Giardini Naxos, Consorzio Rete Fognante
Giardini Naxos, Consorzio Rete Fognante

Il Comune di Giardini si muove nel tentativo di salvare dal rischio ambientale di inondazione, in caso di forti piogge, il complesso della depurazione di contrada Pietrenere. «Sarà realizzata una convenzione con il Comune di Giardini – annuncia il presidente del Consorzio Rete Fognante, Andrea Raneri, per cercare di mettere in sicurezza il complesso consortile al cospetto delle acque dell’Alcantara. Si tratta di concordare un intervento che deve essere attuato in un’area non di nostra esclusiva pertinenza». I lavori potrebbero determinare una svolta.

Soluzioni tampone. Di recente è stato realizzato un argine, una soluzione tampone visto che il fiume Alcantara sta premendo su una parte del Consorzio che rischia di essere spazzata via dall’eventuale azione del fiume. Più volte si è discusso su come risolvere in maniera drastica il problema e il Consorzio con le sue risorse è riuscito a realizzare un argine che, però, non può rappresentare la soluzione definitiva. Serve un investimento da un milione e 500 mila euro e occorre che i quattro Comuni (Taormina, Giardini, Castelmola e Letojanni) facciano la propria parte a sostegno dell’ente consortile, più volte trovatosi in condizioni di sofferenza per altro a causa dell’assenza di versamenti delle quote comunali. Giardini si sta adoperando e, come detto, un accordo verrà in tempi brevi sottoscritto grazie anche all’azione del sindaco di Giardini Naxos, Nello Turco, che intende aiutare il complesso della depurazione comprensoriale.

Messa in sicurezza. Si punta, in buon sostanza, a programmare dei lavori per salvare, da possibili inondazioni e crolli, in prima istanza, il complesso di di gestione degli scarti della depurazione. Un problema questo che concerne non solo una piccola parte della struttura, ma anche tutto il resto dell’impianto che, in caso di innalzamento della quota di scorrimento del vicino fiume Alcantara, subirebbe la presenza invasiva dell’acqua proveniente dal fiume. Quanto è stato realizzato il primo argine vennero effettuate tante rilevazioni sul comportamento del fiume. La piena più significativa risale al lontano 1951. Quell’anno si verificò un’ onda di piena quantificata in mille 910 metri cubi al secondo misurati alla stazione idrometrica di Alcantara, che adesso non è in funzione. Ma il problema adesso da affrontare non sta solo nel pericolo di alluvioni ma, soprattutto, nel fatto che il fiume sta realizzando un percorso che punta dritto alla struttura di depurazione. Sarebbe necessario, secondo gli esperti del territorio, ridisegnare il percorso del fiume Alcantara la cui ansa principale preme su tutta l’area del consorzio.

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