Armando Rotoletti al centro , a sinistra il prof. Filippo Grasso (consulente dell’Assessore regionale al Turismo) e a destra Alfio Auteri (Presidente Fondazione Mazzullo)
Armando Rotoletti al centro. A sinistra il prof. Filippo Grasso (consulente dell’Assessore regionale al Turismo) e a destra Alfio Auteri (Presidente Fondazione Mazzullo)

Quaranta scatti in grado di fermare il tempo. Le sedie girevoli in ferro, gli strumenti del mestiere allineati su un tavolino, la soffice saponata, le discussioni di politica e calcio avvolte dal profumo di lozione dopobarba. C’è tutto questo fotografie di Armando Rotoletti in mostra a Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, sede della Fondazione Mazzullo, fino al 7 settembre. L’esposizione fotografica “Barbieri di Sicilia” è il risultato di una ricerca compiuta dal fotografo Armando Rotoletti vent’anni fa, scovando le ultime barberie non ancora travolte dalla modernizzazione, nella profonda provincia dell’isola.

Barbieri di Sicilia. Il reportage di Rotoletti va oltre la banalità del pittoresco per cogliere le singole personalità dei barbieri e dei loro avventori, le atmosfere gravide di umanità dei saloni da barba ma anche il pathos e la fatica del lavoro quotidiano. Sono scatti pieni di curiosità ed empatia che ritraggono persone autentiche, sorprese nei momenti più impegnativi e anche più divertenti della loro giornata, in un flusso ininterrotto di voci e silenzi carichi di significati, profumi, musiche e suoni della strada. Un mondo destinato a scomparire. Questo reportage divenuto oggi mostra fotografica di successo, accompagnata anche da un prestigioso catalogo, che porta una divertente rievocazione di Igor Man, vuole rendere omaggio a questa figura importante per la cultura siciliana.

Barbieri di Sicilia ©Armando Rotoletti
Barbieri di Sicilia ©Armando Rotoletti

Come nasce il progetto. «Nella primavera del 1991 – racconta Armando Rotoletti – mi trovavo in Sicilia per una storia di copertina da me proposta. Nella piazza di Corleone entrai in una barberia per chiedere un’informazione. Non ricordo se ebbi soddisfazione in ciò che volevo sapere, ma ricordo che ebbi come una rivelazione. Avevo davanti il luogo più autentico della socialità siciliana, dove ogni sussulto della vita del paese veniva passato al pettine fine, con sorniona noncuranza, vedendo senza vedere, dicendo senza dire. Da questa esperienza nasce l’idea – continua Rotoletti – di fermare il tempo con la pellicola, cogliendo, prima che fosse troppo tardi, quell’impalpabile impronta culturale, quel distillato di sicilianità che io stesso, da siciliano, ben conoscevo e tenevo a documentare». Gli scatti fotografici, realizzati tra il 1992 e il 1993, hanno seguito un itinerario dettato dall’istinto, fra barberie di città e di piccoli paesi, procedendo dall’entroterra alla costa per tutta la Sicilia. Un detournemént che ha fatto emergere dei tratti comuni tra queste barberie, creando una narrazione di un mondo popolare e interclassista, che rappresentava il fulcro della comunità di ogni paese, più ancora della chiesa, del corso o del circolo.

Barbieri di Sicilia ©Armando Rotoletti
Barbieri di Sicilia ©Armando Rotoletti

La figura del barbiere in Sicilia. Il barbiere è sempre stato un punto di riferimento imprescindibile del tessuto sociale. Dopo la persona del sindaco e del parroco, quella del barbiere era la più apprezzata e riconosciuta, essendo i saloni da barba dei veri e propri circoli ricreativi. Il barbiere un tempo anche esperto di bassa chirurgia praticava estrazioni di denti, clisteri e applicava mignatte.  Il salone era un luogo di relazioni interpersonali, che prescindevano dalle varie estrazioni sociali, ma anche di piacevole ozio maschile. Intere generazioni di giovani si sono formate presso le barberie ascoltando i discorsi dei grandi, perché il barbiere di fiducia al pari di una cosa cara, si tramandava di padre in figlio. Sono rimasti indelebili nell’immaginario collettivo i profumi del salone, le sedie girevoli in ferro, le saponate, le sputacchiere, i calendarietti profumati con il cordino in seta, prezioso omaggio del barbiere ai clienti più assidui. Il barbiere siciliano è diventato con il tempo un vero e proprio topos letterario e cinematografico regalando immortalità artistica ad una figura artigianale umile ma di grande dignità.

Il fotografo Armando Rotoletti
Il fotografo Armando Rotoletti

Armando Rotoletti. Nato a Messina nel 1958, ha studiato fotografia presso il St. Mary College e il London Polytechnic (ora University of Westimnster), a Londra. A Milano, negli anni Ottanta si è dedicato al fotogiornalismo e, tra il 1985 e il 1995, è stato protagonista di numerose mostre personali e collettive. Nel 1990, su invito di Grazia Neri, è entrato a far parte della sua agenzia, divenendo fotografo-ritrattista di personaggi della cultura, dello spettacolo e dell’economia. I suoi reportage sono stati pubblicati da molte riviste.

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