Carmelo Valentino, consigliere comunale (Pd)
Carmelo Valentino, consigliere comunale (Pd)

«Il Comandante Pappalardo si è dichiarato lui stesso incompatibile sull’incarico in Asm ma su una volontà del Consiglio di riconfermarlo ad esempio per i prossimi 6 mesi come si comporterà?». L’interrogativo viene posto dal consigliere del Partito Democratico, Carmelo Valentino sulla vicenda del “conflitto di interessi” del liquidatore, discussa nelle scorse ore in sede consiliare a Palazzo dei Giurati.

«Si è soltanto perso ulteriore tempo». «Mi sarei aspettato – ha dichiarato Valentino – che su Asm ci fosse in discussione qualche documento inerente la vicenda dell’incompatibilità, o sulle revoca del dott. Pappalardo o sulla sua conferma, o sulla nomina di un altro liquidatore. Invece siamo venuti in Consiglio comunale a discutere senza dover decidere nulla, in sostanza si è soltanto perso ulteriore tempo. Su Asm rimando al mittente l’espressione “porto delle nebbie” che qualcuno continua ad utilizzare su Asm, visto che negli anni passati ne sono stato presidente anch’io e ritengo di aver operato con la massima correttezza. Il Comandante Pappalardo, al quale riconosco la trasparenza, ci ha relazionato con una serie di numeri e ha fatto passare un messaggio che però non mi convince, perché quando si dice nel 2010, nel 2011, nel 2012 e nel 2013 etc c’era questa cosa o quest’altra bisogna andare oltre il numero stesso e analizzare le condizioni complessive».

La liquidità di cassa di Asm.  «C’è la liquidità di cassa ma non si spiega il come mai ci sia, e bisogna anche vedere i contributi appostati negli anni e che, ad esempio, spettavano ad Asm negli anni precedenti. I “freddi” numeri vanno approfonditi e contestualizzati in un quadro più ampio. Vengono citati in aula soltanto i contenziosi Longo e Galletti, ma questi professionisti evidentemente avevano tutto il diritto di essere pagati per le prestazioni date all’azienda». «Oggi – ha concluso Valentino – i nodi vengono al pettine e la maggioranza non sa come uscire da questa situazione e non vuole nemmeno votare i bilanci o certificarli. E’ stato vietato al Cda del 2010 di certificare i bilanci, quindi oggi invece si sta parlando del nulla».

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