Renato Accorinti
Renato Accorinti

Il progetto del mecenate Antonio Presti per Le Rocce si avvicina al via libera definitivo della Città Metropolitana di Messina. Lo conferma il sindaco di Messina Renato Accorinti, che potrebbe formalizzare in tempi brevi il placet alla concessione in comodato d’uso del villaggio che dal 1972 si trova in stato di abbandono e disuso. Presti ha ufficialmente formalizzato e depositato a Palazzo dei Leoni gli atti contenenti la richiesta di affidamento del bene, di proprietà dell’ex Provincia di Messina. Si avvia ad una svolta la vicenda dell’incantevole oasi che si affaccia sulla baia di Mazzarò, da 44 anni sprofondata nel più totale degrado. Accorinti ha confermato ieri che si tratta adesso di mettere a punto i “profili tecnici, giuridici ed economici” dell’operazione, in un contesto nel quale si è attivamente impegnato sin qui anche l’ex commissario della Provincia, Filippo Romano.

Progetto di rilancio. «Il progetto di Antonio Presti – spiega Accorinti – può determinare il rilancio di un posto magico dove l’arte si sposa in maniera perfetta con l’ambiente. Adesso bisogna fare quadrare tutto, quindi tutti gli aspetti formali necessari in questi casi. La proposta di Presti, a mio avviso, è meravigliosa, stiamo parlando di un artista che ha dato tanto e per questa iniziativa è disposto anche a mettere in gioco il suo patrimonio artistico ed economico. Un motivo in più per sostenerlo e che rende perfettamente l’idea di quanto sia determinato a riportare ai vecchi splendore il villaggio Le Rocce. La sua volontà di arrivare a questa svolta è anche la nostra. Ho ascoltato la gente di Taormina e ho notato che tutti qui apprezzano la proposta fatta da Presti, sia i cittadini che anche gli amministratori ed i consiglieri comunali. Ora dobbiamo andare fino in fondo, concretizzare e sistemare in maniera perfetta tutti i vari aspetti procedurali». «Io di solito – continua Accorinti – non mi sbilancio mai, prediligo la logica del fare e della concretezza a quella degli annunci, ma certamente abbiamo già un piano di lavoro e a breve dovremo rivederci per parlare e mettere a punto i dettagli. Non mi piace fallire e questo progetto per Le Rocce non può e non deve fallire, ci sono tutti i presupposti per definire positivamente l’iter».

Concessione del bene. La prospettiva alla quale si sta lavorando è quella della concessione del bene, da parte della Città Metropolitana, a Presti in comodato d’uso: «Il recupero de Le Rocce – aggiunge il sindaco della Città Metropolitana – deve avvenire a vantaggio della collettività. Qui non c’è un affare economico. Si tratta di dare alla nostra terra qualcosa in grado di creare un rilancio per il territorio. L’opportunità è quella di dare un’attrattiva vera alla zona a mare in un luogo che può rientrare in un’ottica più ampia: quella cioè di poter spingere la gente a frequentare i luoghi d’arte. Stiamo cercando di far sposare l’etica, la bellezza e la cultura e l’idea di Presti è perfetta per la riqualificazione de Le Rocce. L’economia da sola non basta, non ci può essere aridità dell’anima e Le Rocce dev’essere un luogo in grado di emozionare la gente, in grado di toccare l’anima e la coscienza del visitatore».

Proposta di partnership. Presti, che si è detto pronto a donare il proprio patrimonio, ha proposto un partenariato tra la sua Fondazione e l’ex Provincia. Potrebbe anche nascere una fondazione ad hoc, con l’obiettivo che sarà in ogni caso quello della creazione di un museo d’arte contemporanea con fruizione alberghiera, un museo del design contemporaneo all’interno del parco ambientale, e l’istituzione di una scuola d’eccellenza di arti contemporanee dove gli studenti avrebbero modo di gestire laboratori attivi sulla creatività e sulla gestione turistica. L’attesa per la “fumata bianca” coincide con il desiderio espresso da Presti di poter effettuare una simbolica riapertura de Le Rocce magari già nel mese di agosto. Si ipotizza, in tal caso, una cerimonia nella quale poter riaprire al pubblico il villaggio, delimitando ovviamente il percorso e bloccando l’accesso alle varie aree al momento inagibili e da ristrutturare, ma perlomeno mostrando alla gente e soprattutto alle giovani generazioni questa splendida area che non hanno mai visto o di cui nemmeno sanno l’esatta ubicazione o persino l’esistenza.

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