Capalc, l’ex scuola convitto albergo situata in contrada sant’Antonio
Capalc, l’ex scuola convitto albergo situata in contrada sant’Antonio

Dal limbo totale alla ristrutturazione, dalla prospettiva di cessione a privati ad una possibile rifunzionalizzazione con gestione comunale. Potrebbe cambiare nel giro di pochi mesi la situazione, sin qui disastrosa, del Capalc, l’ex scuola convitto albergo che il Comune di Taormina, da 30 anni a questa parte, non è mai riuscito a rendere operativo.

Centro operativo. La struttura è stata, infatti, inserita tra quelle da utilizzare nel G7 del prossimo anno e adesso si attende il via libera da Roma per la disponibilità ad un finanziamento. «Abbiamo individuato nel Capalc la struttura che potrebbe essere il centro operativo per le Forze dell’Ordine, questa sarà la mia proposta per l’organizzazione del G7 e sulla quale, ovviamente, ci confronteremo con lo staff del presidente Renzi per vedere se riterranno tale soluzione fattibile», ha detto il sindaco Eligio Giardina. In occasione del vertice delle sette super potenze, d’altronde, Taormina avrà la presenza massiccia di numerosi rappresentanti delle Forze dell’Ordine e funzionari addetti alla sicurezza, ed in questa ottica il Capalc potrebbe essere un punto di riferimento per l’organizzazione delle varie attività di controllo e presidio capillare del territorio. Per il Capalc è molto probabilmente l’ultimo vero treno che passa per far uscire quelle stanze dal degrado e dall’abbandono in cui tutto è sprofondato.

Tentativi falliti. Dieci anni fa, tra il 2005 e i primi mesi del 2006, l’Università di Messina aveva pensato a questo immobile per farne una sede decentrata dell’Ateneo per alcuni corsi ed era stato anche effettuato un convegno per lanciare l’iniziativa ma questa progettualità non è stata poi affrontata dal Consiglio comunale di allora ed è rapidamente naufragata. Si era anche ipotizzato, qualche anno, dopo l’utilizzo per un centro di riabilitazione medica ma anche questa soluzione non ha avuto seguito, così come stessa sorte è toccata anche all’idea di fare del Capalc la sede siciliana di una nota scuola nazionale di cucina. Ora si affaccia all’orizzonte il G7, che certamente non può essere visto come “la Panacea di tutti i mali” ma che potrebbe risvegliare almeno il Capalc, come del resto il Palacongressi, dal letargo dell’incompiutezza che sin qui pare affliggere in maniera imperturbabile quanto è di proprietà del Comune di Taormina.

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