Franco Ortolani
Il prof Franco Ortolani a Taormina

Come al solito l’incombere della fase conclusiva dell’estate può portare al verificarsi di condizioni climatiche incerte e di riflesso al passaggio dagli incendi e dalle temperatura calde a piogge e nubifragi. Sulla vicenda si sofferma il prof. Franco Ortolani, esperto del sindaco di Taormina per le problematiche geoambientali ed alluvionali.

Meteo imprevedibile. «Le settimane conclusive di ogni estate – spiega il prof. Ortolani – sono spesso caratterizzate da eventi eccezionali nelle aree attraversate dai cumulonembi che sono veri e propri meteo-serial-killer in grado di inondare la superficie del suolo con decine e centinaia di millimetri di acqua in qualche ora. Ricordiamo che l’autunno del 2011 è stato caratterizzato dagli eventi catastrofici (oltre 10 vittime) delle Cinque Terre-Garfagnana, di Genova, San Gregorio Magno nel salernitano, messinese tirrenico a Saponara e Barcellona Pozzo di Gotto. Sono eventi ripetitivi e certamente non possono costituire delle sorprese! Le aree devastate dal fuoco incombenti su aree abitate ed antropizzate possono alimentare flussi detritici distruttivi incanalati quando i versanti vengono investiti da piogge intense connesse al transito di un cumulonembo che può rilasciare quantitativi di acqua variabili da qualche decina di mm a circa 150 mm in una-due ore. I versanti percorsi dal fuoco qualora vengano interessati da nubifragi inevitabilmente alimentano diffuso ruscellamento e conseguenti colate detritiche e piene che possono devastare i fondo valle dove si trovano infrastrutture e manufatti vari».

Come intervenire. Che fare quando un incendio devasta i versanti? «Senza perdere tempo, dopo gli incendi, i sindaci dovrebbero fare delimitare su carte topografiche di dettaglio le aree percorse dal fuoco al fine di individuare i bacini imbriferi interessati e conseguentemente le aree urbanizzate, a valle, che potrebbero essere interessate rovinosamente da eventuali colate detritiche. Di seguito dovrebbero predisporre un piano di protezione civile per le aree potenzialmente interessate dai flussi detritici da attivare, in sinergia con la Protezione Civile Regionale, in relazione all’andamento delle piogge da monitorare con uno strumento dedicato, in modo da attuare le idonee misure di difesa della popolazione».

Tecniche innovative. «Le nostre ricerche innovative – continua Ortolani – hanno evidenziato che le precipitazioni molto intense che hanno innescato le colate detritiche degli ultimi anni (Messina sud nell’ottobre 2009 e messinese tirrenico successivamente) hanno un andamento tipico che può consentire di allertare l’area urbanizzata con almeno alcune decine di minuti di anticipo sull’eventuale arrivo di flussi fangoso-detritici; poche decine di minuti però sufficienti a liberare le strade, preventivamente individuate, dalle persone che vi stiano transitando attuando un piano localmente già messo a punto e verificato con esercitazioni pratiche. Dopo il disastro del messinese dell’ottobre 2009 evidenziammo che con l’attuale sistema di monitoraggio delle precipitazioni non si è in grado di capire in tempo reale se un cumulonembo stia investendo con un nubifragio una parte della superficie del suolo. L’intensità della pioggia tipo nubifragio è nettamente superiore a quella delle piogge “normali”; pluviometri e moderni sensori meteo ubicati sul territorio con una maglia stretta e collegati in rete sono in grado di individuare e delimitare in tempo reale l’area investita dai nubifragi. In base alle caratteristiche morfologiche e geologiche devono essere costruiti preventivamente scenari di “effetti al suolo” nelle aree dove si possono innescare colate detritiche con il coinvolgimento di alberi d’alto fusto e blocchi lapidei (es. dove i versanti sono inclinati più di 30°) e dove invece vi sarà scorrimento di acqua superficiale e trasporto di sedimenti fini (versanti prevalentemente argillosi inclinati meno di 20° circa). Un ruolo fondamentale per garantire una adeguata difesa dei cittadini è riservato al sistema di allarme idrogeologico immediato che deve rappresentare una novità assoluta nei sistemi di protezione civile in aree che possono essere interessate da eventi piovosi eccezionali rilasciati dai cumulo nembi. Dopo pochi minuti che i pluviometri hanno registrato che il bacino è interessato da piogge molto intense (rilasciate inequivocabilmente dai cumulo nembi) deve scattare l’allarme lungo l’alveo strada e le vie laterali che possono essere invase dai flussi idrici, fangosi e detritici che possono sopraggiungere dopo un periodo variabile da circa 15 a circa 30 minuti qualora nei bacini vi siano parti di versanti che sono state devastate dagli incendi oppure dopo diverse decine di minuti come accaduto a Vernazza (circa 5 ore)».

Taormina dissesto idrogeologico

L’incendio vicino l’ospedale S. Vincenzo. «Dopo gli incendi – aggiunge Ortolani – occorre un pronto intervento lungo i versanti devastati dal fuoco per rimuovere tronchi e massi instabili e realizzare a valle opere di difesa passiva a protezione di infrastrutture ed edifici di importanza strategica e semplici abitazioni. Recentemente si è verificato, nella parte sud di Taormina attorno alla zona dell’ospedale, un incendio che ha devastato la vegetazione che ricopriva i ripidi versanti. Questi versanti incombono sulla strada costiera che collega Taormina con Giardini Naxos, sulla rete ferroviaria e sull’ospedale. E’ evidente che dovrebbe essere riservata una particolare attenzione a quest’area al fine di evitare gli effetti di eventuali flussi detritici. Si ricorda che Taormina si trova nella fascia di territorio ionico interessata periodicamente dagli effetti piovosi Alcantara – Agrò e Catania-Messina in occasione di potenti sciroccate come si è verificato varie volte negli ultimi anni. I nubifragi investono periodicamente i versanti di Taormina e determinano vari dissesti come accaduto nell’autunno scorso nella Villa Comunale e nel vallone in cui è stata realizzata la stazione della funivia. Si sottolinea, inoltre, l’importanza di prevenire problemi effettuando una accurata indagine per individuare gli interventi idonei a garantire la sicurezza dei manufatti e delle persone nell’area a valle dei versanti recentemente devastati dal fuoco nella parte sud di Taormina individuata nella figura con il colore giallo trasparente».

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