Domus San Pancrazio, riportato alla luce un antico quartiere abitativo

Prosegue la campagna scavi dell'Università di Messina: a lavoro 40 studenti. Pezzi di storia riemergono giorno dopo giorno

Proseguono le indagini archeologiche alla Domus san Pancrazio di Taormina
Proseguono le indagini archeologiche alla Domus san Pancrazio di Taormina

Procedono a pieno ritmo le “indagini” archeologiche nell’area della antica Domus di Villa San Pancrazio. La villa, come si ricorderà, è stata acquistata nei mesi scorsi all’asta dalla “Luxury Collection Srl”, che già da tempo opera nel settore turistico ricettivo a Taormina detenendo la proprietà di un noto albergo sito in zona. Le operazioni in corso in questa fase, sotto l’occhio attento dell’Università di Messina, stanno avendo importanti risvolti. Sul posto si sono recati ieri mattina per un sopralluogo i consiglieri comunali Alessandra Caltabiano (“ProgettiAmo Taormina”), Pieno Benigni (Pd) e Nino Moschella che hanno visitato l’intero complesso comprendente sia la Domus sia l’ex albergo abbandonato da oltre 30 anni e che, quanto prima, verrà ristrutturato dalla nuova proprietà.

Sinergie concrete. Sul posto si sono recati anche i funzionari dell’Ufficio Tecnico, ing. Massimo Puglisi e arch. Lucia Calandruccio. «Le attività di scavo stanno procedendo davvero molto bene – ha spiegato il responsabile scientifico dei lavori in atto alla Domus, il professor Lorenzo Campagna, del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (Dicam) dell’Università di Messina -. L’Università aveva già lavorato in questi terreni e adesso si è verificata un ulteriore e positiva congiuntura e condivisione di intenti, finalizzata a nuove attività di ricerca nell’area in oggetto. Il supporto logistico della proprietà della villa – continua il responsabile della cattedra di Archeologia romana all’Unime – è stato prezioso. Hanno messo a disposizione i mezzi e ci hanno messo nelle migliori condizioni per operare, poiché in questo momento c’è da un lato il lavoro che viene eseguito a mani nude e dall’altro c’è da portare via il materiale che copriva i resti antichi. Abbiamo posto in essere un cantiere scuola con studenti dell’Università, circa 40 che si stanno alternando facendo qui tirocinio e stage ed imparando dal punto di vista pratico il mestiere dell’archeologo».

Il responsabile scientifico dei lavori in atto alla Domus, il professor Lorenzo Campagna, del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (Dicam) dell'Università di Messina
Il responsabile scientifico dei lavori in atto alla Domus, il professor Lorenzo Campagna, del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (Dicam) dell’Università di Messina

Trovato un quartiere. «La Domus era stata parzialmente scavata negli anni 80-90 dalla Soprintendenza, ora sono riprese le indagini ed è stato allargato il perimetro degli scavi. Sta così emergendo una realtà più ampia e di grande fascino storico. Prima si parlava di Domus, adesso stiamo riportando alla luce un quartiere abitativo di tarda età ellenistica e che proseguì poi in tutta l’età imperiale. Tra la Domus già a suo tempo rinvenuta e i nuovi ambienti c’è un’antica strada». Agli scavi in corso stanno lavorando, tra gli altri, Alessio Toscano Raffa, (Ricercatore del Cnr Ibam e docente dell’Unime), Marta Venuti, Marco Miano, Maria Cristina Papale, Dario Giuffrida, archeologi che collaborano con l’Università di Messina. La prospettiva che si delinea all’interno di Villa San Pancrazio è, insomma, duplice con la Domus (sulla quale esiste un vincolo storico-artistico del 1979) che potrebbe presto diventare una straordinaria attrattiva per la città come spazio museale e poi, accanto, l’albergo che la “Luxury Collection Srl” intende ristrutturare.

I consiglieri comunali Caltabiano e Benigni ascoltano il coordinatore delle attività sul campo dott. Alessio Toscano Raffa
I consiglieri comunali Caltabiano e Benigni ascoltano il coordinatore delle attività sul campo dott. Alessio Toscano Raffa

Laboratorio scientifico. «La proprietà – spiegano i consiglieri comunali che hanno effettuato il sopralluogo – ci ha aperto le porte per constatare di persona i lavori che si stanno svolgendo con la Domus iniziale e con i nuovi reperti, alla scoperta di tutto ciò che stanno riportando alla luce gli studenti dell’Università di Messina e quindi la squadra di lavoro diretta dal prof. Campagna. Abbiamo appurato l’esistenza di un vero e proprio laboratorio scientifico che sta dando modo a diversi ragazzi di poter lavorare in quello che è il loro ambito e che può diventare motivo di orgoglio per i loro curricula personale. Questa struttura è, senza alcun dubbio, da recuperare al patrimonio culturale e turistico, nel cui contesto può rappresentante un elemento di assoluta valenza. Sono emersi aspetti significativi e, pertanto, sollecitiamo l’Amministrazione ad accelerare i tempi per definire la convenzione sulla Domus ed altre cose come la riapertura della Badia Vecchia, che a sua volta potrebbe diventare sede naturale per i reperti che emergono in questi giorni dalla Domus. Servono spazi idonei e funzionali che possano ospitare questo patrimonio di valore inestimabile.
Osservando le attività dell’Università di Messina, abbiamo constatato che ha messo a disposizione dei consiglieri tutte le informazioni possibili e immaginabili affinché si possa far diventare questi scavi un patrimonio della città. In fase di programmazione per il G7, evento di carattere mondiale, sollecitiamo l’Amministrazione e le forze politiche locali a mettere in atto un tavolo tecnico a supporto degli interventi strutturali e necessari da porre in essere per Taormina. Noi diciamo “no” a eventuali scelte unilaterali».

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