Uno sguardo. La mano destra dell’uomo cinge la donna in un abbraccio. Tacchi e rossetto rosso per lei, abito scuro per lui: ed inizia il gioco della seduzione. Passi e movenze a ritmo di una sensuale musica fanno il resto. Lo spot realizzato dall’Accademia delle Belle Arti di Catania, durante la prima edizione del Taormina Tango Fesival, mostrano la magia e le suggestioni di questo ballo. Elegante, malinconico, appassionato, il tango non è solo danza. In quei movimenti c’è molto di più. Non è perfezione, il tango è sentimento, anima, improvvisazione. Del resto «non c’è possibilità di errore nel tango, Dana, non è come la vita: è più semplice» diceva Frank, interpretato da Al Pacino, nel film “Profumo di donna” del 1992 di Martin Brest. «Per questo il tango è così bello: commetti uno sbaglio, ma non è mai irreparabile, seguiti a ballare. Perché non ti butti? Vuoi provare?».

Lo spot. Un tramonto sulla città del Centauro, sensuali figure disegnate sul pavimento di Casa Cuseni, la maestosità dell’Etna, un casquet in piazza IX Aprile, l’immensità dello Jonio, e ancora tangueri avvolti dalla notte in sinuosi movimenti, le luci della baia di Villagonia, le grandi coreografie sul palco del Teatro Antico, un abbraccio alle prime bagliori dell’alba. Nello spot realizzato dall’Accademia delle Belle Arti di Catania i ballerini di tango trascinano, in una coreografia intensa e appassionata, lo spettatore in giro per posti più belli di Taormina: Casa Cuseni, Teatro Antico, piazza IX Aprile. Un tango, che in un crescendo di ritmo e phatos, compie un ricco percorso di emozioni sensoriali alla scoperta delle bellezze, dei luoghi, dei paesaggi più suggestivi della città.

Da Buenos Aires la febbre tanguera ha contagiato il mondo, anche Taormina. La tradizione vuole che tutto abbia avuto inizio con le grandi immigrazioni dei primi del ‘900 verso le Americhe. L’incontro di popoli con tradizioni e usanze diverse ha generato nella capitale argentina quella cultura di cui il tango è massima espressione. E’ un ballo popolare, metafora del più antico rituale al mondo quello della seduzione. La formula è semplice. Un uomo più una donna. Lui guida, lei lo segue. Tutto è accennato e discreto. Uno sguardo, un abbraccio, dei passi. Un linguaggio del corpo che diventa movimento. Lo scorso giugno la magia del tango ha incontrato la magia di Taormina. Le sue sinuose figure hanno incrociato le bellezze paesaggistiche e il ricco patrimonio culturale e artistico della città: la Perla dello Jonio si è trasformata in una milonga a cielo aperto.

Taormina Tango Festival. Il primo festival internazionale di tango argentino, organizzato dall’Accademia del Sacro in collaborazione con Frida Management, TangoLab Catania, Carina Morrudo Tang, ha portato a Taormina musicisti e maestri di tango di fama internazionale, siciliani e argentini, a dimostrazione della promiscuità e dello scambio, nelle origini del tango, tra la cultura argentina e quella dei nostri connazionali emigrati nell’America del Sud. Claudio Forte e Babara Carpino; Carina Morrudo e Maximiliano Avila, ballerini e coreografi argentini di tango e folklore; Gustavo Guarnieri e Gabriela Perea, sudamericani di nascita e messinesi d’adozione; Alejandro Beron e Johana Copes, figlia di Juan Carlos Copes “ballerino del secolo” (al quale il grande regista e produttore Wim Wenders ha di recente dedicato un film), sono stati i protagonisti delle quattro giornate dedicate al tango. Performance uniche incastonate in una cornice magica.

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