Taormina, palazzo dei congressi
Taormina, palazzo dei congressi

Si fa sempre più incerta la situazione del Palazzo dei Congressi. Il G7 potrebbe essere l’occasione per una svolta sulla questione dell’agibilità ma il serio rischio, col trascorrere del tempo, è che in assenza di chiarezza sugli interventi da eseguire e sulla definizione delle progettualità da attuare, si vada poi incontro ad una ennesima soluzione tampone. La vicenda è ormai, notoriamente, irrisolta da oltre 30 anni e in città si teme che per il G7 del prossimo anno si andrà incontro alla fine, stante l’attuale assenza di chiarezza, ad una deroga provvisoria sull’agibilità e che non venga in tale eventualità sfruttata l’opportunità di sistemare una volta per tutte i problemi dell’edificio di piazza Vittorio Emanuele II.

La storia della struttura. Il Palacongressi è stato realizzato tra il 1970 e il 1980 e strutturato secondo le esigenze dell’epoca, con l’impiego di attrezzature meccaniche ed elettriche che attualmente risultano obsolete e non a caso la struttura è da parecchi anni aperta solo per brevi periodi dell’anno. Dalla data di conclusione dei lavori, non si ha neppure certezza se esista una documentazione completa ed esaustiva inerenti atti di consegna dei lavori, atti di collaudo statico e collaudo tecnico amministrativo. Da quando fu realizzato il Palacongressi è stato interessato soltanto da uno svariato numero di piccole manutenzioni ordinarie, che sono servite per garantire l’indispensabile funzionamento “a singhiozzo” in occasione di eventi particolari. Gli interventi “tampone”, per adempiere al gran numero di “condizioni” richieste dalla Commissione Provinciale di Vigilanza (vincolanti), sono stati cospicui ma non hanno risolto in maniera concreta gli atavici problemi del palazzo. Secondo il Comune stesso – come si legge nella relazione di Coco – «Lo stato attuale è disastroso: sia nella funzionalità e sia nella condizione vetusta degli impianti elettrici (cabine di alta tensione, quadri comandi,etc.,) degli impianti idraulici, degli impianti antincendi, degli infissi (porte principali e periferiche), camerini da teatro (servizi fuori uso da infiltrazione acqua e da incuria). Il retropalco è anche interessato da infiltrazioni di acqua piovana (attenuati con i lavori dell’ultimo periodo)». Per ristrutturare l’edificio e metterlo a norma servono circa 4 milioni, soldi con una certa facilità ottenibili tramite i fondi per il G7, ma i progetti a che punto sono esattamente?

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