Taormina, Furgoncino per la raccolta dei rifiuti
Taormina, Furgoncino per la raccolta dei rifiuti

Il rapporto tra le parti è destinato a concludersi a fine settembre ma l’addio tra Comune di Taormina e Messinambiente si fa sempre più spigoloso. La società che si occupa del servizio di raccolta rifiuti e la casa municipale sono, infatti, finiti in tribunale a seguito di un’azione legale intrapresa da Messinambiente che reclama mancati pagamenti da parte di Palazzo dei Giurati per 2 milioni di euro.

Fatture insolute. Con apposito atto notificato all’ente locale la società Messinambiente Spa in liquidazione, rappresentata e difesa dall’avv. Leonardo Masi, ha dichiarato di voler attivare il procedimento arbitrale (previsto dall’art. 16 della convenzione del 07/04/2000) in relazione alle pretese relative al pagamento di “fatture insolute”, per l’ammontare di €. 1.817.099,46 oltre interessi moratori per l’ammontare complessivo di €. 2.093.822,77, emesse dalla stessa società nei confronti del Comune di Taormina. Il Comune ritiene, a sua volta, di «dover tutelare gli interessi generali e pubblici del Comune di Taormina avverso il superiore atto» e ha per questo inteso conferire incarico all’avv. Giovanni Randazzo con studio in Messina, per rappresentare e difendere l’ente locale nell’arbitrato promosso da Messinambiente.

Contratto in essere. Al momento, come detto, le parti sono legate da un contratto la cui più recente proroga è stata fatta scattare dal Comune il 1 luglio scorso e scadrà il 30 settembre 2016. Si era prospettato un divorzio già nei primi mesi dell’anno ma l’impossibilità di trovare un’alternativa ha spinto l’Amministrazione ad allungare il contratto sino a tutta questa stagione turistica, che volge ora al termine, «nelle more dell’approvazione da parte del Consiglio Comunale del Piano di intervento dell’Ambito di Raccolta Ottimale (Aro Taormina)». Lo scorso luglio il Consiglio comunale ha votato con esito positivo la presa d’atto del decreto dirigenziale col quale il 10 agosto 2015 l’Assessorato Regionale all’Energia ed ai Servizi di Pubblica Utilità – Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti ha approvato il Piano “Aro Taormina”.

La prospettiva nel settore rifiuti. Si prevede un piano del costo di 28 milioni in 7 anni che dovrebbe scattare nel 2017, e che dovrebbe essere preceduto da una fase ponte di 9 mesi con un’altra ditta, tramite relativa gara in corso. I tempi appaiono però incerti perché il “bando ponte” deve ancora essere espletato e poi bisognerà effettuare all’Urega la gara per gestione Aro. Il presente è ancora Messinambiente che reclama le spettanze non pagate dal Comune e ha deciso di procedere per le vie legali per ottenere somme arretrate non versate dalla casa municipale. I rapporti rimangono “turbolenti” e c’è attesa per vedere sia cosa accadrà poi nell’arbitrato sia anche a fine settembre, quando scadrà la proroga in corso e, a detta di alcuni, appare ancora possibile che per quella scadenza si debba prendere in considerazione l’ipotesi di allungare ulteriormente l’affidamento del servizio a Messinambiente.

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