Enrico Castiglione
Il regista e scenografo Enrico Castiglione

«Mancati pagamenti? Io non debbo pagare proprio nessuno. Il bersaglio delle accuse è sbagliato». Così in una nota il regista Enrico Castiglione interviene per replicare al volantino diffuso da alcune maestranze ed artisti del comparto spettacoli, nella serata di giovedì scorso a Taormina, prima della “Madama Butterfly”, che hanno lamentato mancati pagamenti da parte della Fondazione Fem – Taormina Festival. Castiglione si difende e respinge le accuse mosse nel volantino.

Querele. «Questa mattina – si legge in un comunicato inviato alla nostra redazione da Castiglione – ho già dato mandato ai miei avvocati di denunciare nuovamente il signor Alberto Munafo, già da me querelato tre volte per diffamazione aggravata, e tutti coloro che si sono resi artefici della stampa e della distribuzione di questo volantino, ridicolmente ed inutilmente distribuito al pubblico del mio spettacolo di ieri sera, in quanto contiene accuse false e diffamatorie soprattutto nei miei confronti: io non debbo pagare proprio nessuno. Il signor Munafò e l’Associazione Coro Lirico Siciliano, di cui lui è presidente, hanno in atto con la Fondazione Fem, un contenzioso che va avanti dallo scorso anno, di cui non entro nel merito anche se è notorio che è il signor Munafo doveva pagare i coristi con la sponsorizzazione di Jacopo Sipari di Pescasseroli come da specifici contratti firmati».

Istigazione. «Anziché onorare quanto contrattualizzato ha pensato bene di accusare la Fondazione Fem, istigando persone e alzando polveroni che si stanno rivelando un clamoroso flop, dato che da dieci anni tutti i collaboratori che hanno lavorato per i festival da me diretti come direttore artistico sono sempre gli stessi ed a Taormina siamo ormai una squadra ben rodata ed imbattibile. Il grande successo di ieri sera della Madama Butterfly di Giacomo Puccini trasmessa via satellite in diretta in oltre 200 cinema in tutta Europa, dall’Irlanda alla Spagna, dalla Germania all’Italia, dall’Olanda alla Francia, con migliaia di spettatori, lo dimostra ed è il frutto della collaborazione delle stesse maestranze con cui mi onoro di collaborare da ben dieci anni. Quindi di cosa parla Munafò? Dei suo coro amatoriale che lui stesso non ha pagato in base a precise sponsorizzazioni contrattualizzate con la Fondazione Fem?».

Chiarimenti. «Riguardo poi alla Fondazione Fem e alla millantata storiella secondo cui molti artisti non sarebbero stati saldati – continua Castiglione -, preciso per quanto in mia conoscenza che ci sono precisi e specifici contratti che prevedono scadenze di pagamento rigorosamente rispettate, per cui il Munafò farebbe bene piuttosto a guardarsi i problemi in casa sua piuttosto che parlare di contratti che non conosce e farebbe bene a paga subito i suoi coristi, che tra l’altro risulta che non mette neanche regolarmente in agibilità, evadendo palesemente i contributi di legge. Un presidente di Associazione non in regola che si erge a paladino di sana gestione: siamo al ridicolo».

Contropiede. «Quello che invece occorrerebbe in Sicilia sarebbe unire le forze per richiamare l’attenzione sul mondo dello spettacolo in Sicilia, dove il problema della mancanza o del cronico ritardo dell’arrivo dei fondi così come la “mala gestio” sta a monte, dato che ci si trova in situazioni in cui i dipendenti di Taormina Arte non percepiscono lo stipendio da 18 mesi, in cui il Teatro Stabile di Catania ha oltre 10 milioni di euro di debiti e non paga personale, fornitori ed artisti, in cui il Teatro Bellini di Catania ha svariati problemi di bilancio e ci sono tanti artisti che debbono essere pagati da anni, in cui anche al Teatro Vittorio Emanuele ci sono ritardi sempre più cronici nel liquidare compensi e prestazioni e in cui la Fondazione Fem, che ha prodotto tanti spettacoli lo scorso anno, non ha ancora ricevuto i fondi che le spettano di diritto fin dal 2014 tanto che negli ultimi anni è stata più volte costretta a ricorrere alla magistratura e al TAR di Palermo per far valere la legittimità delle proprie istanze”.

Bersaglio sbagliato. «Allora – prosegue Castiglione – il bersaglio del signor Alberto Munafò, cioè il sottoscritto, è del tutto sbagliato, ma non c’è problema: essendo un bersaglio creato ad arte dal momento in cui lui e il suo coro non partecipano più alle grandi produzioni operistiche al Teatro Antico di Taormina, procederò in tutte le sedi giudiziarie a chiarire le sue false accuse ed attenderò i tempi della giustizia per dimostrare la mia totale estraneità agli addebiti da lui mossi e soprattutto per ribadire come sempre l’estrema correttezza della mia attività di direttore artistico, regista e scenografo di spettacoli di successo a Taormina».

Fedeltà. «Intanto – conclude Castiglione – sono contento dell’affetto, della stima e della collaborazione che sto ricevendo dal mio storico staff, con il quale abbiamo preparato questa edizione della Madama Butterfly: uno staff che non si fa condizionare minimamente dalle pretestuosità delle false accuse del signor Alberto Maria Antonio Munafò e dei suoi seguaci. Uno staff in cui manca il nostro Orazio Corsaro, mio direttore di palcoscenico per ben 10 anni per tutti i miei spettacoli a Taormina, che gli avrebbe già detto, come spesso diceva proprio verso Munafò e il suo coro, “mandali a casa”. E infatti nei festival che dirigo il signor Munafò è stato mandato “a casa”, avendo quest’anno preferito altri e ben superiori compagini corali come il pubblico ha già potuto apprezzare ieri sera con la Madama Butterfly».

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