Pinuccio Composto, capogruppo di ProgettiAmo Taormina
Pinuccio Composto, capogruppo di ProgettiAmo Taormina

Introdurre una tassazione speciale nei periodi di massimo afflusso turistico a Taormina per “contenere” e gestire il numero di arrivi in città con un eventuale determinazione di un limite massimo di presenze. La proposta del Presidente della Prima Commissione consiliare, Salvo Brocato, anima il dibattito politico e dopo il “no” del presidente dell’Associazione Albergatori, Italo Mennella, si registra adesso quello del gruppo “ProgettiAmo Taormina”.

Confusione. «Incredibile! Il presidente della “Prima commissione consiliare, Salvo Brocato – si legge in una nota dei consiglieri Pinuccio Composto, Alessandra Caltabiano, Nunzio Corvaia e Liliana Tona – vorrebbe far approntare un progetto per tassare maggiormente i turisti e di fatto limitarne il numero nei periodi di maggior afflusso». E per motivare questa pensata, accennata in consiglio comunale l’altro giorno, mette insieme capre e cavoli. L’erosione delle risorse rinnovabili, le fognature stracolme di Taormina e dintorni e l’afflusso di turisti nella nostra cittadina. Un Comune, se a Brocato fosse sfuggito nonostante faccia l’albergatore, che vive (e sempre più a fatica) di turismo, per altro già tartassato da una tassa (quella di soggiorno, aumentata solo a inizio anno per essere portata ai massimi) che a tutto serve meno che a promuovere le attività ad esso legate. Perché questa Amministrazione ormai attinge a piene mani nella tassa di soggiorno per riempire buchetti, buchi e grandi falle, senza ritegno alcuno. Brocato questa volta ha proprio sbroccato!».

Citazioni a sproposito. «Tanto che il consigliere – continua la nota di “ProgettiAmo Taormina” – cita a sproposito Venezia che vuole, ed è vero, introdurre una sorta di pass. Ma nel tentativo di limitare i circa 20 milioni annui di turisti “mordi e fuggi”. Venti milioni che significano quasi 60 mila persone al giorno. E la ragione non è la saturazione della rete fognaria e la vetustà di quella idrica (ricordate cosa è accaduto solo due settimane fa a Taormina?!). La ragione sono i 60 mila turisti “mordi e fuggi” a spasso quotidianamente per calli e ponti. E non l’incapacità del Comune di adattare, modernizzare gli impianti di smaltimento e depurazione e quelli per l’approvvigionamento idrico».

Ancora tasse. «Si vogliono adeguare gli impianti? Bene! – conclude il documento -. Non lo si faccia mettendo ancora una volta le mani nelle tasche dei turisti. Si inizi, tanto per fare un esempio, a combattere l’evasione per la fornitura dell’acqua. Un conto è “razionalizzare” l’afflusso di ospiti in alcuni periodi e giorni dell’anno. Un altro paio di maniche è tassare e tartassare i turisti. Fosse solo perché tassandoli appunto, non è che una volta entrati in città gli ospiti (del circondario, isolani o stranieri che siano) faranno a meno di fare i propri bisogni corporali. Così, tanto per evitare che Taormina e dintorni debbano svecchiare i propri impianti».

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