiungere nuovi è più alti risultati, e possiamo già dirci orgogliosi del posto che la Fondazione ha saputo conquistarsi nel panorama della promozione turistica e nella valorizzazione dei beni culturali della Sicilia e dell’Italia».

 

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