B&B Case vacanze maxi evasione fiscale Taormina

I finanzieri della Compagnia di Taormina hanno effettuato negli ultimi mesi una serie di verifiche fiscali nei confronti di “bed & breakfast” e “case-vacanza”, nell’ambito di una più ampia attività ispettiva stabilita dal Comando Provinciale di Messina, finalizzata alla prevenzione e repressione dell’abusivismo nel settore turistico. Gli interventi si sono concentrati su strutture ricettive operanti in alcuni comuni della fascia jonica messinese. Scoperta evasione di quasi due milioni di euro.

Bed & breakfast, case-vacanza e strutture abusive – Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno individuato alcune strutture ricettive che a dispetto della formale veste di bed & breakfast, la quale consente un più favorevole trattamento fiscale in materia di imposta sul valore aggiunto nonché di classificazione reddituale, offrivano una serie di servizi alberghieri in forma imprenditoriale, omettendo di dichiarare ricavi per oltre 700 mila euro ed Iva dovuta per altri 68 mila. Sono stati avviati sette distinti interventi ispettivi, nei confronti di altrettante attività di bed & breakfast, orientati ad appurare la sussistenza dei requisiti necessari per l’accesso al più mite trattamento tributario.

Controlli ai bed & breakfast di Taormina – Nel corso delle attività, si riscontravano elementi indiziari che denotavano un’offerta ricettiva prestata in maniera non occasionale e con una organizzazione di mezzi tali da realizzare l’esercizio di una vera e propria attività d’impresa. Nel dettaglio, è stata rilevata sia l’assicurazione di servizi “extra” quali escursioni, convenzioni con stabilimenti balneari e attività di ristorazione, sia un numero di posti letto superiore a quello dichiarato, che per la Regione Sicilia, non deve superare le 5 camere per un massimo di 20 posti letto, nonché la presenza di personale dipendente, tra l’altro, non regolarmente assunto. I bed & breakfast, sorti in Italia verso la fine degli anni ’90 allo scopo di fornire un’adeguata e più flessibile risposta al sempre più massiccio flusso turistico che interessava il Paese, sono attività extra-alberghiere svolte da soggetti che, ai sensi della normativa vigente nella Regione Sicilia, avvalendosi della propria organizzazione familiare, utilizzano parte della propria abitazione, fornendo alloggio e prima colazione.

Un sommerso che incide sulle casse comunali – Alcune delle strutture verificate, inoltre, sono state segnalate agli enti territoriali competenti per l’avvio delle procedure volte al recupero della tassa di soggiorno non corrisposta. L’attività ispettiva dei finanzieri di Taormina è stata rivolta, altresì, ad altre tipologie ricettive extra-alberghiere; in tale contesto, è risultato significativo un intervento eseguito nei confronti di un’impresa esercente l’attività di “casa-vacanza” che ha fatto emergere redditi non dichiarati per oltre un milione 100 mila euro ed Iva dovuta per più di 90 mila euro. Nel corso della stagione estiva proseguiranno le attività di controllo nei confronti di strutture che, dissimulando un’attività d’impresa ovvero omettendo di presentare le previste dichiarazioni fiscali, alterano la concorrenza ledendo, al contempo, l’immagine di quelle attività extra-alberghiere esercitate nel rispetto della legge.

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