Il corretto sviluppo ed accrescimento del mascellare superiore è determinato dalla corretta e fisiologica respirazione nasale. Le vie nasali sono, in condizioni normali, la strada preferenziale del flusso di aria che viene purificato, riscaldato e umidificato prima di raggiungere il rinofaringe e le basse vie respiratorie. Qualunque causa che impedisca una corretta respirazione nasale influirà negativamente sullo sviluppo delle vie nasali che sul mascellare superiore determinando un palato stretto o ogivale con conseguente patologia ortodontica e alterato assetto posturale compensatorio della colonna vertebrale.

ll video di Osteoclinic. Nella prima parte del video creato da Osteoclinic si può osservare come avviene la “respirazione nasale fisiologica”, ossia  il flusso aereo attraverso le fosse nasali raggiunge il retrofaringe, subito dopo si può osservare la condizione anomala di “respirazione patologica orale”, in questa condizione il flusso aereo raggiunge le basse vie respiratorie attraverso la bocca innescando una serie di patologie infiammatorie croniche respiratorie: tonsilliti croniche recidivanti, adenoidite cronica, faringo-laringo-tracheiti sino alla bronchite cronica. Molte condizioni di ostruzione nasale cronica per rinite allergica, ipertrofia dei turbinati inferiori, ipertrofia adenoidea nei bambini, determinano una respirazione orale con conseguente iposviluppo palatale.

L’iposviluppo palatale può essere indotto anche da situazioni a partenza orale maggiormente nel bambino, per il protratto succhiamento del dito o per il protratto e scorretto uso del ciuccio o del biberon, determinanti una errata deglutizione da alterata postura linguale, “deglutizione atipica”, che oltre a determinare l’iposviluppo palatale determinano disturbi di linguaggio, disturbi dell’alimentazione, infiammazioni ricorrenti e croniche delle alte vie respiratorie il cui risultato è spesso il “soggetto adenoideo”. Nel video si osserva, in condizione di “respirazione patologica orale”, una area nel retrofaringe lampeggiare, sinonimo di infiammazione del tessuto linfatico del rinofaringe determinante l’ipertrofia adenoidea, una delle più comuni patologie pediatriche. Il “soggetto adenoideo” è un respiratore orale molto spesso con associata ipertrofia tonsillare e otiti medie recidivanti. Sino a qualche anno addietro tale soggetto sistematicamente veniva sottoposto a intervento chirurgico di adenoidectomia o adenotonsillectomia, oggi nonostante la chirurgia mini-invasiva, eseguita soprattutto mediante la terapia Laser, sia rapida e indolore, l’otorinolaringoiatra attento tende a ripristinare, in primis, la corretta e fisiologica respirazione nasale, collaborando con osteopati e ortodontisti per ottenere l’allargamento del palato, azzerando le infiammazioni croniche e riducendo di molto le percentuali di interventi chirurgici. Quindi in molti casi l’ipertrofia delle tonsille e delle adenoidi non sono la causa della respirazione orale ma ne sono la conseguenza.

Malposizioni dentali. La seconda parte del video mette in evidenza le malposizioni dentali, spesso conseguenti alla presenza di un palato stretto, determinanti disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare con conseguente insorgenza di sindrome vertiginosa, acufene, cefalea, instabilità alla marcia, algie persistenti dell’emivolto da infiammazione del nervo trigemino e otalgie ricorrenti. Alcune componenti dell’orecchio medio hanno un’origine comune con la mandibola e l’Articolazione Temporo Mandibolare (ATM), quindi sono funzionalmente collegati anche alla muscolatura masticatoria e mimica. Anatomicamente l’ATM è posizionata bilateralmente e medialmente al meato acustico esterno e articola l’osso mandibolare con l’osso temporale, in particolare connette il condilo mandibolare con la fossa mandibolare del temporale interponendo fra loro un disco fibrocartilagineo.ù

L’Articolazione Temporo Mandibolare (ATM). L’ATM svolge la funzione di articolare il movimento complesso della mandibola nei tre piani dello spazio, fondamentali per la masticazione e la fonazione, influisce inoltre sull’assetto della colonna vertebrale, sul funzionamento della muscolatura cervicale e dorsale arrivando a condizionare le curvature della colonna vertebrale e di conseguenza la postura e l’equilibrio. Sembra che  la principale causa di acufene “non uditiva” sia appunto la modificazione della funzionalità dell’ATM come le asimmetrie, le malocclusioni dentali, il bruxismo, lo stress responsabili di un’eccessiva contrattura dei muscoli masticatori. La dinamica alterata dell’ATM, provocando una sovrastimolazione del muscolo del martello, determinerebbe un’eccessiva suscettibilità dell’orecchio interno e associarsi ad acufene, sordità e sindrome vertiginosa. Quando viene meno la corretta relazione tra arcata dentaria superiore e inferiore, si creano squilibri di forza durante la masticazione che compromettono la stabilità dell’ATM. Questo squilibrio si trasmette alla muscolatura cervicale, che assume contratture patologiche che secondo la teoria “somatosensoriale” possono innescare acufeni, vertigine, cefalea, sensazione di ovattamento auricolare etc.

Rumori di click alle orecchie. Tra tutte le patologie evidenziabili nel settore medico, senza dubbio la patologia a carico dell’ATM risulta essere la più complessa e la più temuta. L’insorgenza della malattia si manifesta con rumori di click alle orecchie e/o affaticamento dei muscoli masticatori, fino a dolore in zona periauricolare (otalgia riferita) e tutti i sintomi sopra indicati. Moltissimi casi di deficit  articolari tradotti spesso in un complesso quadro sintomatologico, ben lontano talvolta dalla localizzazione dell’ATM, vengono ignorati o mal interpretati. La patologia dell’ATM è di interesse multidisciplinare, con il coinvolgimento dell’odontoiatra (gnatologo), del chirurgo maxillo-facciale, dell’osteopata, oltre che  dell’otorinolaringoiatra che programmando un lavoro di equipe possono giungere ad una corretta diagnosi ed a una terapia integrata. È importante quindi che l’otorinolaringoiatra possegga le giuste nozioni di base per poter sospettare ed individuare eventuali patologie a carico dell’ATM per poter indirizzare correttamente il pazienta affetto da acufene, vertigine, cefalea, otalgia e sordità, all’osteopata e allo gnatologo facente parte del team multidisciplinare di trattamento terapeutico di tali patologie.

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