Palazzo dei congressi
Palacongressi di Taormina

«Il G7 porterà alla sistemazione definitiva del Palacongressi ma non bisogna aspettare altri mesi per programmare la futura gestione della struttura. Il momento buono per costruire il domani è adesso e noi siamo pronti a fare la nostra parte». Lo afferma il presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina, Italo Mennella, che così rende nota la disponibilità degli albergatori ad entrare nel percorso di futura gestione dell’auditorium di piazza Vittorio Emanuele II che potrebbe (l’ipoteticità resta d’obbligo) concretizzarsi grazie ai riflessi del G7 2017. Il vertice delle super-potenze determinerà, con molta probabilità, l’esecuzione dei lavori di messa a norma definitiva del palazzo e gli albergatori sollecitano proprio una svolta.

Una struttura funzionante 12 mesi l’anno. «Noi siamo per una gestione del Palacongressi che si realizzi insieme alle attività produttive della città di Taormina – spiega Mennella. Se riusciremo ad operare insieme, e quindi auspico in tal senso una sinergia con il Comune, non ho dubbi che saremo in grado di poter gestire finalmente la struttura mettendola a regime e rendendola operativa 12 mesi l’anno. Bisogna, innanzitutto, uscire dal luogo comune che quella struttura serva soltanto per i congressi ed anzi non la chiamerei più neppure “Palacongressi” perchè, a mio avviso, va vista come un polifunzionale. Mi vengono in mente degli eventi che potrebbero essere realizzati in quel palazzo e che allungherebbero la stagione, come ad esempio, il tango o serate di cabaret e di teatro, tenendo conto che c’è la disponibilità di una sala da 980 posti. Noi siamo pronti a fare la nostra parte e a mettere al servizio della città la nostra professionalità e l’impegno affinché si vada ad estendere il periodo turistico, che proprio in questi mesi sta facendo registrare numeri record».

Gli interventi. «Siamo favorevoli ad un percorso di gestione che preveda l’impegno delle maggiori figure imprenditoriali di Taormina», aggiunge Mennella. Di certo c’è, come sottolinea lo stesso Mennella, che «alla luce dei lavori che verranno fatti in funzione del G7 non occorre più il project financing». Tale prospettiva prevedeva, in sostanza, l’eventuale impegno di un privato che avrebbe dovuto sostenere i costi di messa a norma e ammodernamento della struttura, stimati in circa 4 milioni di euro dal Comune di Taormina. Quei lavori verranno finanziati direttamente dal Governo nell’ambito delle opere per il G7 e, a tal riguardo, Mennella rassicura circa il timore che l’appuntamento col G7 possa portare soltanto ad una condizione di agibilità provvisoria: «Lo escludo, il palazzo è stato visto in un apposito sopralluogo e verrà sistemato in maniera adeguata. C’è una volontà concreta e ben precisa da parte dell’organizzazione del G7». Lo scenario, insomma, è cambiato, il G7 promette di fare “il miracolo” e il Comune potrebbe trovarsi per le mani un immobile finalmente a norma dopo 30 anni di immobilismi e di problematiche irrisolte e interventi tampone. Ora però, nella “Perla” delle tante occasioni perdute, bisognerà essere bravi a non perdere questo treno, che non ripasserà mai più e le scelte andranno fatte in modo condiviso: dalla politica insieme alle forze produttive, e dall’Amministrazione coinvolgendo le opposizioni, perché il rilancio del Palacongressi è un’opportunità per tutti. Un argomento in cui non possono e non devono esserci maggioranze e minoranze.

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