Sirna in visita all'ospedale S. Vincenzo diTaormina lo scorso maggio
Sirna in visita all'ospedale S. Vincenzo diTaormina lo scorso maggio

Siglato l’accordo tra l’Ospedale San Vincenzo di Taormina e l’Ospedale Bambin Gesù di Roma per la permanenza del Centro di Cardiochirurgia pediatrica nella Città del Centauro. La struttura potrà continuare a lavorare per i prossimi 12 mesi, con una revisione dei costi di gestione ridotti da 6 milioni a un milione e 200 mila euro. L’iter di rivisitazione delle spese e di predisposizione della proroga è stato seguito dall’Asp Messina. Scongiurato, quindi, almeno per il momento il trasferimento a Palermo, contro il quale si sono mobilitati in queste settimane i genitori dei piccoli pazienti ricoverati a Taormina che hanno raccolto oltre 6 mila firma a difesa del reparto. La convenzione consentirà cosi la prosecuzione delle attività nella località turistica ionica.

Oltre la proroga. Ad ogni modo la questione rimarrà d’attualità anche nei prossimi mesi, perché a Taormina, come anche nei centri del messinese e dell’etneo, l’attenzione è già rivolta verso la necessità di dare un futuro stabile oltre la proroga di un anno alla Cardiochirurgia pediatrica del “San Vincenzo”. La soluzione che alla fine potrebbe mettere tutti d’accordo è quella della possibile previsione di due centri specialistici in Sicilia, uno per l’area orientale della Sicilia che sarebbe rappresentato proprio dall’attuale struttura presente a Taormina e facente capo al “Bambin Gesù” di Roma, l’altro invece potrebbe essere attivato a Palermo per occuparsi dell’utenza dell’area occidentale dell’isola. Si punta, insomma, ad una eventuale deroga alla legge Balduzzi, che aprirebbe nuovi scenari e fermerebbe campanilismi che in questi casi non servono a nessuno e meno che mai alla salute dei bambini.

Eccellenza siciliana. D’altronde, i numeri del “Bambin Gesù”, a Taormina parlano chiaro e raccontano che si è sin qui registrato il 20% di mobilità attiva extraregionale, con 3 mila ricoveri, oltre 800 interventi chirurgici eseguiti, 2300 pazienti trattati tra emodinamica ed interventistica, e 60 pazienti operati in Neonatologie esterne nel territorio di Sicilia e Calabria. A Taormina inoltre si dispone di strutture come un Laboratorio di Emodinamica per procedure ibride da ritenere all’avanguardia assoluta in campo nazionale ed attrezzature, costate tra i 2 e 4 milioni di euro. E sul presidio ospedaliero di Taormina, forse può essere pure utile ricordare che con i suoi vari reparti può vantare una mobilità attiva pari a circa 18 milioni di euro.

© Riproduzione Riservata

Commenti