Giuseppe Aronica, professore associato Università di Messina
Giuseppe Aronica, professore associato Università di Messina

Il Comune di Taormina si affida ufficialmente agli esperti dell’Università di Messina, e nello specifico alla Facoltà di Ingegneria idraulica, per capire le cause del problema dell’acqua non potabile, in atto su tutto il territorio da venerdì scorso. Sulla vicenda la casa municipale ha deciso di contattare, in primis, il prof. Giuseppe Tito Aronica, al quale il sindaco Eligio Giardina potrebbe formalmente già nelle prossime ore conferire incarico di esperto per il caso.

In cerca di chiarezza. Si tratta di uno stimato docente dell’Universita di Messina che è esperto del settore e potrebbe essere incaricato di studiare la “questione acqua” relativa anche ai pozzi di Santa Filomena, a Trappitello. Aronica, stando a quanto riferito da Giardina, potrebbe essere la figura giusta per fare chiarezza e per risolvere la scottante questione e soprattutto avere un quadro chiaro della situazione, che sin qui si trascina tra tante polemiche e troppa incertezza. «Vogliamo avere – ha detto il primo cittadino – al più presto delle risposte concrete per avviare un piano risolutivo del problema». Intanto a preoccupare di più è il fatto che si stanno allungando proprio i tempi per il ritorno alla potabilità, che sinora è vietata per finalità alimentari mentre viene consentita per finalità igienico-sanitari.Stando a quanto prevedono le procedure, occorreranno almeno altre due settimane affinché si possa tornare alla normalità, ed il timore è che la situazione vada a incidere anche sul turismo e sull’immagine della città.

Controlli estesi. A seguire con attenzione e con apprensione la vicenda sono i cittadini come pure gli operatori economici, commercianti ed albergatori, che rappresentano il “cuore pulsante” dell’economia taorminese e dell’industria del turismo. Lo stesso Giardina ha, comunque, aggiunto: «Estenderemo, se necessario, i controlli sull’acqua anche all’Alcantara». Una parte del prezioso liquido che serve Taormina arriva appunto dal bacino che fa riferimento al fiume che scorre nell’omonima vallata e dunque il problema delle infiltrazioni batteriche e dei valori superiori la norma, per i quali si è reso necessario ora procedere ad una massiccia clorazione delle acque, potrebbe non essere relativa alle condutture taorminesi ma alla fonte stessa da cui viene captata gran parte dell’acqua che scorre nei rubinetti di Taormina. Ora si punta a far rientrare nella normalità le analisi batteriche che dovranno essere effettuate lunedì.

Operazioni. Si sta intervenendo con una clorazione intensa e per avere a disposizione ben 18 campioni da un litro cadauno, da rilevare a Taormina centro, Trappitello e Mazzeo e poi fare analizzare presso il Policlinico di Messina. L’acqua sarà collocata in bidoncini da un litro e poi trasportata direttamente al Policlinico per gli esami batterici. L’opposizione, e nello specifico il gruppo “ProgettiAmo Taormina”, ha già posto la questione sul tavolo del Prefetto di Messina, con una prima nota dei mesi scorsi che riguardava Trappitello ed ha predisposto ora un’altra comunicazione alla luce dell’ampliamento del problema anche al resto del territorio comunale.

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