Taormina, Teatro Greco (Foto di Fulvio Lo Giudice)
Taormina, Teatro Greco (Foto di Fulvio Lo Giudice)

I Comuni del Parco di Naxos si avvicinano a piccoli passi verso l’avvio di un’azione giudiziaria nei confronti della Regione Siciliana sul mancato versamento dei proventi dei biglietti d’ingresso ai siti archeologici. Sul fronte taorminese, il presidente del Consiglio comunale, Antonio D’Aveni ha dichiarato la scorsa settimana: «è arrivato il momento di fare causa, subito, alla Regione». Adesso scende in campo il sindaco di Giardini Naxos, Nello Lo Turco, che interviene per fare chiarezza sulla vicenda: «Nei giorni scorsi il sindaco di Agrigento ci ha trasmesso una mozione, da loro deliberata, nella quale si prende posizione nei confronti della Regione. Noi ci accodiamo a quella iniziativa e diciamo “no” a questo scippo che rischia ancora una volta di depredare questo comprensorio. E’ chiaro che la scelta sul percorso da intraprendere spetta a Taormina, ma noi vogliamo dire che siamo pronti a fare la nostra parte, in maniera attiva e determinata».

Situazione complessa. A far discutere è non soltanto il mancato versamento dei proventi bloccati a Palermo dalla primavera del 2014 ma anche l’articolato di legge approvato dalla Giunta Crocetta e proposto all’Ars,che intende cambiare il sistema di utilizzo nonché l’assegnazione ai comuni di parte dei proventi della vendita di biglietti di accesso nella Valle dei templi, sancito dall’apposita normativa regionale del 1999. «Sia chiaro – evidenzia Lo Turco – che non un e’ stato speso un solo euro per fini diversi da quelli istituzionali, e su tutto abbiamo agito in maniera corretta e rispettosa delle vigenti normative raccordandoci col Parco archeologico. Per quanto mi riguarda – conclude il primo cittadino di Giardini – “sposo” l’iniziativa intrapresa ad Agrigento e dico che va avviata anche qui una battaglia, perché si tratta di fondi che vengono tolti ai vari Comuni siciliani a cui spettano, e sappiamo che anche altre importanti realtà come Siracusa si trovano in questa situazione». Giardini, nello specifico, introita quote abbastanza limitate, pari a circa 15 mila euro, ma si tratta comunque di “una battaglia di giustezza”, come la definisce Lo Turco in un contesto che oltre a Naxos e Taormina comprende anche il Comune di Francavilla.

Cifre esorbitanti. Taormina, dal luglio 2014 ad oggi, reclama e continua invano ad attendere circa 4 milioni, e in altri casi la situazione è analoga visto che, ad esempio, a Siracusa manca nelle casse del Comune circa Un milione 700 mila euro di proventi rimasti sin qui a Palermo: somme mai versate dalla Regione. La situazione rischia di impantanarsi ulteriormente e chissà per quanto altro tempo, tenendo conto adesso dell’articolo approvato di recente dalla Giunta Crocetta e prossimo alla discussione all’Ars, che prevede l’assorbimento da parte della Regione delle quote spettanti alle municipalità sul biglietto d’ingresso ai siti. «La più recente proposta della Giunta regionale mette ulteriormente a nudo l’irresponsabile posizione assunta nei confronti dei comuni – ha dichiarato il vicesindaco e assessore alla Cultura di Siracusa Francesco Italia, che ha preso contatti con l’Esecutivo taorminese e nello specifico col vicesindaco della “Perla”, Mario D’Agostino -. Privare le casse comunali di somme preziose destinate ad incidere fortemente sulla creazione e valorizzazione dell’intero ecosistema culturale e turistico dei nostri territori, significa nei fatti impedire la necessaria azione sinergica e coerente di gestione e programmazione del patrimonio. E’ paradossale – conclude Italia – che, in un momento storico in cui si parla globalmente di sinergia e cogestione tra istituzioni ed enti territoriali, la Regione si arrocchi su una posizione miope e incomprensibile».

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