La Vedova Allegra

È tra le operette più famose al mondo e dopo un’assenza di dieci anni torna a Taormina: sul palco del Teatro Antico va in scena “La vedova allegra” di Franz Lehar. L’appuntamento è per martedì 16 agosto alle ore 21.30 e tanta è l’attesa per assistere al capolavoro del compositore austriaco. Una coproduzione targata Taoarte e compagnia teatro Al Massimo di Palermo, sotto la regia di Umberto Scida e la supervisione artistica di Aldo Morganti. Scida interpreterà inoltre il ruolo di Njegus, il buffo e insolente personaggio che aiuta il Barone Zeta a riunire Hanna Glavary e il conte Danilo Danilowitch. Il soprano Susie Georgiadis sarà la vedova allegra, nel cast figurano inoltre Spero Bongiolatti, Isadora Agrifoglio e Francesco Tuppo. Le coreografie sono di Stefania Cotroneo con il corpo di ballo del Teatro Al Massimo. Le scenografie di Marco Giacomazzi e Antonio Piazza e i costumi della Sartoria Arrigo Costumi Milano.

Anfiteatro Sicilia. L’operetta è stata presentata al pubblico il 10 agosto scorso a Palermo all’Assessorato Regionale al Turismo. “La vedova allegra” è inserita infatti nel cartellone regionale “Anfiteatro Sicilia” che poco meno di un mese fa, il 18 luglio per l’esattezza, ha dato il via al tour culturale nell’Isola, partendo proprio dal Teatro Antico con La Traviata e proseguendo in altri grandi palcoscenici naturali siciliani come i Teatri di Segesta e Morgantina. Grande entusiasmo a Palermo per questa produzione che sancisce il ritorno importante di un genere molto amato dal pubblico. L’auspicio è non a caso quello di dare all’operetta un posto fisso nelle programmazioni future.

La trama. All’ambasciata del Pontevedro a Parigi c’è gran fermento. Sta arrivando la Signora Hanna Glawary, giovane vedova del ricchissimo banchiere di corte. L’ambasciatore, il Barone Zeta, ha ricevuto l’incarico di trovare un marito pontevedrino alla vedova per conservare i milioni di dote della signora in patria. Infatti se la signora Glawary passasse a seconde nozze con un francese, il suo capitale lascerebbe la Banca Nazionale Pontevedrina e per il Pontevedro sarebbe la rovina. Njegus, cancelliere dell’ambasciata, è un po’ troppo pasticcione, ma c’è il conte Danilo che potrebbe andare benissimo. Njegus e Zeta tentano di convincerlo, ma lui non ne vuole sapere. Tra Danilo e Hanna c’era stata una storia d’amore finita male a causa della famiglia di Danilo. Da parte sua la vedova, pur amando Danilo, non lo vuole dimostrare e fa di tutto per farlo ingelosire. Frattanto si snoda un’altra storia d’amore che vede protagonisti Valencienne, giovane moglie di Zeta, e Camillo de Rossillon, un diplomatico francese che la corteggia con assiduità. I due si danno convegno in un chiosco. Li sta per sorprendere il barone Zeta quando Njegus riesce a fare uscire per tempo Valencienne sostituendola con Hanna. La vedova sorpresa con Camillo! Tutti sono sconvolti, Danilo furioso abbandona la festa. Tutto ormai sembra compromesso, ma Njegus, vero Deus ex-machina, riesce a sciogliere gli equivoci e a far confessare ad Hanna e Danilo il loro reciproco amore. La patria è salva. D’ora in poi la signora Glawary non sarà più “La vedova allegra”, ma la felice consorte del conte Danilo Danilowitch.

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