Emergenza acqua Taormina

Il Comidi, Comitato Insieme per i Nostri Diritti ha avviato una petizione per chiedere ufficialmente chiarezza sul “caso acqua”. La comunicazione contenente le motivazioni e le finalità dell’iniziativa è stata inviata nelle scorse ore dal comitato cittadino al sindaco di Taormina, al Prefetto di Messina, alla Procura della Repubblica di Messina, alla Presidenza della Regione Siciliana, all’Assessorato regionale alla Salute, all’Arpa, al Ministero della Sanità, alla Presidenza del Consiglio comunale ed al Comando dei Vigili urbani di Taormina.

La nota ufficiale. «A seguito delle ripetute interruzioni nell’erogazione del servizio idrico nella frazione di Trappitello – scrive il presidente del Comidi, Giuseppe Sterrantino -, in particolare dalla data del 9 settembre 2015, non sono state denunciate ampie criticità in ordine alla funzionalità ed alla sicurezza sanitaria dei pozzi di attingimento siti a Trappitello, in contrada Santa Filumena (anche nel corso del 2011-12 si verificarono tali criticità. Al fine di sostenere le istanze civiche dirette ad ottenere chiarificazioni in merito allo stato dei fatti, è stato costituito a suo tempo il Comitato civico proponente, il quale otteneva l’accesso agli atti amministrativi e determinava gli enti preposti ad effettuare un sopralluogo presso i pozzi, svoltosi in data 6 aprile 2016, ove venivano evidenziati elementi di discordanza rispetto al dato normativo e veniva invitata l’Amministrazione comunale a provvedere celermente alla messa a norma dell’area».

Interventi mai effettuati. «Dal settembre 2015 ad oggi sono stati implementati gli strumenti di attingimento né poste opere efficaci per garantire la funzionalità dei pozzi, tanto che il fenomeno dell’acqua torbida si è più volte ripetuto assieme a quello dell’iperclorazione, mentre le prospettate soluzioni (costruzioni di pozzi alternativi, allacci ed altri acquedotti, implementazione dei pozzi di captazione esistenti) non sono state poste in essere e, per di più, a seguito della pubblicazione delle analisi ottenute, una volta constata la ripetuta presenza nell’acqua di batteri del tutto incompatibili con l’uso alimentare, si sono ripetute varie criticità di carattere sanitario determinanti la non potabilità dell’acqua erogata. Nulla di concreto risulta essere stato fatto per risalire alla causa della contaminazione, mentre il sindaco del Comune di Taormina è stato costretto più volte, per le criticità esposte, ed in ultimo con le ordinanze 69 e 70 del 2016, a dichiarare non solo la non potabilità dell’acqua attinta dal pozzo di Santa Filumena ma la non potabilità dell’acqua su tutto il territorio comunale. Tali fatti, lesivi dei diritti dei cittadini, sono stati esposti e denunciati alle competenti autorità giudiziarie e prefettizie».

Mancanza di comunicazione. «Considerata – si legge ancora – l’assoluta mancanza di informazione e trasparenza sul diritto alla salute, considerata la mancata comprensione, da parte di tutti i soggetti interessati, della portata dell’emergenza che la comunità taorminese vive in concomitanza dei primi eventi temporaleschi che comporteranno la chiusura per giorni dei rubinetti nelle nostre cose. Premesso quanto detto, evidenziando che la clorazione viene effettuata in maniera massiccia ed in taluni casi approssimativa senza il rispetto dei più banali canoni inerenti la salute pubblica, che la sconsideratezza con la quale si sta seguendo il problema acqua è un attentato alla salute pubblica, che tutto quanto in premessa è stato impunemente perpetrato fino ad oggi (si vedano esami Asp anni 2010-15), tutta la cittadinanza firmataria di codesta petizione ed il comitato proponente».

Le richieste del comitato. Il Comidi «chiede che l’Amministrazione comunale presieduta dal sindaco, dott. Eligio Giardina, voglia procedere come da suoi poteri di massima autorità sanitaria, sia predisponendo le doverose opere di messa a norma ed implementazione del pozzo di Santa Filumena, altresì ponendo in essere fattivamente anche soluzioni alternative o di sicurezza, sia dando mandato alla Polizia municipale o a tecnici abilitati di indagare sulle cause di contaminazione dell’acqua e della iperclorazione. Urge progettare e realizzare nuovi pozzi di acqua pulita-potabile, visto anche lo stato economico del nostro Comune, il quale non potrà sopportare il costo dell’acqua riaddebitato da altri soggetti erogatori in quanto ad ogni pioggia sarà necessario attivare il by-pass. Tale soluzione può essere di emergenza ma non può rappresentare l’unica fino ad ora preventivata. Il Comune di Taormina – conclude la petizione – stante la acclarata e ripetuta non potabilità dell’acqua, come per legge e sentenza della Giurisprudenza maggioritaria e consolidata, rifonda ai cittadini le somme corrispondenti alla quota parte dei canoni fissi e di consumo (il 50% per entrambe le fattispecie) a far data dalla prima interruzione del servizio avvenuta nel 2012, oltre al rimborso forfettario di euro 1500 ad utenza per gli oneri ulteriori sostenuti per l’acquisto di acqua in sostituzione di quella non potabile per uso alimentare erogata dal servizio idrico integrato».

Stato di emergenza. «Chiediamo che venga dichiarato lo stato di emergenza e che vengano stanziate delle somme dal bilancio comunale, destinate all’analisi delle cause di tale problematica ed allo studio-programmazione di soluzioni alternative, per superare questo stato di emergenza continua, e che il Prefetto ponga massima attenzione sull’argomento ed avvisano tutti gli enti in indirizzo che un perpetrato inadempimento ci costringerà a proteste clamorose e ad oltranza fondate sul diritto all’acqua potabile ed il rispetto della salute pubblica».

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