Rendering del porto di Giardini Naxos
Rendering del porto di Giardini Naxos

«A settembre saremo pronti per la conferenza dei servizi conclusiva sul porto turistico. Ormai ci siamo e nei prossimi giorni convocherò questa riunione che vedrà la presenza degli enti territoriali preposti per definire l’iter in vista dei lavori». Lo annuncia il sindaco di Giardini Naxos, Nello Lo Turco, che stringe i tempi per la definizione delle procedure che dovrebbero portare già dopo l’estate all’avvio delle opere di riqualificazione del molo di Schisò. La conferenza finale potrebbe svolgersi entro la prima decade di settembre.

Tutto pronto. Tecnis ha completato già da qualche tempo le risposte alle osservazioni sul progetto, e le ha consegnate in Comune. La casa municipale, proprio in sede di conferenza dei servizi, ha già incassato, a suo tempo, il via libera da parte degli enti competenti. E’ la Tecnis Spa la ditta incaricata, come general contractor, per la realizzazione delle opere di sistemazione e ammodernamento dell’approdo a Schisò, ed in tal senso Lo Turco rassicura che «non ci saranno difficoltà», in riferimento alle vicende giudiziarie e le problematiche che hanno interessato l’impresa. «Ci hanno dato ampie garanzie, e come ho avuto modo di dire anche nei mesi passati, saranno loro a realizzare senza alcun dubbio l’opera», conferma Lo Turco.

La vicenda giudiziaria della Tecnis. Nei mesi scorsi la sezione Misure Prevenzione del Tribunale di Catania, accogliendo la proposta avanzata dalla DDA di Catania sulla scorta degli esiti delle indagini eseguite dal Ros – Sezione Anticrimine di Catania, ha disposto infatti l’amministrazione giudiziaria di 24 società consortili, controllate da Tennis Spa, Artemis Spa e Cogip Holding Srl: società queste ultime già sottoposte ad amministrazione giudiziaria lo scorso 12 febbraio. Le 24 società in questione avrebbero rimesso le loro decisioni imprenditoriali – di appalti per milioni di euro in tutta Italia – agli organi direttivi delle società in questione. E tra le 24 società sottoposte alla misura di amministrazione giudiziaria venne inserita anche la “Marina di Naxos”. Per questo il sindaco Nello Lo Turco è stato in questi mesi a stretto contatto con il professore Saverio Ruperto, il commissario preposto alla gestione straordinaria della Tecnis Spa (ex sottosegretario dell’Interno del governo Monti), per avere rassicurazioni sulla situazione del general contractor, i cui vertici hanno dato a Palazzo dei Naxioti precise garanzie sulla prosecuzione dell’impegno per il porto di Giardini.

Opere di ammodernamento. L’attuale molo venne costruito nel 1952, ora ci sarà parecchio da fare per completarlo, metterlo in sicurezza, completarlo e ammodernarlo. Sino a quel momento le barche dei pescatori venivano tirate a secco sulla rampa sotto il castello di Schisò. Soltanto dopo una forte mareggiata, e a seguito di alcuni danni riportati dal molo nel 1963, vennero realizzate alcune opere di consolidamento. Compresa, all’inizio degli anni ’80, la realizzazione della barriera frangiflutti sul lato esterno del molo. Secondo l’ipotesi progettuale originaria, il molo doveva rappresentare un porto commerciale di quarta classe, legato all’industria agricola degli agrumi, allora fiorente, ma oggi del tutto scomparsa. Ma negli anni non mancarono i problemi e il porto rimase un’incompiuta: «La diga di sottoflutto non fu mai realizzata», sottolinea Valentino. A causa del mancato studio sulle correnti marine, divenne anche la causa di un grave fenomeno di erosione della costa. Ma non solo: c’è stato anche il progressivo insabbiamento dei fondali. «Non è bastata nemmeno la costruzione di altre barriere frangiflutti, che hanno finito soltanto per deturpare il settore meridionale della Baia di Naxos», spiega Caterina Valentino, responsabile del circolo di Legambiente Taormina Valle Alcantara. Meglio è andata con la realizzazione all’inizio degli anni Duemila di una barriera sottomarina, realizzata dal Comune con fondi europei: «E’ stato l’unico intervento utile. Sono stati ripristinati alcuni tratti di spiaggia che erano scomparsi ed è stato arginato anche il processo di insabbiamento dei fondali», sottolinea la responsabile comprensoriale di Legambiente, che sull’argomento ha tenuto anche una conferenza pubblica nel 2014.

L’iter progettuale. L’impresa incaricata, intanto, ha provveduto a definire le risposte alle osservazioni presentate dagli ambientalisti, secondo i quali il progetto non sarebbe conforme all’esigenza di tutela ambientale della baia di Naxos e rischierebbe di determina “una cementificazione dell’area”. La questione sulla quale verterà la fase conclusiva dell’iter riguarda il “Via-Vas” (Valutazione impatto ambientale e la valutazione ambientale strategica), con le relative deduzioni prodotte dalla Tecnis su quanto presentato dalle componenti ambientaliste. «Non ci sarà nessuna cementificazione, il progetto che si andrà a realizzare può portare semmai un importante crescita turistica ed economica per questo territorio, con un ulteriore rilancio del turismo, tenendo conto che già in questo momento le presenze sono fortemente cresciute e a fine anno avremo dei dati decisamente migliori rispetto al 2015», afferma Lo Turco. Gli ambientalisti, invece, criticano sia il possibile impatto ambientale sulla baia, sia altri aspetti come l’eccessiva vicinanza dell’opera all’area archeologica ed anche la prospettata realizzazione di un centro commerciale nell’area
portuale che potrebbe avere delle ripercussioni negative sulle attività commerciali locali. L’attuale elaborato viene ritenuto «non in linea con l’esigenza di tutela e salvaguardia dell’aspetto paesaggistico del territorio e non potrà nemmeno determinare i benefici turistici ed economici per la città, di cui si parla e che vengono prospettati». I lavori sembrano destinati a scattare, con molta probabilità, nel 2017, forse già nei primi mesi del nuovo anno, ma quel che è già iniziato da parecchio tempo ed è destinato a proseguire è, come detto, il dibattito sull’opera che da sempre divide chi è favorevole e chi è contrario, chi aspetta il porto con la convinzione che creerà sviluppo economico e turistico e chi, invece, si dice convinto che l’iniziativa rischia di compromettere il patrimonio storico e architettonico di Giardini Naxos. Il timore degli ambientalisti è legato al fatto che le opere di completamento del porto, soprattutto le strutture immobili collegate, verrebbero realizzate a meno di duecento metri dal Parco archeologico. La convivenza tra il Parco stesso ed il porto è uno dei temi che anima il dibattito.

I numeri dell’opera. Lo Turco e la su Amministrazione comunale, come detto, non hanno dubbi sulla bontà dell’opera in agenda: «Fu la Regione anni fa ad investire su quel braccio di terra, oggi è impossibile tornare indietro e comunque è stato fatto tutto il possibile per rendere il progetto quanto più possibile idoneo e compatibile con l’ambiente. Non ci sarà nessuna speculazione». Gli ambientalisti, tuttavia, non hanno esitato a più riprese a parlare di “un ecomostro” all’orizzonte. La conferenza dei servizi del 2011 ha determinato il completamento del porto di Schisò, con il relativo via libera della Soprintendenza. L’opera in agenda prevede un costo di 50 milioni di euro. La superficie complessiva del’area destinata ai diportisti è di 6100 m2, mentre l’area tecnica 3224 m2 e l’area per uso pubblico 14658 m2. L’area per la pesca avrebbe una superficie di 1181 m2 e per la viabilità portuale 7824 m2, ed infine l’area a verde 1117 m2. Sono previsti 366 posti barca, da 7 a 32 metri. Di questi 221 da diporto, 112 per uso pubblico e 33 per il bacino pesca.

Infrastruttura fondamentale. «Non è un porto nuovo ma il prolungamento del molo esistente – aggiunge Lo Turco -. I lavori sono anche necessari per la sistemazione e messa in sicurezza del lungomare. Rispetto al profilo esistente si tratterebbe di elevarlo ancora di soli 60 centimetri. Invece di questa enorme muraglia di cemento armato che vediamo oggi, è prevista una galleria coperta, tipo un portico, con una serie di negozi che rappresentano certamente una visione preferibile rispetto all’attuale. La Tecnis ha previsto l’opera in modo attento e va sottolineato che non a caso sul progetto c’è il placet della Soprintendenza». Il fronte del “sì” al porto punta, in particolare, sull’atavica carenza di infrastrutture per il turismo che in altre zone della Sicilia hanno rappresentato una spinta per il turismo e che da queste parti non ci sono e penalizzano il territorio ionico-alcantarino a fronte in primis delle esigenze di quella clientela straniere amante del lusso e dei collegamenti comodi. Tramontata e abortita, insomma, la discussa prospettiva di un altro approdo portuale, nella vicina Taormina, dove per tanti anni si era ipotizzata la nascita di un porto a Villagonia, tutti i riflettori sono adesso puntati sul molo di Schisò e sugli sviluppi di quello che dovrebbe diventare il porto turistico del comprensorio ed al quale si era persino pensato qualche anno fa di dare il nome di “Marina Naxos-Taormina”.

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