Ministro della Saluto Lorenzin in visita al Bambin Gesù di Taormina
Ministro della Saluto Lorenzin in visita al Bambin Gesù di Taormina

«Pensavo che Taormina avesse un ospedale di periferia e invece…». Con questo commento il Ministro Beatrice Lorenzin ha lasciato Taormina dopo il sopralluogo effettuato domenica mattina al “San Vincenzo” ed in particolare al reparto di Cardiochirurgia pediatrica. Il Ministro non ha nascosto, in particolare, il suo disappunto sul “giallo” dei dati annuali del Ccpm, in quanto dalla Regione era stato comunicato che vi fossero stati nel 2015 soltanto 3 pazienti dimessi, a fronte dei 560 documentati durante il sopralluogo dall’Asp e dai medici della Cardiochirurgia pediatrica.

Chiarezza sui dati. Una discrepanza sulla quale ora la Lorenzin vuole vederci chiaro e ha perciò chiesto all’Asp l’invio immediato di una scheda tecnica con i dati esatti, quelli cioè che ha avuto modo di vedere domenica mattina a Taormina. Le procedure vigenti, ricordiamo, prevedono che i pazienti, in sostanza, entrino in sala operatoria, per poi passare in terapia intensiva e successivamente in degenza, da dove vengono poi dimessi. «Il Ministro era molto sorpresa da questa enorme differenze tra le due documentazioni – ha detto il sindaco Eligio Giardina -. Stranisce anche noi il fatto che il Ministero fosse in possesso di un dato cosi povero nei confronti della reale attività quotidiana di una struttura come quella presente a Taormina. La Lorenzin non ha creduto a quei dati che le erano stati forniti ed è voluta andare fino in fondo su questa anomalia, una palese e incomprensibile discrepanza tra quanto aveva in mano e quanto ha visto. Ieri ha fatto delle domande ai medici, che l’hanno subito delucidata, ma la sua intenzione ora è di rivolgere altre domande alla Regione. Sia chiaro che alla Lorenzin non chiederemo nulla e ho fatto pressing affinché vedesse la struttura personalmente per rendersi conto della realtà esistente a Taormina, così che possa valutare lei come stanno le cose. Doveva vedere questo ospedale per non doverci sentire dire quello che sin qui pensava e cioè che fosse “un ospedale di campagna”. Si è resa conto delle strumentazioni presenti e professionalità presenti qui e ha apprezzato il tutto».

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