Antonio Crimi, ultimo presidente ex allievi
Antonio Crimi, ultimo presidente ex allievi

«Dopo il clamore iniziale è sceso il silenzio, ma io non riesco a dimenticare quei 104 anni di storia. È un qualcosa che non si può scordare, non così in fretta». Lo afferma Antonino Crimi, colui che è stato l’ultimo presidente della ormai ex associazione degli ex allievi salesiani di Taormina.

Ricordi indelebili. È storia ampiamente nota che a Taormina i Salesiani non ci siano più, l’Oratorio è stato chiuso e gli immobili sono finiti in vendita: però qualcosa vive, qualcosa non può morire ed è proprio lo spirito salesiano di quelli che quella storia gloriosa ed emozionante l’hanno vissuta ed interpretata sino ai giorni in cui la lunga ed apprezzata permanenza dei Padri Salesiani a Taormina si è conclusa. C’è chi ancora adesso va in via Don Bosco e si reca ad osservare i luoghi dell’infanzia, la casa indimenticata dei giochi d’infanzia, i posti dell’adolescenza dove sono cresciute intere generazioni per oltre un secolo, il campetto, il cineteatro, la sala giochi, le scuole e la villa inglese. «Io sono uno di quelli che ogni tanto va a vedere quei luoghi – spiega Crimi – e quel silenzio imperturbabile che si nota oggi, laddove un tempo c’erano tanti ragazzi, mi dà un senso di profonda amarezza e delusione. Dopo l’enfasi dei primi momenti, sembra quasi che l’avvenuta chiusura dei Salesiani sia passata agli archivi, metabolizzata come un fatto ampiamente superato e dimenticato, mentre io come altri crediamo sia una ferita ancora aperta nel cuore della città».

Tra rabbia e incertezza. «A breve si terrà un congresso Ex Allievi in Sicilia – continua Crimi – e ci sono stati inviati i bollettini per aderire all’iniziativa. È una beffa pensare che magari i giovani verranno a visitare l’ex oratorio di Taormina e lo vedranno come un luogo dove non c’è più l’entusiasmo e la vitalità di un tempo. Si poteva evitare questa situazione? A mio avviso si, ma oggi questa sensazione non ha più molta importanza. Non sappiamo neppure come sia finita la causa al Tar di Catania che riguardava il Comune e la delibera consiliare votata nel 2013 per vincolare la destinazione d’uso degli immobili. Non sappiamo se anche questa causa avrà esito negativo come quella in cui abbiamo perso al Tribunale di Messina noi ex allievi. Mi chiedo cosa rimarrà alle future generazioni». Infine un auspicio: «C’è da sperare che presto o tardi la Curia di Messina possa richiedere e quindi prendere in comodato uso le salette e il cineteatro e magari metterli a disposizione dell’Arcipretura di Taormina e della comunità taorminese».

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