Il deputato regionale Beppe Picciolo in un recente incontro al comune di Taormina
Il deputato regionale Beppe Picciolo in un recente incontro al comune di Taormina

«Un polo pediatrico d’eccellenza che unisca a Sicilia orientale e la Calabria può costituire la prima pietra del ponte sullo Stretto». Il deputato regionale Beppe Picciolo auspica il mantenimento della cardiochirurgia pediatrica di Taormina all’interno di un polo pediatrico da realizzare nell’area metropolitana dello Stretto. «Nel corso della convention del Pdr-Sicilia Futura a Giardini Naxos – afferma Picciolo – il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti, ha ufficializzato la volontà del governo Renzi di attuare il vecchio progetto del ponte sullo Stretto di Messina. E la creazione – continua il capogruppo all’Ars di Sicilia Futura – di un centro che metta insieme strutture e risorse può rappresentare il primo passo per l’unione della sponda siciliana con quella calabrese».

Accordo interregionale. «Abbiamo un anno di tempo per creare un bacino di utenza, sommando i dati della Sicilia con quelli della Calabria – chiarisce il deputato – per riuscire a mantenere entrambi i reparti di cardiochirurgia pediatrica: quello di Taormina e quello di Palermo». L’obiettivo è, dunque, quello di superare il vincolo dei poli di eccellenza per numero di abitanti, imposto dal decreto Balduzzi, tramite un accordo con la regione Calabria. «Un progetto vantaggioso sia per Taormina – sottolinea il deputato di Sicilia Futura – che servirà a non disperdere le risorse e le professionalità impiegate al centro di cardiochirurgia pediatrica del San Vincenzo, ma anche per la Calabria che non andrebbe a realizzare, sostenendo un cospicuo investimento, un nuovo reparto». Per il componente della Commissione Sanità creare ex novo una cardiochirurgia pediatrica in Calabria rappresenterebbe un disinvestimento: «I costi per la realizzazione della struttura, il mantenimento e la formazione del personale medico – sottolinea Picciolo – non giustificherebbero la nascita di un nuovo centro di cardiochirurgia pediatrica. Taormina, invece, ha già sostenuto il sacrificio economico iniziale e può condividerlo con la Calabria».

Il polo pediatrico dello Stretto. La strada imboccata dal capogruppo all’Ars di Sicilia Futura, Beppe Picciolo, e condivisa dal vicesindaco di Taormina, Mario D’Agostino, prevede il supporto dell’Università di Messina. «La cardiochirurgia pediatrica va inquadrata in un contesto interdisciplinare. Il centro– sottolinea Picciolo- deve essere, quindi, corredato da una pediatria, da una chirurgia pediatrica, da una endoscopia pediatrica, da una radioterapia, da una diagnostica: strutture già presenti al Policlinico universitario di Messina. Questa collaborazione permetterebbe di mantenere la cardiochirurgia pediatrica a Taormina, come sala ibrida e angiografia, e completare l’offerta con le strutture dell’azienda ospedaliera Universitaria di Messina che ha già dato piena disponibilità per una possibile convenzione». Inoltre, già da metà settembre la cardiochirurgia pediatrica di Taormina potrà contare su un nuova Unità di terapia intensiva neonatale, che permetterà di intervenire sugli immaturi pre e post-parto.

«Le strutture di Taormina e Palermo possono coesistere». Ci crede davvero il componente della Commissione Sanità, Beppe Picciolo, che rilancia la cardiochirurgia pediatrica in Sicilia con un progetto che combina le strutture e le professionalità di Taormina e Messina. Si punta, dunque, a una nuova sinergia con la Regione Calabria per salvaguardare e potenziare il reparto di cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale San Vincenzo di Taormina all’interno del secondo polo pediatrico dell’area dello Stretto che andrebbe ad abbracciare l’utenza della Sicilia orientale e della Calabria in linea con il decreto Balduzzi.

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