Ospedale di Taormina: rischio di nuovi tagli ai posti letto
Ospedale di Taormina: rischio di nuovi tagli ai posti letto

Mentre il Centro di Cardiochirurgia pediatrica sembra avviarsi al trasferimento a Palermo, previsto dal 13 giugno 2017, si riaffaccia sull’ospedale San Vincenzo ancora una volta l’ombra (o per meglio dire “la minaccia”) di nuovi tagli. Si parla, infatti, di un’ulteriore tentativo di riduzione in vista dei posti letto che potrebbe essere proposta da Palermo a
danno del presidio di contrada Sirina. Una prospettiva che richiederebbe inevitabilmente l’avvio di un’ennesima battaglia da parte del comprensorio di Taormina ma che pare, già in partenza, destinata a scontrarsi con l’appuntamento mondiale del G7, che richiederà anzi il potenziamento complessivo della struttura ospedaliera.

Corsi e ricorsi storici. Di certo c’è che la storia è un copione che si ripete, in diverse circostanze e da parecchi anni a questa parte, Taormina e i Comuni limitrofi hanno dovuto respingere i tentativi di tagli nei confronti dell’ospedale San Vincenzo, che rappresenta il punto di riferimento della sanità per l’intera fascia jonico-alcantarina e che investe anche una
cospicua parte di utenza proveniente dall’etneo. Già si è passati, come si ricorderà, da 220 posti letto disponibili a 186. Stando alla recente riorganizzazione dei posti, è questa la nuova geografia dei reparti: Cardiochirurgia pediatrica (8 posti), Cardiologia pediatrica (12), cardiologia (16 con annessa emodinamica), chirurgia generale ed oncologica (24, entrambe, però, sotto stretta osservazione per le rispettive attività, per un periodo di almeno un
anno, prima i posti disponibili erano 34), Ematologia (10), Medicina generale (20, prima 26), nefrologia (7), ortopedia (14, prima erano 16), ostetricia (10, prima erano 14), psichiatria (10, prima erano 17), urologia (8 prima erano 6), ginecologia oncologica (6), terapia intensiva (8), astanteria (zero prima erano 2), oncologia (14 prima erano 20), neonatologia (3 prima erano 4), otorinolaringoiatria (10 prima erano 8), pediatria (6, prima erano 8).
Adesso, addirittura, a Palermo c’è chi vorrebbe un dimagrimento sino a 150 posti: una eventualità impensabile e inaccettabile solo ad immaginarla, anche perché stiamo parlando di un presidio che abbraccia il primo polo turistico siciliano e dove i numeri sono quelli di una struttura che si caratterizza per un’alta produttività dei reparti e l’altrettanto indiscutibile presenza di professionalità mediche di riconosciuto livello.

Speranza G7. In ogni caso si tratta di una situazione da attenzionare e sulla quale la politica dovrà “vigilare”, per evitare che si debba andare incontro ad uno scontro simile a quello che ha riguardato la Cardiochirurgia pediatrica, dove prima la Regione aveva dato rassicurazione sulla struttura taorminese e poi ha formalmente previsto il trasferimento a Palermo. A stoppare, tuttavia, l’eventualità di nuovi tagli a danno dell’ospedale di Taormina ed anzi a ribaltare forse la situazione in senso totalmente opposto potrà però essere, come detto, l’imminente appuntamento con il G7 che attende Taormina il 26 e 27 maggio. Almeno sino a quella data nulla è destinato a ridimensionarsi e non è neppure lontanamente pensabile che possano esserci dei tagli in un presidio che è quello della città che ospiterà le sette potenze mondiali. Il G7 sembra il “fattore X” in grado di cancellare e spazzare via sul nascere la “spada di Damocle palermitana” dei tagli almeno sino al prossimo anno. Una riflessione, infine, va fatta: da tempo ormai non ci si preoccupa se la distribuzione regionale dei posti letto sia davvero ben articolata, laddove invece si costringe poi Taormina a smistare dei pazienti sino a Barcellona o a Trapani.

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