Il vicesindaco Mario D'Agostino
Il vicesindaco Mario D'Agostino

Il vicesindaco di Taormina, Mario D’Agostino, ha incontrato a Messina il governatore Rosario Crocetta e nel corso del colloquio tra i due si è discusso della questione della Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, che dal 13 giugno 2017 è stata destinata dalla Giunta regionale al trasferimento a Palermo. «Abbiamo sempre trovato conferma – spiega D’Agostino – del fatto che il patrimonio di formazione e di professionalità, frutto della convenzione con Bambin Gesù già dal 2010, abbia dimostrato nella Cardiochirurgia pediatrica di Taormina grandi risultati, e questo non può essere patrimonio “disperdibile”. Riteniamo inaccettabile, per giunta in assenza attualmente delle condizioni strutturali minime a Palermo, lo smantellamento di una struttura che funziona. Per questo ho parlato col presidente Crocetta della situazione, nel tentativo di arrivare ad una soluzione risolutiva».

Rabbia e amarezza. «Al governatore Crocetta – continua D’Agostino – ho espresso il profondo rammarico della nostra comunità, ma più in generale un sentimento condiviso dall’intera area orientale della Sicilia, per la scelta improvvisa e non condivisa del trasferimento del reparto». Tra le possibili soluzioni valutate, nel corso della discussione, «per scongiurare l’irreparabile danno di un trasferimento», quella prospettata dal deputato di Sicilia futura, on. Beppe Picciolo, appare la più percorribile: «Ovvero – ha evidenziato il vicesindaco – la prospettiva di far nascere, con il supporto dell’assessore regionale, del ministero della Salute e delle Università siciliane e calabresi, il secondo Polo pediatrico dell’area dello Stretto che interessi le comunità della Calabria e della Sicilia orientale, in piena coerenza col il decreto Balduzzi». Ciò consentirebbe, in sostanza, di non doversi scontrare con il vincolo dei poli di eccellenza per numero di abitanti (che si attesta attorno ai 5 milioni) e che rappresenterebbe un serio ostacolo per la composizione logistica e territoriale della vicenda. «Adesso – conclude D’Agostino – chiediamo l’impegno dei parlamentari che hanno la giusta sensibilità, per sostenere con gesti concreti questa o altre ipotesi percorribili, purché ci si risvegli dal torpore di una politica regionale passivamente “subita”, a cui inevitabilmente fa seguito di conseguenza l’impoverimento del nostro territorio».

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