Silvio Berlusconi (D) con Gianfranco Miccichè durante il suo intervento al teatro Politeama di Palermo, 19 Marzo 2016. ANSA/MIKE PALAZZOTTO
Silvio Berlusconi (D) con Gianfranco Miccichè durante il suo intervento al teatro Politeama di Palermo, 19 Marzo 2016. ANSA/MIKE PALAZZOTTO

C’era una volta il centrodestra. Certo il 61 a 0 segnato dal partito di Berlusconi in Sicilia alle politiche del 2001 è solo un lontano ricordo. Negli ultimi anni il serbatoio dei voti azzurri nell’isola si è prosciugato e la coalizione frantumata. Ma non è tutto perso per Gianfranco Miccichè, leader di Forza Italia in Sicilia, che cerca di rimettere insieme i cocci chiamando a raccolta i vecchi alleati. Ed hanno risposto, partecipando nei giorni scorsi ad un summit a Palazzo dei Normanni, Fratelli d’Italia, al centro dei giochi politici nella capitale ma in Sicilia fuori dall’Ars; Giusi Savarino e Raffaele Stancanelli per #DiventeràBellissima di Nello Musumeci, movimento civico ancora da testare alle urne; Angelo Attaguile di Noi con Salvini, l’alter ego meridionale della Lega sopravvalutato in Sicilia; i partiti sicilianisti con Gaetano Armao e Rino Piscitello di Sicilia Nazione e Francesco Perspicace del Fronte Nazionale Siciliano, oltre ai rappresentanti di Forza Italia, il cui simbolo si è a malapena intravisto sulle schede elettorali alle passate amministrative.

Il centrodestra come l’Araba Fenice. Dopo anni di sconfitte e sostanziale ininfluenza politica, il centrodestra siciliano tenta di riorganizzarsi. E lo fa cercando l’unità perduta da anni. «Se il nostro percorso di riunificazione si completerà – sostiene Miccichè – sono certo che nel 2017 vinceremo». Ma la fotografia del centrodestra siciliano appare sbiadita, la situazione attuale è ben diversa da quella di una colazione unita, potente e vincente che per oltre un decennio ha ricoperto le maggiori cariche nell’isola. Ma ringalluzzito da qualche successo elettorale in provincia il centrodestra prova a rinascere dalle ceneri di un fastoso passato per costruire un’alternativa alle prossime elezioni regionali.

Aspettando Ncd e Udc. Prove tecniche di dialogo aspettando di sapere cosa ne sarà di Ncd e Udc alle prossime scadenze elettorali. E mentre c’è chi vorrebbe la candidatura di Alfano per placare gli animi e riunire il centrodestra siciliano, c’è chi come Angelo Attaguile, segretario nazionale e coordinatore in Sicilia di Noi con Salvini, non vuole nella ritrovata coalizione tutti quei personaggi disposti a saltare da sinistra e destra per salvare la poltrona. E il riferimento è senza dubbio al Nuovo centrodestra che, secondo le affermazioni del capogruppo di Area popolare al Senato, Renato Schifani, sarebbe disponibile a mollare il governatore Crocetta e il Pd per ricucire i rapporti con il centrodestra siciliano.

Verso le regionali 2017. Mentre il Pd arranca e il Movimento cinque stelle, invece, corre verso Palazzo d’Orleans, nel centrodestra l’unica certezza al momento è la candidatura di Nello Musumeci, che ha già rotto gli indugi e con il suo progetto civico #Diventeràbellissima vuole ritentare la scalata alla presidenza della Regione Siciliana. Salvo Pogliese (FI) e Giovanni La Via (Ncd) sono gli altri nomi circolati come possibili alternative del centrodestra a Musumeci. Passaggi che per il momento sono maturati all’interno dei singoli partiti. Bisognerà capire adesso su quale cavallo punterà il ricompattato centrodestra, o se la scelta di un solo nome potrà essere la miccia per ulteriori spaccature.

© Riproduzione Riservata

Commenti