Gaggi piazza Cavallaro, faretto non foderato che ha provocato l'incidente
Gaggi piazza Cavallaro, faretto non foderato che ha provocato l'incidente

Nelle ore in cui Salvatore lotta disperatamente per la vita all’ospedale “San Vincenzo”, sono in corso le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Taormina per far luce sul drammatico incidente che la sera del 2 agosto ha visto il 16enne di Gaggi rimanere folgorato da una scossa nella piazza centrale del paese, a Cavallaro.

Ipotesi e responsabilità. I militari dell’Arma hanno effettuato nella giornata di martedì scorso un sopralluogo, alla presenza dei funzionari del Comune di Gaggi e dei Vigili urbani. A quanto pare, lo sfortunato ragazzo, che in quella serata stava giocando al pallone, si è diretto verso la ringhiera sita sul lato del piazza per recuperare proprio il pallone ed è in quel preciso istante che, venendo a contatto con la ringhiera, è rimasto folgorato da una scossa elettrica. A generare la scossa, a quanto pare, sarebbe stato un faretto non foderato che si trova immediatamente dietro la ringhiera e nelle adiacenze della salita Tenente Turrisi. Le ipotesi, ovviamente, andranno adesso confermate o smentite dalla ricostruzione definitiva dei fatti. La dinamica dell’accaduto andrà compresa e accertata con tutta l’attenzione e la precisione che una drammatica vicende del genere richiede. Ci saranno delle eventuali responsabilità da appurare ma quel che, inevitabilmente, va premesso e sottolineato è che un ragazzo di 16 anni e con una vita intera ancora davanti, a Gaggi come in un qualsiasi altro posto, non può restare folgorato e non deve finire in coma farmacologico per una circostanza talmente evitabile. C’è una famiglia devastata dal dolore, che sta affrontando con grande dignità e straordinaria compostezza questo dramma e, che merita tutto il rispetto possibile, una famiglia alla quale comunque finisca la vicenda – e tutti speriamo che il ragazzo si riprenda e che un miracolo si possa compiere – dovranno essere date delle risposte sul perché Salvatore oggi si debba trovare in un letto d’ospedale tra la vita e la morte.

Chiarezza. L’indagine avviata dai Carabinieri accerterà a chi compete la manutenzione di quella zona e di quell’impianto di illuminazione ma certamente fa rabbia e lascia attoniti pensare che un 16enne si trovi in condizioni disperate in un letto d’ospedale per una ringhiera, per un faretto o qualunque altra cosa che andrebbe attenzionata e manutenzionata. La scossa che è stata presa da Salvatore poteva essere presa nelle ore precedenti o nei giorni prima da chiunque, da un altro ragazzino, da un adulto o da un anziano. E’ possibile che quel pericolo non sia stato percepito da nessuno e che nulla si sia fatto per impedire questa tragedia? Spetterà a chi di dovere stabilire una verità ma la speranza è che, qualunque sia l’epilogo del caso, si faccia davvero chiarezza per rispetto dei genitori di Salvatore e che, oltre quel ricorrente concetto di tragica fatalità, si vada fino in fondo. Ora, ovviamente, quel che più conta è che Salvatore ce la faccia a vincere la partita più difficile: accanto a lui c’è la sua famiglia, ci sono gli amici, c’è tutta Gaggi e un intero comprensorio che gli augurano di ribaltare il destino e di riprendersi la vita.

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