Teatro Antico di Taormina - Foto di Franco Motta
Teatro Antico di Taormina - Foto di Franco Motta

Fa discutere e scatena il malcontento generale l’articolo approvato di recente dalla Giunta Crocetta e prossimo alla discussione all’Ars, che prevede l’assorbimento da parte della Regione delle quote spettanti alle municipalità sul biglietto d’ingresso ai siti culturali. I proventi sono bloccati da due anni e proprio le somme di quel biennio rischiano di non arrivare più. Per questo Taormina e Siracusa sono pronte a fare fronte comune e ad ingaggiare una battaglia insieme nei confronti della Regione. Le due capitali del turismo siciliano lavorano ad un “patto di ferro” per provare a sbloccare la situazione, e valutano anche le vie legali.

Rabbia. «La pazienza è finita – afferma il vicesindaco e assessore alla Cultura di Taormina, Mario D’Agostino – abbiamo atteso con molta fiducia e siamo stati rassicurati mille volte da Palermo senza che poi, nei fatti, sia arrivata una svolta. Ad oggi quei proventi che ci spettano sono ancora a Palermo e anche questa ulteriore riforma ci preoccupa. Il rischio è che quel pregresso non venga più versato e questo non possiamo più consentirlo. Siamo pronti ad un’azione congiunta con gli altri Comuni che sono nella nostra stessa posizione e Siracusa certamente lo è». «Ho incontrato nelle scorse ore il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone – afferma il sindaco di Taormina, Eligio Giardina – e ho sollecitato un intervento dell’assemblea. Non è possibile che i proventi non vengano versati e che il Governo regionale si nasconda dietro mille scuse per tenere quelle somme a Palermo. Sono somme che per legge spettano a noi, la Regione ci nega soldi che non le appartengono. E per giunta, adesso spunta una proposta di legge che toglie completamente il 30% ai Comuni. Il tempo dell’attesa e della pazienza è finito, ora ci muoveremo in modo deciso».

Leggerezza. E, in tal senso, si è aperto un dialogo tra Taormina e Siracusa, che dal luglio 2014 attendono rispettivamente circa 4 milioni e Un milione 700 mila euro mai versati da Palermo. «La Regione – ha dichiarato il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo – continua a non comprendere l’entità del danno provocato ai Comuni dimostrando sul tema una leggerezza disarmante. Da due anni denunciamo il mancato trasferimento dei fondi, che ad oggi ammontano a €1.700.000 per la sola Siracusa e per i quali a questo punto non escludiamo, di comune accordo con altri sindaci, di avviare un’azione congiunta di recupero, tanto più trattandosi di fondi vincolati».

Posizione miope ed incomprensibile. «La più recente proposta della Giunta regionale mette ulteriormente a nudo l’irresponsabile posizione assunta nei confronti dei comuni – dichiara il vicesindaco e assessore alla Cultura di Siracusa Francesco Italia, che nelle scorse ore ha attivato i contatti con l’Esecutivo taorminese e nello specifico si raccorderà con D’Agostino -. Privare le casse comunali di somme preziose destinate ad incidere fortemente sulla creazione e valorizzazione dell’intero ecosistema culturale e turistico dei nostri territori, significa nei fatti impedire la necessaria azione sinergica e coerente di gestione e programmazione del patrimonio. E’ paradossale – conclude Italia – che, in un momento storico in cui si parla globalmente di sinergia e cogestione tra istituzioni ed enti territoriali, la Regione si arrocchi su una posizione miope e incomprensibile».

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