Vincenzo Tomasello con gli amici e colleghi del Grand Hotel Miramare
Vincenzo Tomasello con gli amici e colleghi del Grand Hotel Miramare

La tragica fine di Vincenzo Tomaselli, il taorminese di 59 anni morto stanotte in un incidente stradale a Giardini Naxos ha scosso e sconvolto i tanti conoscenti di quest’uomo che si era fatto ben volere da chiunque lo aveva conosciuto nel corso della sua vita, un gran lavoratore, una persona perbene, sempre gentile e cordiale sul lavoro come nella vita privata.

Le parole di Italo Mennella. «Vincenzo – racconta Italo Mennella, presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina e general manager dell’Hotel Miramare, dove Tomaselli ha lavorato per diversi anni – era veramente una gran persona e faccio ancora fatica a pensare che sia morto. E’ una notizia tremenda. Ci lascia un uomo casa e famiglia, sempre puntuale sul lavoro, con i valori e lo stile di un tempo, un uomo leale e affidabile che ha lavorato al “Miramare” per ben 12 anni e che ho apprezzato e stimato per le sue qualità umane ancor prima che per la professionalità. Era uno di “quelli” che non ce ne sono più».

Il dolore dell’avvocato Aurelio Alfano e del direttore Claudia Balistreri. «Stanotte Tommy, così lo chiamavamo tutti, ci ha lasciati – scrive l’amico Aurelio Alfano -. Ha lasciato la sua famiglia, la moglie, i figli, i nipoti e ha lasciato la sua famiglia del Grand Hotel Miramare, i suoi colleghi. Sono certo che è già al lavoro lassù, dietro un grande bancone fatto di nuvole, con la Sua giacca bianca che adesso non avrà più timore di macchiare con qualche schizzo di succo di arancia o con il grasso del motore del frigorifero; perché Tommy preparava ottimi cocktail ma era sempre pronto, con un pezzo di ferro filato ed una pinza, ad aggiustare il mondo. E ora sarà dietro quel banco bianchissimo di nuvole, intento ad intrattenere con le Sue storie di pesca grossa e di immersioni i suoi nuovi clienti: per San Pietro un Manhattan, per San Francesco un Mojito, per San Paolo uno Stormy Weather, per San Nicola uno Spider, per Sant’Aurelio un Pimm’s n. 1, per Santa Catarina un White Lady, per Santa Rita un Bloody Mary… e così via … perché da ieri sera il mio amico Tommy prepara dei magnifici cocktail per tutto il Paradiso ed io, tra le lacrime che non smettono di scorrere, non credo che riuscirò mai più a bere un Gibson uguale a quello che mi preparava Lui. Mi mancherai Tommy e mancherai a tutta la famiglia del Grand Hotel Miramare. Mi raccomando! Da lassù veglia anche su di noi perché abbiamo bisogno di sapere che c’è un Angelo pronto ad aiutarci, magari con una pinza ed un pezzo di ferro filato!».

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