Festa di S. Pancrazio del ’43. Il ricordo del fotografo Nino Castorina classe ’29

In questa testimonianza, raccolta dallo storico e ricercatore di fatti ed avvenimenti sulla seconda guerra mondiale in Sicilia l'architetto P. Arrigo, il racconto di quel 7 luglio del '43 vissuto dal fotografo taorminese

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Il fotografo taorminese Nino Castorina
Il fotografo taorminese Nino Castorina

Era il giorno della festa di S. Pancrazio ed i miei genitori mi avevano pregato di scendere a Villagonia per andare a comprare un po’ di pane buono al forno. Così attraverso la discesa della Madonna delle Grazie mi misi in cammino. A metà strada incontrai il signor Panarello papà degli antiquari Carlo e Giovanni ed un’altra coppia anziana ed insieme proseguimmo per la stessa destinazione, l’acquisto del pane di frumento. Al ritorno, potevano essere circa le 11,30 all’improvviso sentimmo un rombo di aerei provenire dal mare e passare sopra le nostre teste, erano due “Spitfire” britannici in avanscoperta che mitragliavano all’impazzata l’edificio della Stazione per poi proseguire verso il San Domenico soprastante dove c’erano in corso i preparativi per una riunione dell’alto comando germanico.

In quel trambusto il signor Panarello mi diede una spinta obbligandomi a ripararmi sotto un grande albero adiacente la Stazione e così fece anche la coppia di anziani. Inutile dire che dopo che gli aerei se ne furono andati e con il pane in testa raggiunsi velocemente l’imbocco della Madonna delle Grazie e feci la salita in meno di due minuti e mezzo. Alla fine delle scale e nei pressi del cancello della Villa vidi i miei che mi aspettavano giustamente preoccupati per l’accaduto che mi dissero che era meglio passare da casa per prendere qualcosa ed andare in campagna perché avevano sentito dire che gli aerei sarebbero tornati nel pomeriggio. Ricordo che mia madre aveva preparato una madia di maccheroni di casa che insieme al sugo fresco della festa riuscimmo a portare in campagna.

Arrivati qui ci accorgemmo che avevamo dimenticato le chiavi del cancello e mio padre si offrì di tornare indietro per recuperarle. Nel frattempo si era fatto pomeriggio ed alle 15,45 sentimmo nuovamente un rombo di motori sul mare, erano quadrimotori americani che con una larga virata si portarono su Taormina dove sganciarono sulla zona sud a Porta Catania il loro micidiale carico di bombe. Povero papà pensammo, vedendo una nuvola di fumo provenire dal Monte Croce, non ce l’ha fatta! Invece papà apparve sporco ed accaldato nella nostra casa di campagna circa alle 17 con nostra grande gioia. Ci disse che c’erano stati parecchi morti tra i cittadini, forse 90 e che sicuramente i Tedeschi erano riusciti a mettersi in salvo. Rimanemmo in campagna circa un mese e mezzo prima di rientrare a Taormina dove mio padre trovò integro il suo negozio di Barbiere e mia madre quello di Sarta.


Testimonianza raccolta e scritta dall’Arch. P. Arrigo nella qualità di storico e ricercatore di fatti ed avvenimenti pertinenti la seconda guerra mondiale in Sicilia in data 07/07/2016 alle ore 12,30 nell’abitazione del sig. Nino Castorina

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