Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale di Taormina
Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale di Taormina

Clima infuocato sul destino della Cardiochirurgia pediatrica che la Giunta Crocetta ha deciso di trasferire, a partire dal 13 giugno 2017, da Taormina a Palermo. “La Giunta ha formalizzato la mia proposta, dopo tanto parlare si va avanti. Abbiamo calcolato i tempi. Se il ministero darà il via libera per il personale, entro qualche settimana i direttori si attiveranno”, ha dichiarato l’assessore Baldo Gucciardi. La Giunta Crocetta, dunque, non arretra, ma a Taormina, e nelle Province di Messina e Catania, si fa vibrante la protesta.

All’attacco della Regione. A difesa della presenza del “Bambin Gesù” nella Perla dello Ionio, il Consiglio comunale di Taormina valuta l’opportunità di presentare un esposto in Procura. «Lo avevamo detto che non si poteva abbassare la guardia e ne abbiamo avuto la prova – afferma il presidente del Civico consesso, Antonio D’Aveni -. Ora dirò al sindaco che bisogna cambiare atteggiamento verso questa Regione che la fa da padrone su Taormina e non rispetta la nostra città. Bisogna fare subito causa per i proventi non versati sul Teatro Antico, affermare in via definitiva la centralità di Taormina su Taormina Arte e dare un segnale a una Regione cinica politicamente che non si ferma nemmeno di fronte alle richieste dei genitori dei bambini. Al cinismo si risponde con il cinismo, adesso si deve agire in tutte le sedi. Sulla Cardiochirurgia che il Governo vuole spostare a Palermo, siamo pronti a portare le carte in Procura: ne parlerò con i colleghi consiglieri e procederemo tutti insieme. Non possiamo più subire schiaffi. Questa Regione pensa che Taormina sia l’ultimo avamposto per far quadrare i propri bilanci e le proprie logiche politiche. Da oggi si cambia registro».

Dura battaglia. «Siamo pronti a una protesta durissima per opporci a questo scippo – fa sapere la portavoce del Comitato genitori, Caterina Rizzo -. Tutte le famiglie vogliono lottare, in maniera civile ma assolutamente determinata. Chi ha deciso di portare via da Taormina la Cardiochirurgia pediatrica ne sta facendo un caso politico, a noi invece importa soltanto la salute dei bambini e la difesa di una struttura d’eccellenza che funziona benissimo a Taormina ed è già costata milioni di euro a suo tempo. Per noi c’è in gioco la vita dei nostri figli. Sia chiaro che Taormina non ha “rubato” niente, qui c’era una Cardiochirurgia già prima ancora della convenzione firmata nel 2010 tra la Regione ed il “Bambin Gesù”, e per l’esattezza già dal 2001».

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