La mostra fotografica "Cara Sicilia" di Tina Boyadjieva alla Fondazione Mazullo a Taormina

Cara Sicilia è il titolo e tema dell’esposizione di Tina Boyadjieva in corso alla Fondazione Mazzullo, nella splendida cornice del Palazzo dei Duchi di Santo Stefano. L’artista bulgara propone a Taormina sino al 4 settembre un affascinante viaggio fotografico attraverso le barche, i mercati del pesce e le strade della Sicilia. Uno spaccato suggestivo e variegato dell’isola viene dunque proposto al pubblico nelle opere della Boyadjieva, con una mostra che si pone idealmente come un omaggio alla Sicilia, attraverso le storie e gli sguardi, colori e racconti, la maestosità di luoghi e la particolarità dei personaggi. L’incontro di culture e tradizioni dà vita ad un raffinato paradigma delle emozioni di un viaggio, dove la naturalezza degli scatti coniuga in un perfetto mix l’abilità percettiva di Tina con l’espressività mai banale dei volti della Trinacria.

L’artista. Tina è nata alla fine degli anni ’70 in Bulgaria, proprio nel momento di cambiamento politico e sociale dell’Europa dell’Est. Ha iniziato a fare fotografie quando aveva a 6 anni, con una macchina fotografica russa, per bambini, regalatale da nonno: da allora non ha più smesso. Grazie a una borsa di studio, a 18 si trasferisce negli Stati Uniti, dove studia Economia e Business. Tina ha vissuto in Florida, California, Carolina del Nord e nelle città di Londra e New York, dove ha lavorato per 10 anni nel mondo della finanza, fino a quando ha deciso di dedicare completamente il suo tempo e i suoi sforzi a quello che veramente ha un significato per la sua vita: la fotografia. Oggi continua a perfezionare le sua professione frequentando l’International Center of Photography di New York e lavorando con alcuni fotografi nella stessa New York e in Italia. L’artista è impegnata nella ricerca e nella raccolta di storie che sono intrise di bellezza interiore ed esteriore. Pervase, a volte, anche di dramma, emozione, tradizione, storia, odori e suoni. Tutto questo nasce dall’esigenza di rivelare quello che c’è oltre i tratti di un volto o di un luogo, nell’intento di rappresentare la loro vita come se fosse senza tempo. Uno dei suoi lavori più importanti, Capri Nuns, è stato pubblicato, nella versione online, dal National Geographic Daily Dozen, nel Settembre 2015. Altri suoi lavori sono, inoltre, apparsi sul Corriere della Sera, sul Bulgarka Magazine e su start up del settore dei viaggi.

La mostra fotografica "Cara Sicilia" di Tina Boyadjieva alla Fondazione Mazullo a Taormina

Il fascino delle tradizioni. Tina Boyadjieva, nell’estate del 2015, ha impegnato un mese viaggiando per tutta la Sicilia, innamorandosi della sua ricca cultura, della variegata bellezza, della non comune generosità e della sua gente. Da sempre attratta dalla ricerca delle tradizioni tramandate tra diverse generazioni, Tina è rimasta subito colpita dalle originali e curiose personalità dei venditori, o banditori, di pesce del mercato di Catania. Così non ha esitato a fissarli in vari scatti, ritraendoli nelle diverse espressioni del loro lavoro quotidiano. Memore di questa intensa esperienza, trovandosi, più tardi, a Panarea, incuriosita dai racconti di un marinaio a proposito di “certi pescatori” di Stromboli, non ha esitato ad imbarcarsi sul traghetto per incontrarli. E’ così che Tina fa conoscenza di quei “certi pescatori”: i fratelli Mario, Gaetano e Roberto Cusolito. Dialogando con loro, scopre che, secondo un’antica tradizione di famiglia, vanno per mare due volte al giorno, che tessono le loro reti e che sono tra i pochi superstiti sopravvissuti al vulcano e al mare per generazioni. Ma i tanti racconti non possono essere condensati in pochi giorni di soggiorno. Così Nina, sempre più incuriosita, decide di tornare sull’isola eoliana nel Maggio di quest’anno, per proseguire con i suoi scatti. Questa volta, però, grazie alla disponibilità dei fratelli pescatori va oltre i racconti e tocca con mano la realtà condividendo la loro quotidianità: andando per mare, mangiando il pescato nella loro casa, vecchia di 300 anni, laddove tutti sono nati, e ascoltando le storie delle loro famiglie. Come recita un antico adagio: «La vita è fatta di incontri».

La mostra fotografica "Cara Sicilia" di Tina Boyadjieva alla Fondazione Mazullo a Taormina

La mostra. E così, mentre Tina, la mattina presto, fotografava i fratelli Cusolito, sulla spiaggia di sabbia nera, conosce, ritraendoli nelle loro attività, altri membri della comunità di pescatori, tra cui “il Vichingo” e Antonio, proprietario della trattoria “Ai gechi”. Questa la genesi all’origine della serie di scatti “Cara Sicilia”. Una raccolta fotografica venuta fuori in modo spontaneo e naturale, quasi di getto, riesce a porsi come un’esposizione molto interessante, che sta riscuotendo il gradimento sincero dei visitatori. Immagini che nascono in modo “semplice”, ritraggono d’altronde quella vita “semplice” e al tempo stesso intensa, di chi va per mare e convive quasi in simbiosi con esso, orgoglioso e geloso della propria insularità. Una condizione, quest’ultima, che contribuisce a preservare la cruda bellezza di uomini che si misurano con la natura per sopravvivere e che hanno nelle loro corde una non comune ricchezza di carattere, permeato da un profondo senso di generosità e ospitalità, dal rispetto della tradizione, dall’orgoglio delle radici e dall’amore smisurato per la loro isola.

La mostra fotografica "Cara Sicilia" di Tina Boyadjieva alla Fondazione Mazullo a Taormina

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