I Nastri d’Argento festeggiano i 70 anni

Il cinema italiano sta bene ed è in salute: il 2 luglio al Teatro Antico di Taormina la cerimonia di consegna dello storico premio del SNGCI, ma prima della premiazione, alle ore 21 sul maxischermo del Teatro Antico, la diretta della partita Italia-Germania degli europei di calcio

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Claudio Santamaria (Nastri D'Argento 2014)
L'attore Claudio Santamaria (Nastri D'Argento 2014)

I Nastri d’Argento, storici premi cinematografici d’interesse culturale nazionale assegnati dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI), festeggiano quest’anno il settantesimo anniversario. Consegnati per la prima volta nel ‘46 all’Hotel de Russie a Roma, nella prima edizione videro il trionfo di Roma città aperta di Roberto Rossellini, con i Nastri al regista e ad Anna Magnani. Ma i premi, secondi solo agli Oscar per anzianità, sono profondamente legati al divismo di una location leggendaria per la storia del cinema italiano: ci riferiamo, ovviamente, al Teatro Antico di Taormina, dove i Nastri sono tornati ormai stabilmente dal 2000. E anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con le tradizionali cinquine: il 2 luglio sbarcheranno nella Perla dello Ionio per la cerimonia di premiazione che sarà preceduta dall’attesissima partita Italia-Germania degli europei di calcio che alle ore 21 sarà trasmessa in diretta sul maxischermo del Teatro Antico.

Cinema “made in Italy”. E, ancora una volta, dopo le intense giornate del Taormina Film Fest, la città torna a ospitare gli eccezionali protagonisti del grande schermo “made in Italy”. Festeggiamenti ed equi tributi in onore del cinema italiano che, dopo i David di Donatello, non perde l’ennesima occasione per auto celebrarsi. Eppure, in un Paese che alla cultura e allo spettacolo non sembra riservare rosee prospettive, la stagione cinematografica ha destinato al pubblico qualche sorpresa degna di nota: anche se a Cannes ci siamo presentati senza pellicole in Concorso, con appena tre film alla Quinzaine e uno a Un Certain Regard, Fuocoammare di Gianfranco Rosi ha meritatamente conquistato l’Orso d’Oro a Berlino. Una vittoria significativa non solo per il documentarismo: ha sicuramente vissuto tempi migliori ma il cinema italiano sta bene ed è in salute. E la corsa al riconoscimento continua appunto al Teatro Antico, sotto la sapiente guida di Laura Delli Colli. Sono ben 35 i film presenti nelle cinquine sui 119 titoli usciti nelle sale nel periodo compreso tra il 1 giugno 2015 al 22 maggio 2016, dei quali 48 le opere prime e 42 le commedie in selezione.

I candidati al premio. E alla conferenza stampa tenutasi il 31 maggio scorso al MAXXI di Roma è stato offerto un primo assaggio e svelate le cinquine di candidati in corsa per il premio. Anche stavolta tante commedie, confermando la ripresa produttiva e la qualità del genere in questione, a discapito di altrettanti che stentano a trovare una precisa affermazione e collocazione nel firmamento cinematografico italiano. L’occasione si presta anche per la presentazione di Nastri 70: Argento vivo, short film di Antonello Sarno, ricco di immagini di repertorio a testimonianza di una storia lunga più di mezzo secolo. Cronache, rotocalchi, cinegiornali: il volto di un cinema, di un Paese, e la loro evoluzione (su questo potremmo esprimere qualche riserva). De Sica, Sordi, Magnani, Gassman, Fellini, Totò, Cardinale, Vitti, Mastroianni, Visconti, Loren, Ponti, Lombardo, Troisi, Tognazzi: vengono i brividi solo a citare i cognomi dei grandi artisti entrati a far parte del gota della cinematografia nostrana. Al MAXXI grande parata e parterre di stelle, tra le quali primeggia Stefania Sandrelli – dettasi «felice di avere la stessa età della nostra Repubblica» – che ha ricevuto il Nastro d’oro per i suoi primi 55 anni di carriera (solo Loren, Sordi, Antonioni, Ferretti e Lo Schiavo avevano precedentemente ricevuto il prestigioso riconoscimento). E la serata non ha tardato alla consegna di alcuni premi speciali e tecnici. Un Nastro speciale “settantenne” a Vito Annicchiarico, l’ormai ex piccolo Marcello di Roma Città Aperta, protagonista di una delle scene più note e commoventi di sempre, quella in cui corre in lacrime verso la madre Pina ferita a morte dai nazisti: «A quell’epoca i bambini della mia età andavano dalle periferie al centro a fare i sciuscià. Pulivamo le scarpe agli americani e un giorno Rossellini mi chiese se ne volevo pulire quaranta paia e fare un film con lui. L’unico cinema che allora conoscevo era quello parrocchiale».

Il film dell’anno è Non essere cattivo, l’opera postuma di Claudio Caligari, ritirato da Valerio Mastandrea in veste di produttore e dalla commossa madre del regista prematuramente scomparso. L’attore romano ha, inoltre, ricevuto il Nastro speciale per Fiore di Claudio Giovannesi, nel quale interpreta il padre della giovane Daphne. Consegnati, infine, a sorpresa i primi cinque premi tecnici: alla Fotografia di Maurizio Calvesi per Non essere cattivo e Le confessioni, alla Scenografia di Paki Meduri per Alaska e Suburra, ai Costumi di Catia Dottori per La pazza gioia, al montaggio di Gianni Vezzosi per Veloce come il vento,al Sonoro in presa diretta di Angelo Bonanni per Non essere cattivo. Come di consueto il SNGCI dedica alle rivelazioni della stagione il Premio intitolato a Guglielmo Biraghi: Leonardo Pazzagli, Rimau Grillo Ritzberger, Valentina Romani e Alessandro Sperduti sono i ragazzi lanciati da Un bacio di Ivan Cotroneo. Per la prima volta è stato inoltre aggiunto un “Biraghi” condiviso con Nuovo Imaie che va a Moisè Curia per il film Abbraccialo per me. Tra le novità vi è anche un nuovo premio intitolato all’agente Graziella Bonacchi, assegnato a un attore e un’attrice under 35 distintisi per il loro talento.

Premio “Manfredi”. In arrivo a Taormina anche numerosi altri riconoscimenti: il Premio “Manfredi”, dedicato alla memoria dell’indimenticato Nino, e ancora i premi con “Porsche 911 Targa” al protagonista maschile della stagione (già di Favino e A. Giannini), “Hamilton – behind the camera” a un esordio “speciale” dietro la macchina da presa (già Gassmann, Pif, Zingaretti), “Persol” al personaggio dell’anno (già M.S. Tognazzi, Santamaria, Germano), “Wella” e “Shiseido” all’immagine e stile. Tra i premiati già annunciati, il cast al completo di Perfetti Sconosciuti: Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastrandrea, Alba Rohrwacher e KasiaSmutniak. Sette premi per altrettanti grandi interpreti del successo al botteghino di Paolo Genovese (già miglior film e miglior sceneggiatura ai David di Donatello 2016). Non mancano all’appello, tra gli “speciali”, Massimo Popolizio e Giuseppe Fiorello interpreti di Falcone e Borsellino in “Era d’estate”.

Sciolte quindi le riserve sulle nomination-cinquine: La pazza gioia di Paolo Virzì, con ben 10 candidature, è il film più nominato, nonostante l’uscita nelle sale solo il 17 maggio (in solo due settimane ha incassato più di 3 milioni di euro n.d.r.). Lo inseguono e tallonano, candidato nelle opere prime, Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti (9), Suburra di Stefano Sollima (7), Per amor vostro di Giuseppe Gaudino (6), Alaska di Claudio Cupellini e Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese (5), Io e lei di Maria Sole Tognazzi e Quo vado? di Gennaro Nunziante (4).

E’ il caso di azzardare qualche pronostico. Nelle categorie principali sarà equa spartizione del bottino tra Virzì e Sollima: il secondo forse favorito sul primo per la miglior regia. Lo chiamavano Jeeg Robot di Mainetti, film sorpresa dell’anno, sarà sicuramente la miglior opera prima, se si considera che il supereroe romano incarnato da Claudio Santamaria, grazie a una solidissima sceneggiatura, è riuscito ad appassionare come non mai il pubblico di tutte le età, in Italia mai troppo propenso all’azione e alle novità. Nella categoria commedia sarà scontro senza esclusione di colpi tra Perfetti sconosciuti – semplicemente brillante – e Quo vado? di Checco Zalone che, ogni tanto, un premio lo meriterebbe davvero. Perfetti sconosciuti, Lo chiamavano Jeeg RobotLa pazza gioia vantano le sceneggiature più solide. Marco Belardi è il favoritissimo per il Nastro come Miglior Produttore: Lotus Film (Leone Film Group) con Rai Cinema ha prodotto il film di Virzì e, per Medusa Film e Lotus Film (Leone Film Group), quello di Genovese. Tra le attrici in lizza come miglior protagonista sarà bagarre nel duo Micaela Ramazzotti – Valeria Bruni Tedeschi. In merito alle attrici non protagoniste, puntiamo su Sonia Bergamasco (Quo vado?) e Piera Degli Esposti (Assolo). E se Ilenia Pastorelli – ex gieffina, attrice in Jeeg Robot – aveva “scippato” il David alle colleghe, i giornalisti cinematografici non l’hanno nemmeno inserita tra le nominate (per un’ex concorrente del Grande Fratello sembra quasi il colmo). Per quanto riguarda gli uomini, Santamaria (Lo chiamavano Jeeg Robot) e Accorsi (Veloce come il vento) partono appunto entrambi in pole position, ma dallo specchietto retrovisore è d’obbligo uno sguardo a Favino. Miglior attore non protagonista, con ogni probabilità, a Luca Marinelli (Lo chiamavano Jeeg Robot). La nomination di Peppino di Capri come miglior attore non protagonista per Natale col Boss sembra – absit iniuraverbis – emulare quella di Sylvester Stallone all’88ª edizione degli Academy Awards.

I Nastri d’Argento, giunti al traguardo delle 70 candeline, prendono sotto certi aspetti le distanze dai David e senza ombra di dubbio non faranno mancare le sorprese. Chissà che non sia la volta buona per Zalone, eterno snobbato ai David. Non pervenuto, ai Nastri così come ai David, anche A Bigger Splash di Luca Guadagnino, che ha riscosso un buon successo oltreoceano. Un’edizione equilibrata, la settantesima, che ritrae quello che potrebbe essere un momento cruciale per il cinema italiano, troppo spesso incapace di reinventarsi. In ogni caso, questo ci sembra il miglior modo, alle condizioni attuali, per festeggiare un compleanno così speciale. Tanti Auguri per questi 70 anni, Nastri!

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